Palazzo della Rinascente

Via del Corso, 190 Roma

Le idee innovative che l’architetto Giulio De Angelis aveva utilizzato nella realizzazione della Galleria Sciarra, quali l’uso congiunto di vetro, cemento e metallo e la concezione di negozio come spazio che dialoga con l’esterno, vengono ulteriormente sviluppate nel progetto dei grandi magazzini Bocconi, poi divenuti sede della Rinascente (il nome si deve a Gabriele d’Annunzio che così li ribattezzò dopo un incendio). L’edificio (1886-89) presenta all’esterno quattro facciate uguali, a differenza dei tipici palazzi romani in cui una sola è la facciata predominante, ispirate ai motivi dei loggiati medievali. La struttura interna si basa su otto pilastri in ghisa, accompagnati da otto pilastri minori, che sorreggono le balconate dei vari piani aperti su uno spazio vuoto, illuminato da un grande lucernario. Questo nuovo tipo di edificio, ispirato ad analoghi esempi europei, favorì lo sviluppo di una nuova attività commerciale basata sulla vendita di grandi e variate quantità di merci, confezionate industrialmente e non più artigianalmente ed esposte in modo accattivante, immerse in uno sfavillio di luci e di specchi, per favorirne l’acquisto. Con il tipo di vendita su larga scala, più veloce e anonima, cadeva inoltre il rapporto personalizzato, confidenziale, tra venditore e consumatore.

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Le idee innovative che l’architetto Giulio De Angelis aveva utilizzato nella realizzazione della Galleria Sciarra, quali l’uso congiunto di vetro, cemento e metallo e la concezione di negozio come spazio che dialoga con l’esterno, vengono ulteriormente sviluppate nel progetto dei grandi magazzini Bocconi, poi divenuti sede della Rinascente (il nome si deve a Gabriele d’Annunzio che così li ribattezzò dopo un incendio). L’edificio (1886-89) presenta all’esterno quattro facciate uguali, a differenza dei tipici palazzi romani in cui una sola è la facciata predominante, ispirate ai motivi dei loggiati medievali. La struttura interna si basa su otto pilastri in ghisa, accompagnati da otto pilastri minori, che sorreggono le balconate dei vari piani aperti su uno spazio vuoto, illuminato da un grande lucernario. Questo nuovo tipo di edificio, ispirato ad analoghi esempi europei, favorì lo sviluppo di una nuova attività commerciale basata sulla vendita di grandi e variate quantità di merci, confezionate industrialmente e non più artigianalmente ed esposte in modo accattivante, immerse in uno sfavillio di luci e di specchi, per favorirne l’acquisto. Con il tipo di vendita su larga scala, più veloce e anonima, cadeva inoltre il rapporto personalizzato, confidenziale, tra venditore e consumatore.

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Le idee innovative che l’architetto Giulio De Angelis aveva utilizzato nella realizzazione della Galleria Sciarra, quali l’uso congiunto di vetro, cemento e metallo e la concezione di negozio come spazio che dialoga con l’esterno, vengono ulteriormente sviluppate nel progetto dei grandi magazzini Bocconi, poi divenuti sede della Rinascente (il nome si deve a Gabriele d’Annunzio che così li ribattezzò dopo un incendio). L’edificio (1886-89) presenta all’esterno quattro facciate uguali, a differenza dei tipici palazzi romani in cui una sola è la facciata predominante, ispirate ai motivi dei loggiati medievali. La struttura interna si basa su otto pilastri in ghisa, accompagnati da otto pilastri minori, che sorreggono le balconate dei vari piani aperti su uno spazio vuoto, illuminato da un grande lucernario. Questo nuovo tipo di edificio, ispirato ad analoghi esempi europei, favorì lo sviluppo di una nuova attività commerciale basata sulla vendita di grandi e variate quantità di merci, confezionate industrialmente e non più artigianalmente ed esposte in modo accattivante, immerse in uno sfavillio di luci e di specchi, per favorirne l’acquisto. Con il tipo di vendita su larga scala, più veloce e anonima, cadeva inoltre il rapporto personalizzato, confidenziale, tra venditore e consumatore.

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