Palazzo di Sertorio Teofili

Il grande palazzo di Sertorio Teofili si affacciava su piazza Navona tra la vecchia dimora di famiglia dei Pamphilj e la piccola casa di Teodosio de Rossi. All’edificio era annessa, in posizione arretrata rispetto alla fronte di piazza Navona, la vecchia torre di Jacopo da Vicenza che qui visse nel XV secolo e fu sepolto nella vicina chiesa di Sant’Agnese. Ancora visibile agli inizi del XVII secolo, la torre è rappresentata in alcuni dipinti della piazza anteriori alle trasformazioni pamphiliane della metà del XVII sec..Il palazzo è citato in un resoconto di un fatto di cronaca del 29 luglio 1605 del quale fu accusato Michelangelo Merisi da Caravaggio. Giovambattista Pamphilj, futuro papa Innocenzo X (1644-1655), nel 1621 prese inizialmente in affitto la cosiddetta “casa vecchia”, parte del maestoso edificio del patrizio romano Teofili, acquistandolo poi nella totalità nel 1634 da cardinale. Il palazzo si articolava intorno ad un ampio cortile interno e nel 1635 fu decorato dal pittore Agostino Tassi, su incarico di Giovambattista Pamphilj. L’edificio, che affacciava sia su piazza Navona che su piazza di Pasquino, divenne la dimora cardinalizia dei Pamphilj fino all’elezione al soglio pontificio di Giovambattista nel 1644. A questa data risale l’inizio dei lavori voluti da Olimpia Maidalchini, cognata di Innocenzo X, che tra il 1644 e il 1657, porteranno alla realizzazione del grandioso complesso architettonico dell’”isola dei Pamphilj”, comprendente l’intero isolato con il nuovo palazzo di famiglia, la chiesa di Sant’Agnese in Agone completamente rinnovata ed il Collegio Innocenziano.

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Il grande palazzo di Sertorio Teofili si affacciava su piazza Navona tra la vecchia dimora di famiglia dei Pamphilj e la piccola casa di Teodosio de Rossi. All’edificio era annessa, in posizione arretrata rispetto alla fronte di piazza Navona, la vecchia torre di Jacopo da Vicenza che qui visse nel XV secolo e fu sepolto nella vicina chiesa di Sant’Agnese. Ancora visibile agli inizi del XVII secolo, la torre è rappresentata in alcuni dipinti della piazza anteriori alle trasformazioni pamphiliane della metà del XVII sec..Il palazzo è citato in un resoconto di un fatto di cronaca del 29 luglio 1605 del quale fu accusato Michelangelo Merisi da Caravaggio. Giovambattista Pamphilj, futuro papa Innocenzo X (1644-1655), nel 1621 prese inizialmente in affitto la cosiddetta “casa vecchia”, parte del maestoso edificio del patrizio romano Teofili, acquistandolo poi nella totalità nel 1634 da cardinale. Il palazzo si articolava intorno ad un ampio cortile interno e nel 1635 fu decorato dal pittore Agostino Tassi, su incarico di Giovambattista Pamphilj. L’edificio, che affacciava sia su piazza Navona che su piazza di Pasquino, divenne la dimora cardinalizia dei Pamphilj fino all’elezione al soglio pontificio di Giovambattista nel 1644. A questa data risale l’inizio dei lavori voluti da Olimpia Maidalchini, cognata di Innocenzo X, che tra il 1644 e il 1657, porteranno alla realizzazione del grandioso complesso architettonico dell’”isola dei Pamphilj”, comprendente l’intero isolato con il nuovo palazzo di famiglia, la chiesa di Sant’Agnese in Agone completamente rinnovata ed il Collegio Innocenziano.

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Il grande palazzo di Sertorio Teofili si affacciava su piazza Navona tra la vecchia dimora di famiglia dei Pamphilj e la piccola casa di Teodosio de Rossi. All’edificio era annessa, in posizione arretrata rispetto alla fronte di piazza Navona, la vecchia torre di Jacopo da Vicenza che qui visse nel XV secolo e fu sepolto nella vicina chiesa di Sant’Agnese. Ancora visibile agli inizi del XVII secolo, la torre è rappresentata in alcuni dipinti della piazza anteriori alle trasformazioni pamphiliane della metà del XVII sec..Il palazzo è citato in un resoconto di un fatto di cronaca del 29 luglio 1605 del quale fu accusato Michelangelo Merisi da Caravaggio. Giovambattista Pamphilj, futuro papa Innocenzo X (1644-1655), nel 1621 prese inizialmente in affitto la cosiddetta “casa vecchia”, parte del maestoso edificio del patrizio romano Teofili, acquistandolo poi nella totalità nel 1634 da cardinale. Il palazzo si articolava intorno ad un ampio cortile interno e nel 1635 fu decorato dal pittore Agostino Tassi, su incarico di Giovambattista Pamphilj. L’edificio, che affacciava sia su piazza Navona che su piazza di Pasquino, divenne la dimora cardinalizia dei Pamphilj fino all’elezione al soglio pontificio di Giovambattista nel 1644. A questa data risale l’inizio dei lavori voluti da Olimpia Maidalchini, cognata di Innocenzo X, che tra il 1644 e il 1657, porteranno alla realizzazione del grandioso complesso architettonico dell’”isola dei Pamphilj”, comprendente l’intero isolato con il nuovo palazzo di famiglia, la chiesa di Sant’Agnese in Agone completamente rinnovata ed il Collegio Innocenziano.

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