Palazzo Borghese

Via Borghese, 17-18 Roma

Costruito nel 1560 forse su progetto del Vignola, fu acquistato da Camillo Borghese (futuro papa Paolo V 1605-1621) che affidò i lavori di ristrutturazione del complesso a Flaminio Ponzio e a Carlo Maderno, tra il 1605 e il 1614. Per l’inconsueta forma dell’edificio, che racchiudeva il cortile e il giardino, fu denominato cembalo dei Borghese e annoverato tra le quattro meraviglie della Roma del XVI secolo. La facciata principale si apriva su piazza Fontanella Borghese con un imponente portale tra due colonne, sormontato da un ampio balcone con finestra a timpano triangolare. Sul lungo fianco destro, con ventidue finestre su tre piani e due ammezzati, il maestoso portale è sormontato dal balcone e dallo stemma dei Borghese. La terza facciata, rivolta verso il Tevere su via di Ripetta e opera di Ponzio, è caratterizzata da due balconate sovrapposte, la superiore su mensoloni e quella inferiore impostata sui pilastri e le colonne del portale, realizzato da Carlo Rainaldi, che completò la facciata nel 1675. Nella fascia superiore, due ordini di arcate tra lesene. Il cortile interno, decorato da statue antiche, è circondato da un porticato su due ordini con arcate sorrette da colonne binate. In fondo, un sontuoso ninfeo ornato con statue, detto Bagno di Venere, con tre fontane addossate al muro di cinta, opera di Johann Paul Schor e Carlo Rainaldi che ridisegnò anche i giardini, tra i meglio conservati della Roma barocca.

Ponzio Flaminio (1560/1613).

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Costruito nel 1560 forse su progetto del Vignola, fu acquistato da Camillo Borghese (futuro papa Paolo V 1605-1621) che affidò i lavori di ristrutturazione del complesso a Flaminio Ponzio e a Carlo Maderno, tra il 1605 e il 1614. Per l’inconsueta forma dell’edificio, che racchiudeva il cortile e il giardino, fu denominato cembalo dei Borghese e annoverato tra le quattro meraviglie della Roma del XVI secolo. La facciata principale si apriva su piazza Fontanella Borghese con un imponente portale tra due colonne, sormontato da un ampio balcone con finestra a timpano triangolare. Sul lungo fianco destro, con ventidue finestre su tre piani e due ammezzati, il maestoso portale è sormontato dal balcone e dallo stemma dei Borghese. La terza facciata, rivolta verso il Tevere su via di Ripetta e opera di Ponzio, è caratterizzata da due balconate sovrapposte, la superiore su mensoloni e quella inferiore impostata sui pilastri e le colonne del portale, realizzato da Carlo Rainaldi, che completò la facciata nel 1675. Nella fascia superiore, due ordini di arcate tra lesene. Il cortile interno, decorato da statue antiche, è circondato da un porticato su due ordini con arcate sorrette da colonne binate. In fondo, un sontuoso ninfeo ornato con statue, detto Bagno di Venere, con tre fontane addossate al muro di cinta, opera di Johann Paul Schor e Carlo Rainaldi che ridisegnò anche i giardini, tra i meglio conservati della Roma barocca.

Ponzio Flaminio (1560/1613).

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Costruito nel 1560 forse su progetto del Vignola, fu acquistato da Camillo Borghese (futuro papa Paolo V 1605-1621) che affidò i lavori di ristrutturazione del complesso a Flaminio Ponzio e a Carlo Maderno, tra il 1605 e il 1614. Per l’inconsueta forma dell’edificio, che racchiudeva il cortile e il giardino, fu denominato cembalo dei Borghese e annoverato tra le quattro meraviglie della Roma del XVI secolo. La facciata principale si apriva su piazza Fontanella Borghese con un imponente portale tra due colonne, sormontato da un ampio balcone con finestra a timpano triangolare. Sul lungo fianco destro, con ventidue finestre su tre piani e due ammezzati, il maestoso portale è sormontato dal balcone e dallo stemma dei Borghese. La terza facciata, rivolta verso il Tevere su via di Ripetta e opera di Ponzio, è caratterizzata da due balconate sovrapposte, la superiore su mensoloni e quella inferiore impostata sui pilastri e le colonne del portale, realizzato da Carlo Rainaldi, che completò la facciata nel 1675. Nella fascia superiore, due ordini di arcate tra lesene. Il cortile interno, decorato da statue antiche, è circondato da un porticato su due ordini con arcate sorrette da colonne binate. In fondo, un sontuoso ninfeo ornato con statue, detto Bagno di Venere, con tre fontane addossate al muro di cinta, opera di Johann Paul Schor e Carlo Rainaldi che ridisegnò anche i giardini, tra i meglio conservati della Roma barocca.

Ponzio Flaminio (1560/1613).

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