Palazzo dei Mellini

L’ampio palazzo rinascimentale dei Mellini era costituito da un corpo compatto accostato ad un’alta torre medievale con merli guelfi e ballatoio aggettante. La famiglia possedeva altri edifici nell’area tra piazza Navona e via dell’Anima: oltre la torre Millina, tuttora conservata, situata oltre via dell’Anima, in corrispondenza dell’attuale vicolo de Cupis, ancora nel XVII secolo è documentata la presenza di uno stabilimento di bagni caldi di origine tardo medievale, noto come “Stufa Millina”, che dava il nome alla strada.La torre su piazza Navona era collocata lungo il passaggio che collegava via dell’Anima con la piazza, poi murato, e in alcune rappresentazioni della prima metà del XVII secolo sembra essere stata ribassata. Il palazzo di piazza Navona ospitava una celebre collezione di statue e di antichità, ricordata dal naturalista Ulisse Aldrovandi. Il complesso fu acquisito forzosamente dai Pamphilj per volere di Innocenzo X (Giovambattista Pamphilj 1644-1655) nel 1651. Per consentire la costruzione della nuova chiesa di Sant’Agnese in Agone, ampliata e con la nuova monumentale facciata barocca sulla piazza.

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L’ampio palazzo rinascimentale dei Mellini era costituito da un corpo compatto accostato ad un’alta torre medievale con merli guelfi e ballatoio aggettante. La famiglia possedeva altri edifici nell’area tra piazza Navona e via dell’Anima: oltre la torre Millina, tuttora conservata, situata oltre via dell’Anima, in corrispondenza dell’attuale vicolo de Cupis, ancora nel XVII secolo è documentata la presenza di uno stabilimento di bagni caldi di origine tardo medievale, noto come “Stufa Millina”, che dava il nome alla strada.La torre su piazza Navona era collocata lungo il passaggio che collegava via dell’Anima con la piazza, poi murato, e in alcune rappresentazioni della prima metà del XVII secolo sembra essere stata ribassata. Il palazzo di piazza Navona ospitava una celebre collezione di statue e di antichità, ricordata dal naturalista Ulisse Aldrovandi. Il complesso fu acquisito forzosamente dai Pamphilj per volere di Innocenzo X (Giovambattista Pamphilj 1644-1655) nel 1651. Per consentire la costruzione della nuova chiesa di Sant’Agnese in Agone, ampliata e con la nuova monumentale facciata barocca sulla piazza.

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L’ampio palazzo rinascimentale dei Mellini era costituito da un corpo compatto accostato ad un’alta torre medievale con merli guelfi e ballatoio aggettante. La famiglia possedeva altri edifici nell’area tra piazza Navona e via dell’Anima: oltre la torre Millina, tuttora conservata, situata oltre via dell’Anima, in corrispondenza dell’attuale vicolo de Cupis, ancora nel XVII secolo è documentata la presenza di uno stabilimento di bagni caldi di origine tardo medievale, noto come “Stufa Millina”, che dava il nome alla strada.La torre su piazza Navona era collocata lungo il passaggio che collegava via dell’Anima con la piazza, poi murato, e in alcune rappresentazioni della prima metà del XVII secolo sembra essere stata ribassata. Il palazzo di piazza Navona ospitava una celebre collezione di statue e di antichità, ricordata dal naturalista Ulisse Aldrovandi. Il complesso fu acquisito forzosamente dai Pamphilj per volere di Innocenzo X (Giovambattista Pamphilj 1644-1655) nel 1651. Per consentire la costruzione della nuova chiesa di Sant’Agnese in Agone, ampliata e con la nuova monumentale facciata barocca sulla piazza.

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