Palazzo De Cupis

Via di Santa Maria dell'Anima, 17 Roma
0668803944

Il palazzo de Cupis sorgeva tra via di Sant’Agnese e vicolo de’ Lorenesi. La prima notizia del palazzo della famiglia de Cupis risale nel 1492, quando il cardinale Ascanio Sforza vi riceve la visita del nipote del re di Napoli, Ferrantino principe di Capua. Il cardinale Giandomenico de Cupis nel 1520 lo ingrandisce, inglobando alcune case attigue dell’antico istituto dell’Anima, della nazione tedesca. Il palazzo conserva complessivamente le forme del primo rinascimento, con grossi muri a scarpa e lo scalone esterno sul cortile. Probabilmente la facciata rinascimentale doveva avere una decorazione graffita e finestre ad arco. L’accesso su via dell’Anima, a tre piani, si apriva con due portali, uno bugnato e uno in travertino incorniciato da lesene. All’interno si conservano due cortili porticati, dei quali quello verso la chiesa di Sant’Agnese con tre ordini di arcate, attualmente richiuse. Il prospetto su piazza Navona è stato regolarizzato nel XIX secolo. La parte quattrocentesca dell’edificio è parzialmente visibile lungo via dei Lorenesi. Il palazzo fu sede dell’Ambasciatore di Spagna nel 1503.

Tra le botteghe al piano terra, per lo più librai e stampatori si distingue quella di Giovanni Battista de Rossi, nella prima metà del XVII sec.Nel XVIII secolo il palazzo è ceduto alla famiglia Ornani e ospita all’interno un teatro venduto nel 1784 a Nicola Rigacci e poi nel 1855 a Emiliani, da cui il teatro, chiuso alla fine del secolo, prese il nome. Nel XIX secolo, già di proprietà dei Tuccimei, il palazzo fu simbolicamente diviso a metà tra la parte della famiglia in festa per l’Unità d’Italia e quella in lutto fedele al papa.

Futouring Lazio

Il palazzo

Il palazzo de Cupis sorgeva tra via di Sant’Agnese e vicolo de’ Lorenesi. La prima notizia del palazzo della famiglia de Cupis risale nel 1492, quando il cardinale Ascanio Sforza vi riceve la visita del nipote del re di Napoli, Ferrantino principe di Capua. Il cardinale Giandomenico de Cupis nel 1520 lo ingrandisce, inglobando alcune case attigue dell’antico istituto dell’Anima, della nazione tedesca. Il palazzo conserva complessivamente le forme del primo rinascimento, con grossi muri a scarpa e lo scalone esterno sul cortile. Probabilmente la facciata rinascimentale doveva avere una decorazione graffita e finestre ad arco. L’accesso su via dell’Anima, a tre piani, si apriva con due portali, uno bugnato e uno in travertino incorniciato da lesene. All’interno si conservano due cortili porticati, dei quali quello verso la chiesa di Sant’Agnese con tre ordini di arcate, attualmente richiuse. Il prospetto su piazza Navona è stato regolarizzato nel XIX secolo. La parte quattrocentesca dell’edificio è parzialmente visibile lungo via dei Lorenesi. Il palazzo fu sede dell’Ambasciatore di Spagna nel 1503.

Tra le botteghe al piano terra, per lo più librai e stampatori si distingue quella di Giovanni Battista de Rossi, nella prima metà del XVII sec.Nel XVIII secolo il palazzo è ceduto alla famiglia Ornani e ospita all’interno un teatro venduto nel 1784 a Nicola Rigacci e poi nel 1855 a Emiliani, da cui il teatro, chiuso alla fine del secolo, prese il nome. Nel XIX secolo, già di proprietà dei Tuccimei, il palazzo fu simbolicamente diviso a metà tra la parte della famiglia in festa per l’Unità d’Italia e quella in lutto fedele al papa.

Futouring Lazio

41.8995149,12.472243299999946,16

Il palazzo de Cupis sorgeva tra via di Sant’Agnese e vicolo de’ Lorenesi. La prima notizia del palazzo della famiglia de Cupis risale nel 1492, quando il cardinale Ascanio Sforza vi riceve la visita del nipote del re di Napoli, Ferrantino principe di Capua. Il cardinale Giandomenico de Cupis nel 1520 lo ingrandisce, inglobando alcune case attigue dell’antico istituto dell’Anima, della nazione tedesca. Il palazzo conserva complessivamente le forme del primo rinascimento, con grossi muri a scarpa e lo scalone esterno sul cortile. Probabilmente la facciata rinascimentale doveva avere una decorazione graffita e finestre ad arco. L’accesso su via dell’Anima, a tre piani, si apriva con due portali, uno bugnato e uno in travertino incorniciato da lesene. All’interno si conservano due cortili porticati, dei quali quello verso la chiesa di Sant’Agnese con tre ordini di arcate, attualmente richiuse. Il prospetto su piazza Navona è stato regolarizzato nel XIX secolo. La parte quattrocentesca dell’edificio è parzialmente visibile lungo via dei Lorenesi. Il palazzo fu sede dell’Ambasciatore di Spagna nel 1503.

Tra le botteghe al piano terra, per lo più librai e stampatori si distingue quella di Giovanni Battista de Rossi, nella prima metà del XVII sec.Nel XVIII secolo il palazzo è ceduto alla famiglia Ornani e ospita all’interno un teatro venduto nel 1784 a Nicola Rigacci e poi nel 1855 a Emiliani, da cui il teatro, chiuso alla fine del secolo, prese il nome. Nel XIX secolo, già di proprietà dei Tuccimei, il palazzo fu simbolicamente diviso a metà tra la parte della famiglia in festa per l’Unità d’Italia e quella in lutto fedele al papa.

Futouring Lazio

itinerari che contengono questo punto di interesse

Nei pressi

  • Bistrot

    I vicini bistrot

    Via di Torre Argentina, 70, Roma