Palazzo Chigi

Piazza Colonna, 370 Roma

Ubicato nel centro di Roma, il palazzo prende il nome dai Chigi, potenti banchieri senesi che lo acquistarono nel 1659. La costruzione era stata iniziata nel 1578 dai precedenti proprietari, gli Aldobrandini, con la ristrutturazione e la riunificazione di varie proprietà affacciate su piazza Colonna. Olimpia Aldobrandini fece realizzare l’altana che sormonta il palazzo, per raggiungere la mole della vicina Curia Innocenziana (l’attuale Palazzo di Montecitorio) a cui si affianca. Divenuto sede dell’ambasciata di Spagna prima, e di quella dell’impero Austro-Ungarico poi, l’interno del palazzo subì numerose modifiche fino al 1916 quando fu eletto sede del Ministero Affari Esteri. Dal 1961 è sede del Governo che vi fu trasferito dal Viminale. Di impianto squisitamente classico, presenta due piani nobili di cui il primo, ad angolo tra via del Corso e piazza Colonna, con le sale commissionate dagli Aldobrandini all’architetto Matteo Bartolini detto Matteo da Castello (1530-post 1597), con il balcone detto la Prua d’Italia. Al secondo piano nobile si trova l’appartamento presidenziale, il Salone d’oro (1765-67) progettato dall’architetto Giovanni Stern. Opera dell’architetto Felice della Greca è lo scalone (1659-1661), decorato con sculture antiche, voluto dai Chigi ed ubicato nel fondo del cortile d’onore.

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Ubicato nel centro di Roma, il palazzo prende il nome dai Chigi, potenti banchieri senesi che lo acquistarono nel 1659. La costruzione era stata iniziata nel 1578 dai precedenti proprietari, gli Aldobrandini, con la ristrutturazione e la riunificazione di varie proprietà affacciate su piazza Colonna. Olimpia Aldobrandini fece realizzare l’altana che sormonta il palazzo, per raggiungere la mole della vicina Curia Innocenziana (l’attuale Palazzo di Montecitorio) a cui si affianca. Divenuto sede dell’ambasciata di Spagna prima, e di quella dell’impero Austro-Ungarico poi, l’interno del palazzo subì numerose modifiche fino al 1916 quando fu eletto sede del Ministero Affari Esteri. Dal 1961 è sede del Governo che vi fu trasferito dal Viminale. Di impianto squisitamente classico, presenta due piani nobili di cui il primo, ad angolo tra via del Corso e piazza Colonna, con le sale commissionate dagli Aldobrandini all’architetto Matteo Bartolini detto Matteo da Castello (1530-post 1597), con il balcone detto la Prua d’Italia. Al secondo piano nobile si trova l’appartamento presidenziale, il Salone d’oro (1765-67) progettato dall’architetto Giovanni Stern. Opera dell’architetto Felice della Greca è lo scalone (1659-1661), decorato con sculture antiche, voluto dai Chigi ed ubicato nel fondo del cortile d’onore.

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Ubicato nel centro di Roma, il palazzo prende il nome dai Chigi, potenti banchieri senesi che lo acquistarono nel 1659. La costruzione era stata iniziata nel 1578 dai precedenti proprietari, gli Aldobrandini, con la ristrutturazione e la riunificazione di varie proprietà affacciate su piazza Colonna. Olimpia Aldobrandini fece realizzare l’altana che sormonta il palazzo, per raggiungere la mole della vicina Curia Innocenziana (l’attuale Palazzo di Montecitorio) a cui si affianca. Divenuto sede dell’ambasciata di Spagna prima, e di quella dell’impero Austro-Ungarico poi, l’interno del palazzo subì numerose modifiche fino al 1916 quando fu eletto sede del Ministero Affari Esteri. Dal 1961 è sede del Governo che vi fu trasferito dal Viminale. Di impianto squisitamente classico, presenta due piani nobili di cui il primo, ad angolo tra via del Corso e piazza Colonna, con le sale commissionate dagli Aldobrandini all’architetto Matteo Bartolini detto Matteo da Castello (1530-post 1597), con il balcone detto la Prua d’Italia. Al secondo piano nobile si trova l’appartamento presidenziale, il Salone d’oro (1765-67) progettato dall’architetto Giovanni Stern. Opera dell’architetto Felice della Greca è lo scalone (1659-1661), decorato con sculture antiche, voluto dai Chigi ed ubicato nel fondo del cortile d’onore.

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