Palazzo Caprini, poi dei Convertendi

Via della Conciliazione, 32 Roma

Il rinascimentale palazzo Caprini nacque intorno al 1510 tra piazza Scossacavalli e via Alessandrina come dimora del protonotaro apostolico Adriano de Caprinis, su progetto di Donato Bramante.

L’edificio era caratterizzato da un alto basamento a finto bugnato con botteghe al piano terra ai lati del portale centrale ad arco. Il piano nobile, scandito da colonne doriche binate che fiancheggiavano cinque finestre architravate, era sormontato da una trabeazione con piano sottotetto. Il palazzo costituì un prototipo dell’architettura civile del Rinascimento, il cui schema fu ripreso in numerosi edifici cinquecenteschi, come nel palazzo Caffarelli Vidoni. L’accesso principale, lungo via Alessandrina, aveva un portale sormontato da un balcone con finestra tra colonne, attribuito a Baldassarre Peruzzi. Qui visse dal 1517 Raffaello Sanzio e vi morì nel 1520.

Il riassetto del tardo XVI secolo del complesso, divenuto sede dell’istituzione per l’assistenza dei convertendi alla religione cattolica, ingrandì l’edificio alterandone completamente l’aspetto originario. Il palazzo seicentesco fu demolito nel 1938 per l’apertura di via della Conciliazione e qui ricostruito (ai n.32-36) con la facciata che prospettava su via Alessandrina.

Donato Bramante (1444-1514).

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Il rinascimentale palazzo Caprini nacque intorno al 1510 tra piazza Scossacavalli e via Alessandrina come dimora del protonotaro apostolico Adriano de Caprinis, su progetto di Donato Bramante.

L’edificio era caratterizzato da un alto basamento a finto bugnato con botteghe al piano terra ai lati del portale centrale ad arco. Il piano nobile, scandito da colonne doriche binate che fiancheggiavano cinque finestre architravate, era sormontato da una trabeazione con piano sottotetto. Il palazzo costituì un prototipo dell’architettura civile del Rinascimento, il cui schema fu ripreso in numerosi edifici cinquecenteschi, come nel palazzo Caffarelli Vidoni. L’accesso principale, lungo via Alessandrina, aveva un portale sormontato da un balcone con finestra tra colonne, attribuito a Baldassarre Peruzzi. Qui visse dal 1517 Raffaello Sanzio e vi morì nel 1520.

Il riassetto del tardo XVI secolo del complesso, divenuto sede dell’istituzione per l’assistenza dei convertendi alla religione cattolica, ingrandì l’edificio alterandone completamente l’aspetto originario. Il palazzo seicentesco fu demolito nel 1938 per l’apertura di via della Conciliazione e qui ricostruito (ai n.32-36) con la facciata che prospettava su via Alessandrina.

Donato Bramante (1444-1514).

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Il rinascimentale palazzo Caprini nacque intorno al 1510 tra piazza Scossacavalli e via Alessandrina come dimora del protonotaro apostolico Adriano de Caprinis, su progetto di Donato Bramante.

L’edificio era caratterizzato da un alto basamento a finto bugnato con botteghe al piano terra ai lati del portale centrale ad arco. Il piano nobile, scandito da colonne doriche binate che fiancheggiavano cinque finestre architravate, era sormontato da una trabeazione con piano sottotetto. Il palazzo costituì un prototipo dell’architettura civile del Rinascimento, il cui schema fu ripreso in numerosi edifici cinquecenteschi, come nel palazzo Caffarelli Vidoni. L’accesso principale, lungo via Alessandrina, aveva un portale sormontato da un balcone con finestra tra colonne, attribuito a Baldassarre Peruzzi. Qui visse dal 1517 Raffaello Sanzio e vi morì nel 1520.

Il riassetto del tardo XVI secolo del complesso, divenuto sede dell’istituzione per l’assistenza dei convertendi alla religione cattolica, ingrandì l’edificio alterandone completamente l’aspetto originario. Il palazzo seicentesco fu demolito nel 1938 per l’apertura di via della Conciliazione e qui ricostruito (ai n.32-36) con la facciata che prospettava su via Alessandrina.

Donato Bramante (1444-1514).

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