Palazzo Cybo Malaspina

Via di Santa Maria dell'Anima, 54 Roma

Situato tra la torre dei Mellini a nord e la stretta dimora dell’avvocato Teodosio de Rossi a sud, il palazzo Cybo Malaspina sorgeva dal XV secolo con il retro su via dell’Anima e la facciata principale su piazza Navona, dove si apriva superiormente con una fila di undici arcate sulla fronte. Il palazzo originariamente apparteneva al cardinale Adriano Castellesi di Corneto, coinvolto nella morte di Alessandro VI (Rodrigo Borgia 1492-1503) del 1503 e nella congiura contro Leone X (Giovanni de’ Medici 1513-1521) del 1517, per la quale lasciò la dimora di piazza Navona, confiscata nel 1518 e concessa per cinquemilacento ducati d’oro a Lorenzo Cybo, discendente di Lorenzo il Magnifico e nipote di Leone X. I Cybo, principi di Massa e Carrara vi abitarono fino al 1653 quando l’edificio venne a far parte delle proprietà dei Pamphilj, venduto da Carlo Simone Cybo dei principi di Massa e Carrara per essere inglobato nel grandioso palazzo voluto da Olimpia Maidalchini dopo l’elezione al pontificato di Innocenzo X (Giovambattista Pamphilj 1644-1655). Il passaggio di proprietà avvenne in forza della bolla Jure Congruit, che costrinse i proprietari alla cessione per poco più di venticinquemila scudi.

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Situato tra la torre dei Mellini a nord e la stretta dimora dell’avvocato Teodosio de Rossi a sud, il palazzo Cybo Malaspina sorgeva dal XV secolo con il retro su via dell’Anima e la facciata principale su piazza Navona, dove si apriva superiormente con una fila di undici arcate sulla fronte. Il palazzo originariamente apparteneva al cardinale Adriano Castellesi di Corneto, coinvolto nella morte di Alessandro VI (Rodrigo Borgia 1492-1503) del 1503 e nella congiura contro Leone X (Giovanni de’ Medici 1513-1521) del 1517, per la quale lasciò la dimora di piazza Navona, confiscata nel 1518 e concessa per cinquemilacento ducati d’oro a Lorenzo Cybo, discendente di Lorenzo il Magnifico e nipote di Leone X. I Cybo, principi di Massa e Carrara vi abitarono fino al 1653 quando l’edificio venne a far parte delle proprietà dei Pamphilj, venduto da Carlo Simone Cybo dei principi di Massa e Carrara per essere inglobato nel grandioso palazzo voluto da Olimpia Maidalchini dopo l’elezione al pontificato di Innocenzo X (Giovambattista Pamphilj 1644-1655). Il passaggio di proprietà avvenne in forza della bolla Jure Congruit, che costrinse i proprietari alla cessione per poco più di venticinquemila scudi.

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Situato tra la torre dei Mellini a nord e la stretta dimora dell’avvocato Teodosio de Rossi a sud, il palazzo Cybo Malaspina sorgeva dal XV secolo con il retro su via dell’Anima e la facciata principale su piazza Navona, dove si apriva superiormente con una fila di undici arcate sulla fronte. Il palazzo originariamente apparteneva al cardinale Adriano Castellesi di Corneto, coinvolto nella morte di Alessandro VI (Rodrigo Borgia 1492-1503) del 1503 e nella congiura contro Leone X (Giovanni de’ Medici 1513-1521) del 1517, per la quale lasciò la dimora di piazza Navona, confiscata nel 1518 e concessa per cinquemilacento ducati d’oro a Lorenzo Cybo, discendente di Lorenzo il Magnifico e nipote di Leone X. I Cybo, principi di Massa e Carrara vi abitarono fino al 1653 quando l’edificio venne a far parte delle proprietà dei Pamphilj, venduto da Carlo Simone Cybo dei principi di Massa e Carrara per essere inglobato nel grandioso palazzo voluto da Olimpia Maidalchini dopo l’elezione al pontificato di Innocenzo X (Giovambattista Pamphilj 1644-1655). Il passaggio di proprietà avvenne in forza della bolla Jure Congruit, che costrinse i proprietari alla cessione per poco più di venticinquemila scudi.

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