Palazzo di Montecitorio

Via della Missione, 2-12 Roma

Il Palazzo di Montecitorio venne eretto da Gian Lorenzo Bernini per la famiglia Ludovisi nel 1653. I lavori, interrotti per mancanza di fondi, furono ripresi per volontà di papa Innocenzo XII (Antonio Pignatelli di Spinazzola, 1691-1700) e nel 1696 l’edificio, riadattato da Carlo Fontana, venne adibito a sede dei Tribunali dello Stato (Curia Innocenziana). Dal balcone del palazzo già dal Settecento venivano gridati i numeri del Lotto il sabato. Dopo l'unità d'Italia e l'annessione nel 1870 dello Stato pontificio, il Palazzo venne scelto come sede della Camera dei Deputati. Il compito di edificare l'aula dell'Assemblea fu affidato all’ingegnere Paolo Comotto, che realizzò nel grande cortile interno una sala semicircolare a gradinate su un'intelaiatura di ferro interamente ricoperta di legno. La nuova aula si dimostrò tuttavia inadeguata e a partire dal 1902 nuovi lavori di ampliamento vennero affidati all’architetto Ernesto Basile, esponente del liberty italiano. Il progetto di Basile si incentrò sulla realizzazione di un nuovo edificio di forma quadrata, in travertino e mattoni rossi, con quattro torri angolari, posto alle spalle dell'originale beniniano di cui venne mantenuta solo la parte frontale. A Basile si deve anche il grande salone detto "Transatlantico” che deve il nome alla presenza di particolari plafoniere tipiche delle grandi navi d'inizio Novecento. Alla decorazione dell’edificio contribuirono anche altri artisti quali Leonardo Bistolfi , Domenico Trentacoste, Davide Calandra. All’interno, l’aula delle sedute è illuminata dal lucernario in stile liberty, detto anche Velario, di Giovanni Beltrami. Un fregio pittorico di Aristide Sartorio, posto al di sotto del Velario, raffigura le scene della storia del popolo italiano.

Autori: Bernini Gian Lorenzo (1598-1680), Basile Ernesto (1857-1935), Fontana Carlo (1638-1714).

Futouring Lazio

Il Palazzo di Montecitorio venne eretto da Gian Lorenzo Bernini per la famiglia Ludovisi nel 1653. I lavori, interrotti per mancanza di fondi, furono ripresi per volontà di papa Innocenzo XII (Antonio Pignatelli di Spinazzola, 1691-1700) e nel 1696 l’edificio, riadattato da Carlo Fontana, venne adibito a sede dei Tribunali dello Stato (Curia Innocenziana). Dal balcone del palazzo già dal Settecento venivano gridati i numeri del Lotto il sabato. Dopo l'unità d'Italia e l'annessione nel 1870 dello Stato pontificio, il Palazzo venne scelto come sede della Camera dei Deputati. Il compito di edificare l'aula dell'Assemblea fu affidato all’ingegnere Paolo Comotto, che realizzò nel grande cortile interno una sala semicircolare a gradinate su un'intelaiatura di ferro interamente ricoperta di legno. La nuova aula si dimostrò tuttavia inadeguata e a partire dal 1902 nuovi lavori di ampliamento vennero affidati all’architetto Ernesto Basile, esponente del liberty italiano. Il progetto di Basile si incentrò sulla realizzazione di un nuovo edificio di forma quadrata, in travertino e mattoni rossi, con quattro torri angolari, posto alle spalle dell'originale beniniano di cui venne mantenuta solo la parte frontale. A Basile si deve anche il grande salone detto "Transatlantico” che deve il nome alla presenza di particolari plafoniere tipiche delle grandi navi d'inizio Novecento. Alla decorazione dell’edificio contribuirono anche altri artisti quali Leonardo Bistolfi , Domenico Trentacoste, Davide Calandra. All’interno, l’aula delle sedute è illuminata dal lucernario in stile liberty, detto anche Velario, di Giovanni Beltrami. Un fregio pittorico di Aristide Sartorio, posto al di sotto del Velario, raffigura le scene della storia del popolo italiano.

Autori: Bernini Gian Lorenzo (1598-1680), Basile Ernesto (1857-1935), Fontana Carlo (1638-1714).

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Il Palazzo di Montecitorio venne eretto da Gian Lorenzo Bernini per la famiglia Ludovisi nel 1653. I lavori, interrotti per mancanza di fondi, furono ripresi per volontà di papa Innocenzo XII (Antonio Pignatelli di Spinazzola, 1691-1700) e nel 1696 l’edificio, riadattato da Carlo Fontana, venne adibito a sede dei Tribunali dello Stato (Curia Innocenziana). Dal balcone del palazzo già dal Settecento venivano gridati i numeri del Lotto il sabato. Dopo l'unità d'Italia e l'annessione nel 1870 dello Stato pontificio, il Palazzo venne scelto come sede della Camera dei Deputati. Il compito di edificare l'aula dell'Assemblea fu affidato all’ingegnere Paolo Comotto, che realizzò nel grande cortile interno una sala semicircolare a gradinate su un'intelaiatura di ferro interamente ricoperta di legno. La nuova aula si dimostrò tuttavia inadeguata e a partire dal 1902 nuovi lavori di ampliamento vennero affidati all’architetto Ernesto Basile, esponente del liberty italiano. Il progetto di Basile si incentrò sulla realizzazione di un nuovo edificio di forma quadrata, in travertino e mattoni rossi, con quattro torri angolari, posto alle spalle dell'originale beniniano di cui venne mantenuta solo la parte frontale. A Basile si deve anche il grande salone detto "Transatlantico” che deve il nome alla presenza di particolari plafoniere tipiche delle grandi navi d'inizio Novecento. Alla decorazione dell’edificio contribuirono anche altri artisti quali Leonardo Bistolfi , Domenico Trentacoste, Davide Calandra. All’interno, l’aula delle sedute è illuminata dal lucernario in stile liberty, detto anche Velario, di Giovanni Beltrami. Un fregio pittorico di Aristide Sartorio, posto al di sotto del Velario, raffigura le scene della storia del popolo italiano.

Autori: Bernini Gian Lorenzo (1598-1680), Basile Ernesto (1857-1935), Fontana Carlo (1638-1714).

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