Palazzo Caffarelli Vidoni

Corso Vittorio Emanuele II, 120 Roma

Costruito nel 1515 per l’antica famiglia romana dei Caffarelli, su progetto dell’allievo di Raffaello Lorenzo Lotti, si apriva tra la via del Sudario e la strada papale. Il palazzo fu venduto nel 1816 al cardinale Vidoni che lo modificò, ampliandolo. Divenne poi proprietà dei Giustiniani Bandini, che incaricarono nel 1886 l’architetto Francesco Settimi della ricostruzione del prospetto su Corso Vittorio Emanuele II e su piazza Vidoni, a seguito dei lavori di realizzazione della nuova viabilità. Dell’edificio più antico resta solo la facciata cinquecentesca che si apre su via del Sudario, con bugnato a cuscino al piano terra, dove si alternano finestre a timpano triangolare e porte di rimessa. Al piano nobile, delimitato in alto da una fascia marcapiano, si aprono finestre rettangolari architravate, affiancate da doppie colonne.All’interno, affreschi cinquecenteschi della scuola di Perin del Vaga e settecenteschi del tedesco Anton Raphael Mengs.Nel 1536 Paolo III (Alessandro Farnese 1534-1549) incontrò a palazzo Caffarelli l’imperatore Carlo V, al termine dell’itinerario trionfale predisposto dal pontefice per mostrare la rinnovata grandezza di Roma, dopo il sacco delle truppe imperiali del 1527.

L’edificio ospita la scultura nota come Abate Luigi, appartenete al gruppo delle statue parlanti di Roma.

Autore: Lorenzo Lotti (1490-1541).

Futouring Lazio

Costruito nel 1515 per l’antica famiglia romana dei Caffarelli, su progetto dell’allievo di Raffaello Lorenzo Lotti, si apriva tra la via del Sudario e la strada papale. Il palazzo fu venduto nel 1816 al cardinale Vidoni che lo modificò, ampliandolo. Divenne poi proprietà dei Giustiniani Bandini, che incaricarono nel 1886 l’architetto Francesco Settimi della ricostruzione del prospetto su Corso Vittorio Emanuele II e su piazza Vidoni, a seguito dei lavori di realizzazione della nuova viabilità. Dell’edificio più antico resta solo la facciata cinquecentesca che si apre su via del Sudario, con bugnato a cuscino al piano terra, dove si alternano finestre a timpano triangolare e porte di rimessa. Al piano nobile, delimitato in alto da una fascia marcapiano, si aprono finestre rettangolari architravate, affiancate da doppie colonne.All’interno, affreschi cinquecenteschi della scuola di Perin del Vaga e settecenteschi del tedesco Anton Raphael Mengs.Nel 1536 Paolo III (Alessandro Farnese 1534-1549) incontrò a palazzo Caffarelli l’imperatore Carlo V, al termine dell’itinerario trionfale predisposto dal pontefice per mostrare la rinnovata grandezza di Roma, dopo il sacco delle truppe imperiali del 1527.

L’edificio ospita la scultura nota come Abate Luigi, appartenete al gruppo delle statue parlanti di Roma.

Autore: Lorenzo Lotti (1490-1541).

Futouring Lazio

41.89639,12.47516,17

Costruito nel 1515 per l’antica famiglia romana dei Caffarelli, su progetto dell’allievo di Raffaello Lorenzo Lotti, si apriva tra la via del Sudario e la strada papale. Il palazzo fu venduto nel 1816 al cardinale Vidoni che lo modificò, ampliandolo. Divenne poi proprietà dei Giustiniani Bandini, che incaricarono nel 1886 l’architetto Francesco Settimi della ricostruzione del prospetto su Corso Vittorio Emanuele II e su piazza Vidoni, a seguito dei lavori di realizzazione della nuova viabilità. Dell’edificio più antico resta solo la facciata cinquecentesca che si apre su via del Sudario, con bugnato a cuscino al piano terra, dove si alternano finestre a timpano triangolare e porte di rimessa. Al piano nobile, delimitato in alto da una fascia marcapiano, si aprono finestre rettangolari architravate, affiancate da doppie colonne.All’interno, affreschi cinquecenteschi della scuola di Perin del Vaga e settecenteschi del tedesco Anton Raphael Mengs.Nel 1536 Paolo III (Alessandro Farnese 1534-1549) incontrò a palazzo Caffarelli l’imperatore Carlo V, al termine dell’itinerario trionfale predisposto dal pontefice per mostrare la rinnovata grandezza di Roma, dopo il sacco delle truppe imperiali del 1527.

L’edificio ospita la scultura nota come Abate Luigi, appartenete al gruppo delle statue parlanti di Roma.

Autore: Lorenzo Lotti (1490-1541).

Futouring Lazio

itinerari che contengono questo punto di interesse

Nei pressi

  • Bistrot

    I vicini bistrot

    Via di Torre Argentina, 70, Roma