Palazzo del Bufalo Ferrajoli

Piazza Colonna, 355-356 Roma

L’edificio cinquecentesco fu dimora della famiglia Del Bufalo che acquistò importanza maggiore nel XVII durante il pontificato di Innocenzo X (Giovambattista Pamphilj 1644-1655), figlio di Flaminia del Bufalo. L’edificio originario aveva la facciata dipinta, secondo la moda diffusa a Roma gli inizi del XVI secolo e nel 1561 fu ristrutturato da Giacomo della Porta. Nel 1626 fu modificato da Francesco Paparelli, in occasione del matrimonio di Paolo del Bufalo. Nel XIX secolo passò ai Ferrajoli che sopraelevarono di un piano l’edificio e lo ampliarono nel 1871. Nel 1885 fu demolito il ninfeo del giardino, decorato da pitture monocrome di Maturino da Firenze e Polidoro da Caravaggio databili intorno al 1525, ispirate alle Metamorfosi di Ovidio con scene tratte dalle storie di Perseo e Andromeda (oggi conservate al Museo di Roma a Palazzo Braschi), che appartenevano alla fase originaria del palazzo.Costruito nel XVI secolo il palazzo fu modificato nel XVII secolo.

L’edificio si affaccia su piazza Colonna con un prospetto scandito verticalmente da quattro fasce bugnate, con maestoso portale. Al piano nobile si aprono finestre architravate, che terminano su via del Corso con un balcone angolare. Il palazzo è sormontato da un cornicione con simboli araldici dei Ferrajoili e sovrastato da un altana con aperture ad arco.

Autori: Della Porta Giacomo (attr.) (1532-1602), Paparelli Francesco.

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L’edificio cinquecentesco fu dimora della famiglia Del Bufalo che acquistò importanza maggiore nel XVII durante il pontificato di Innocenzo X (Giovambattista Pamphilj 1644-1655), figlio di Flaminia del Bufalo. L’edificio originario aveva la facciata dipinta, secondo la moda diffusa a Roma gli inizi del XVI secolo e nel 1561 fu ristrutturato da Giacomo della Porta. Nel 1626 fu modificato da Francesco Paparelli, in occasione del matrimonio di Paolo del Bufalo. Nel XIX secolo passò ai Ferrajoli che sopraelevarono di un piano l’edificio e lo ampliarono nel 1871. Nel 1885 fu demolito il ninfeo del giardino, decorato da pitture monocrome di Maturino da Firenze e Polidoro da Caravaggio databili intorno al 1525, ispirate alle Metamorfosi di Ovidio con scene tratte dalle storie di Perseo e Andromeda (oggi conservate al Museo di Roma a Palazzo Braschi), che appartenevano alla fase originaria del palazzo.Costruito nel XVI secolo il palazzo fu modificato nel XVII secolo.

L’edificio si affaccia su piazza Colonna con un prospetto scandito verticalmente da quattro fasce bugnate, con maestoso portale. Al piano nobile si aprono finestre architravate, che terminano su via del Corso con un balcone angolare. Il palazzo è sormontato da un cornicione con simboli araldici dei Ferrajoili e sovrastato da un altana con aperture ad arco.

Autori: Della Porta Giacomo (attr.) (1532-1602), Paparelli Francesco.

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L’edificio cinquecentesco fu dimora della famiglia Del Bufalo che acquistò importanza maggiore nel XVII durante il pontificato di Innocenzo X (Giovambattista Pamphilj 1644-1655), figlio di Flaminia del Bufalo. L’edificio originario aveva la facciata dipinta, secondo la moda diffusa a Roma gli inizi del XVI secolo e nel 1561 fu ristrutturato da Giacomo della Porta. Nel 1626 fu modificato da Francesco Paparelli, in occasione del matrimonio di Paolo del Bufalo. Nel XIX secolo passò ai Ferrajoli che sopraelevarono di un piano l’edificio e lo ampliarono nel 1871. Nel 1885 fu demolito il ninfeo del giardino, decorato da pitture monocrome di Maturino da Firenze e Polidoro da Caravaggio databili intorno al 1525, ispirate alle Metamorfosi di Ovidio con scene tratte dalle storie di Perseo e Andromeda (oggi conservate al Museo di Roma a Palazzo Braschi), che appartenevano alla fase originaria del palazzo.Costruito nel XVI secolo il palazzo fu modificato nel XVII secolo.

L’edificio si affaccia su piazza Colonna con un prospetto scandito verticalmente da quattro fasce bugnate, con maestoso portale. Al piano nobile si aprono finestre architravate, che terminano su via del Corso con un balcone angolare. Il palazzo è sormontato da un cornicione con simboli araldici dei Ferrajoili e sovrastato da un altana con aperture ad arco.

Autori: Della Porta Giacomo (attr.) (1532-1602), Paparelli Francesco.

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