Palazzo di Alessandro Mattei, poi Caetani

Via delle Botteghe Oscure, 32 Roma

L’edificio fu costruito intorno alla metà del Cinquecento per Alessandro Mattei all’interno del grande isolato che accoglieva gli altri edifici della famiglia (isola dei Mattei), con una galleria che lo collegava al palazzo di Asdrubale Mattei, noto come palazzo Mattei di Giove. La paternità del progetto è tuttora discussa, attribuita a Bartolomeo Ammannati o, più di recente, a Nanni di Baccio Bigio. Il palazzo si affaccia sull’attuale via delle Botteghe Oscure con un severo prospetto tardo rinascimentale e caratteri ispirati alle architetture del Sangallo il Giovane. L’edificio si articola su tre piani e un ammezzato, coronato da un cornicione a mensole. Il portale, con architrave su mensole, immette nell’ampio cortile quadrato porticato, oltre al quale si apre un cortile minore ad arcate cieche con una fontana ricavata in un sarcofago antico. Il palazzo dal 1682 fu residenza dei Negroni, dei Durazzo e del cardinale Serbelloni fino a divenire nel 1776 proprietà dei Caetani di Sermoneta, che vi si stabilirono dal palazzo al Corso. Tra la fine del XVIII e il XIX secolo palazzo Caetani fu luogo di incontro di artisti e letterati. L’edificio ospita oggi la sede della Fondazione Camillo Caetani.

Nanni di Baccio Bigio (attr.).

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L’edificio fu costruito intorno alla metà del Cinquecento per Alessandro Mattei all’interno del grande isolato che accoglieva gli altri edifici della famiglia (isola dei Mattei), con una galleria che lo collegava al palazzo di Asdrubale Mattei, noto come palazzo Mattei di Giove. La paternità del progetto è tuttora discussa, attribuita a Bartolomeo Ammannati o, più di recente, a Nanni di Baccio Bigio. Il palazzo si affaccia sull’attuale via delle Botteghe Oscure con un severo prospetto tardo rinascimentale e caratteri ispirati alle architetture del Sangallo il Giovane. L’edificio si articola su tre piani e un ammezzato, coronato da un cornicione a mensole. Il portale, con architrave su mensole, immette nell’ampio cortile quadrato porticato, oltre al quale si apre un cortile minore ad arcate cieche con una fontana ricavata in un sarcofago antico. Il palazzo dal 1682 fu residenza dei Negroni, dei Durazzo e del cardinale Serbelloni fino a divenire nel 1776 proprietà dei Caetani di Sermoneta, che vi si stabilirono dal palazzo al Corso. Tra la fine del XVIII e il XIX secolo palazzo Caetani fu luogo di incontro di artisti e letterati. L’edificio ospita oggi la sede della Fondazione Camillo Caetani.

Nanni di Baccio Bigio (attr.).

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L’edificio fu costruito intorno alla metà del Cinquecento per Alessandro Mattei all’interno del grande isolato che accoglieva gli altri edifici della famiglia (isola dei Mattei), con una galleria che lo collegava al palazzo di Asdrubale Mattei, noto come palazzo Mattei di Giove. La paternità del progetto è tuttora discussa, attribuita a Bartolomeo Ammannati o, più di recente, a Nanni di Baccio Bigio. Il palazzo si affaccia sull’attuale via delle Botteghe Oscure con un severo prospetto tardo rinascimentale e caratteri ispirati alle architetture del Sangallo il Giovane. L’edificio si articola su tre piani e un ammezzato, coronato da un cornicione a mensole. Il portale, con architrave su mensole, immette nell’ampio cortile quadrato porticato, oltre al quale si apre un cortile minore ad arcate cieche con una fontana ricavata in un sarcofago antico. Il palazzo dal 1682 fu residenza dei Negroni, dei Durazzo e del cardinale Serbelloni fino a divenire nel 1776 proprietà dei Caetani di Sermoneta, che vi si stabilirono dal palazzo al Corso. Tra la fine del XVIII e il XIX secolo palazzo Caetani fu luogo di incontro di artisti e letterati. L’edificio ospita oggi la sede della Fondazione Camillo Caetani.

Nanni di Baccio Bigio (attr.).

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