Palazzo di Propaganda Fide

Piazza di Spagna, 48 Roma
0669880266/0669880163

Intorno al 1580 il vescovo di Amelia aveva fatto costruire sul lato orientale della Platea Trinitatis (oggi piazza di Spagna) un palazzetto, poi donato nel 1586 a Urbano VIII (Maffeo Barberini 1623-1644) per farne la sede della Congregazione di Propaganda Fide. Il cardinale Antonio Barberini, fratello del papa, cui fu affidata la direzione della Congregazione, ampliò il palazzo verso via Due Macelli, su progetto dell’architetto Gaspare De Vecchi nel 1634. I prospetti furono iniziati da Gian Lorenzo Bernini, nel pontificato di Urbano VIII e completati da Francesco Borromini nel 1647, con Innocenzo X (Giovambattista Pamphilj 1644-1655), inglobando la berniniana chiesa dei Re magi. I lavori si conclusero solo alla metà del Settecento. L’edificio mostra un carattere architettonico non unitario riscontrabile nelle facciate, che rispecchiano i diversi interventi. La facciata su piazza di Spagna severa e composta come quella su via Due Macelli, ha cantonali bugnati e un grande portale con timpano triangolare. In alto al centro, la targa del collegio sormontata dallo stemma del papa Urbano VIII. La facciata su via di Propaganda fide è uno dei massimi capolavori dell’architettura barocca borrominiana, con un sistema di paraste che contrasta la modulazione di elementi curvilinei, con finestre inserite in edicole e movimento concavo nella parte centrale del prospetto.

Al pian terreno, il grande portale con alti pilastri che terminano con cartiglio a conchiglie e festoni.

Autori: De Vecchi Gaspare (?-1643), Bernini Gian Lorenzo (1598-1680), Borromini Francesco (1599-1667).

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Il palazzo

Intorno al 1580 il vescovo di Amelia aveva fatto costruire sul lato orientale della Platea Trinitatis (oggi piazza di Spagna) un palazzetto, poi donato nel 1586 a Urbano VIII (Maffeo Barberini 1623-1644) per farne la sede della Congregazione di Propaganda Fide. Il cardinale Antonio Barberini, fratello del papa, cui fu affidata la direzione della Congregazione, ampliò il palazzo verso via Due Macelli, su progetto dell’architetto Gaspare De Vecchi nel 1634. I prospetti furono iniziati da Gian Lorenzo Bernini, nel pontificato di Urbano VIII e completati da Francesco Borromini nel 1647, con Innocenzo X (Giovambattista Pamphilj 1644-1655), inglobando la berniniana chiesa dei Re magi. I lavori si conclusero solo alla metà del Settecento. L’edificio mostra un carattere architettonico non unitario riscontrabile nelle facciate, che rispecchiano i diversi interventi. La facciata su piazza di Spagna severa e composta come quella su via Due Macelli, ha cantonali bugnati e un grande portale con timpano triangolare. In alto al centro, la targa del collegio sormontata dallo stemma del papa Urbano VIII. La facciata su via di Propaganda fide è uno dei massimi capolavori dell’architettura barocca borrominiana, con un sistema di paraste che contrasta la modulazione di elementi curvilinei, con finestre inserite in edicole e movimento concavo nella parte centrale del prospetto.

Al pian terreno, il grande portale con alti pilastri che terminano con cartiglio a conchiglie e festoni.

Autori: De Vecchi Gaspare (?-1643), Bernini Gian Lorenzo (1598-1680), Borromini Francesco (1599-1667).

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Intorno al 1580 il vescovo di Amelia aveva fatto costruire sul lato orientale della Platea Trinitatis (oggi piazza di Spagna) un palazzetto, poi donato nel 1586 a Urbano VIII (Maffeo Barberini 1623-1644) per farne la sede della Congregazione di Propaganda Fide. Il cardinale Antonio Barberini, fratello del papa, cui fu affidata la direzione della Congregazione, ampliò il palazzo verso via Due Macelli, su progetto dell’architetto Gaspare De Vecchi nel 1634. I prospetti furono iniziati da Gian Lorenzo Bernini, nel pontificato di Urbano VIII e completati da Francesco Borromini nel 1647, con Innocenzo X (Giovambattista Pamphilj 1644-1655), inglobando la berniniana chiesa dei Re magi. I lavori si conclusero solo alla metà del Settecento. L’edificio mostra un carattere architettonico non unitario riscontrabile nelle facciate, che rispecchiano i diversi interventi. La facciata su piazza di Spagna severa e composta come quella su via Due Macelli, ha cantonali bugnati e un grande portale con timpano triangolare. In alto al centro, la targa del collegio sormontata dallo stemma del papa Urbano VIII. La facciata su via di Propaganda fide è uno dei massimi capolavori dell’architettura barocca borrominiana, con un sistema di paraste che contrasta la modulazione di elementi curvilinei, con finestre inserite in edicole e movimento concavo nella parte centrale del prospetto.

Al pian terreno, il grande portale con alti pilastri che terminano con cartiglio a conchiglie e festoni.

Autori: De Vecchi Gaspare (?-1643), Bernini Gian Lorenzo (1598-1680), Borromini Francesco (1599-1667).

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