Palazzo Braschi

Via di San Pantaleo, 9 Roma

Sul rinascimentale palazzo Orsini papa Pio VI (Giovannagelo Braschi 1775-1799) volle costruire nel 1790 la residenza per il nipote Luigi Braschi Onesti, demolendo il complesso preesistente. La particolare forma trapezoidale dell’isolato condizionò i progetti per il nuovo edificio, suggerendo soluzioni diverse. Giuseppe Valadier (1762-1839) disegnò un edificio di forma appena irregolare che si impostava su un’ampia corte centrale di forma circolare. Giovanni Antinori (1734-1792) progettò un edificio a forma di triangolo equilatero, con tre accessi sui vertici e cortile centrale che ripeteva lo schema triangolare. La realizzazione fu affidata all’imolese Cosimo Morelli, che propose un edificio a pianta trapezoidale irregolare con cortile interno rettangolare. Il palazzo, di severa impostazione neoclassica seppure con motivi di ispirazione rinascimentale, ha un alto basamento a bugne piatte e tre piani di finestre, centinate al primo piano, con timpano triangolare al secondo e architravate al terzo. A coronamento dell’edificio, un cornicione a mensole, con fascia a stelle e gigli dell’emblema Braschi. Un atrio ovale, in corrispondenza dell’acceso da via San Pantaleo, conduce al grande scalone monumentale. La facciata di piazza San Pantaleo mostra il motivo insolito della balconata che ripiega oltre il fronte. Ai lati del portale di accesso, sulle finestre rettangolari, la testa di leone con una pigna nella bocca, emblema araldico degli Onesti. Sulla chiave dell’arco dell’ingresso il vento Borea che soffia è esplicito richiamo all’emblema dei Braschi. Dispersi i beni della famiglia, il palazzo fu acquisito dallo Stato nel 1871, divenendo sede del Ministero degli Interni. Della sistemazione originaria restano la cappella progettata dal Valadier e, in alcune sale, le decorazioni a tempera in stile neoclassico di Liborio Coccetti (1739-1816). Dal 1952 Palazzo Braschi accoglie il Museo di Roma.

Autore: Morelli Cosimo (1732-1812).

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Sul rinascimentale palazzo Orsini papa Pio VI (Giovannagelo Braschi 1775-1799) volle costruire nel 1790 la residenza per il nipote Luigi Braschi Onesti, demolendo il complesso preesistente. La particolare forma trapezoidale dell’isolato condizionò i progetti per il nuovo edificio, suggerendo soluzioni diverse. Giuseppe Valadier (1762-1839) disegnò un edificio di forma appena irregolare che si impostava su un’ampia corte centrale di forma circolare. Giovanni Antinori (1734-1792) progettò un edificio a forma di triangolo equilatero, con tre accessi sui vertici e cortile centrale che ripeteva lo schema triangolare. La realizzazione fu affidata all’imolese Cosimo Morelli, che propose un edificio a pianta trapezoidale irregolare con cortile interno rettangolare. Il palazzo, di severa impostazione neoclassica seppure con motivi di ispirazione rinascimentale, ha un alto basamento a bugne piatte e tre piani di finestre, centinate al primo piano, con timpano triangolare al secondo e architravate al terzo. A coronamento dell’edificio, un cornicione a mensole, con fascia a stelle e gigli dell’emblema Braschi. Un atrio ovale, in corrispondenza dell’acceso da via San Pantaleo, conduce al grande scalone monumentale. La facciata di piazza San Pantaleo mostra il motivo insolito della balconata che ripiega oltre il fronte. Ai lati del portale di accesso, sulle finestre rettangolari, la testa di leone con una pigna nella bocca, emblema araldico degli Onesti. Sulla chiave dell’arco dell’ingresso il vento Borea che soffia è esplicito richiamo all’emblema dei Braschi. Dispersi i beni della famiglia, il palazzo fu acquisito dallo Stato nel 1871, divenendo sede del Ministero degli Interni. Della sistemazione originaria restano la cappella progettata dal Valadier e, in alcune sale, le decorazioni a tempera in stile neoclassico di Liborio Coccetti (1739-1816). Dal 1952 Palazzo Braschi accoglie il Museo di Roma.

Autore: Morelli Cosimo (1732-1812).

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Sul rinascimentale palazzo Orsini papa Pio VI (Giovannagelo Braschi 1775-1799) volle costruire nel 1790 la residenza per il nipote Luigi Braschi Onesti, demolendo il complesso preesistente. La particolare forma trapezoidale dell’isolato condizionò i progetti per il nuovo edificio, suggerendo soluzioni diverse. Giuseppe Valadier (1762-1839) disegnò un edificio di forma appena irregolare che si impostava su un’ampia corte centrale di forma circolare. Giovanni Antinori (1734-1792) progettò un edificio a forma di triangolo equilatero, con tre accessi sui vertici e cortile centrale che ripeteva lo schema triangolare. La realizzazione fu affidata all’imolese Cosimo Morelli, che propose un edificio a pianta trapezoidale irregolare con cortile interno rettangolare. Il palazzo, di severa impostazione neoclassica seppure con motivi di ispirazione rinascimentale, ha un alto basamento a bugne piatte e tre piani di finestre, centinate al primo piano, con timpano triangolare al secondo e architravate al terzo. A coronamento dell’edificio, un cornicione a mensole, con fascia a stelle e gigli dell’emblema Braschi. Un atrio ovale, in corrispondenza dell’acceso da via San Pantaleo, conduce al grande scalone monumentale. La facciata di piazza San Pantaleo mostra il motivo insolito della balconata che ripiega oltre il fronte. Ai lati del portale di accesso, sulle finestre rettangolari, la testa di leone con una pigna nella bocca, emblema araldico degli Onesti. Sulla chiave dell’arco dell’ingresso il vento Borea che soffia è esplicito richiamo all’emblema dei Braschi. Dispersi i beni della famiglia, il palazzo fu acquisito dallo Stato nel 1871, divenendo sede del Ministero degli Interni. Della sistemazione originaria restano la cappella progettata dal Valadier e, in alcune sale, le decorazioni a tempera in stile neoclassico di Liborio Coccetti (1739-1816). Dal 1952 Palazzo Braschi accoglie il Museo di Roma.

Autore: Morelli Cosimo (1732-1812).

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