Palazzo Doria Pamphilj

Via del Corso 305, Roma
066797323/066780939

L’attuale palazzo Doria Pamphilj è il risultato di diverse fasi costruttive che si sono succedute nel corso di alcuni secoli e che hanno conferito all’edificio il carattere unitario di un’isola architettonica nel Settecento.Il nucleo originario, su via del Corso, si disponeva intorno al cortile centrale di ispirazione bramantesca, con quadriportico a due ordini sovrapposti, voluto dal cardinale Fazio Santorio ai primi del Cinquecento sul palazzo quattrocentesco del cardinale Nicola Acciapacci. L’edificio passò poi ai Della Rovere per essere acquistato nel 1601 dal cardinale Pietro Aldobrandini. Con le nozze di Olimpia Aldobrandini con Camillo Pamphilj, nipote di Innocenzo X (Giovambattista Pamphilj 1644-1655) il palazzo divenne residenza dei Pamphilj che affidarono ad Antonio del Grande il progetto per la nuova ala su piazza del Collegio Romano, tra il 1659 e il 1675. Il complesso si affaccia su via del Corso con una elegante prospetto opera di Gabriele Valvassori, con cinque fasce bugnate verticali e portale a colonne sormontato da una movimentata balconata. Le altre facciate sono opera di Paolo Ameli (1743) su via del Plebiscito e di Andrea Busiri Vici (1877) su via della Gatta.All’interno, Gabriele Valvassori tra il 1731 e 1734 trasformò il loggiato cinquecentesco nella Galleria, destinata all’esposizione delle opere d’arte, con il Braccio degli Specchi ornato da una sfarzosa decorazione di gusto rococò.Residenza della famiglia Pamphilj, dal 1671 unita ai Doria, ospita oggi una delle galleria storiche più importanti di Roma con opere di Velasquez, Raffello, Tiziano, Caravaggio, Annibale Carracci.

Autori: Del Grande Antonio (1625-1671), Valvassori Gabriele (1638-1761).

Futouring Lazio

ORARI:

Il Palazzo è aperto tutti i giorni dalle 9:00 alle 19:00.

Ultimo ingresso ore 18:00.

Chiusura: 25 dicembre, 1° gennaio, Pasqua.

Aperto anche il 1° novembre, Lunedì dell’Angelo, 25 aprile e 1° Maggio.

L’attuale palazzo Doria Pamphilj è il risultato di diverse fasi costruttive che si sono succedute nel corso di alcuni secoli e che hanno conferito all’edificio il carattere unitario di un’isola architettonica nel Settecento.Il nucleo originario, su via del Corso, si disponeva intorno al cortile centrale di ispirazione bramantesca, con quadriportico a due ordini sovrapposti, voluto dal cardinale Fazio Santorio ai primi del Cinquecento sul palazzo quattrocentesco del cardinale Nicola Acciapacci. L’edificio passò poi ai Della Rovere per essere acquistato nel 1601 dal cardinale Pietro Aldobrandini. Con le nozze di Olimpia Aldobrandini con Camillo Pamphilj, nipote di Innocenzo X (Giovambattista Pamphilj 1644-1655) il palazzo divenne residenza dei Pamphilj che affidarono ad Antonio del Grande il progetto per la nuova ala su piazza del Collegio Romano, tra il 1659 e il 1675. Il complesso si affaccia su via del Corso con una elegante prospetto opera di Gabriele Valvassori, con cinque fasce bugnate verticali e portale a colonne sormontato da una movimentata balconata. Le altre facciate sono opera di Paolo Ameli (1743) su via del Plebiscito e di Andrea Busiri Vici (1877) su via della Gatta.All’interno, Gabriele Valvassori tra il 1731 e 1734 trasformò il loggiato cinquecentesco nella Galleria, destinata all’esposizione delle opere d’arte, con il Braccio degli Specchi ornato da una sfarzosa decorazione di gusto rococò.Residenza della famiglia Pamphilj, dal 1671 unita ai Doria, ospita oggi una delle galleria storiche più importanti di Roma con opere di Velasquez, Raffello, Tiziano, Caravaggio, Annibale Carracci.

Autori: Del Grande Antonio (1625-1671), Valvassori Gabriele (1638-1761).

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ORARI:

Il Palazzo è aperto tutti i giorni dalle 9:00 alle 19:00.

Ultimo ingresso ore 18:00.

Chiusura: 25 dicembre, 1° gennaio, Pasqua.

Aperto anche il 1° novembre, Lunedì dell’Angelo, 25 aprile e 1° Maggio.

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L’attuale palazzo Doria Pamphilj è il risultato di diverse fasi costruttive che si sono succedute nel corso di alcuni secoli e che hanno conferito all’edificio il carattere unitario di un’isola architettonica nel Settecento.Il nucleo originario, su via del Corso, si disponeva intorno al cortile centrale di ispirazione bramantesca, con quadriportico a due ordini sovrapposti, voluto dal cardinale Fazio Santorio ai primi del Cinquecento sul palazzo quattrocentesco del cardinale Nicola Acciapacci. L’edificio passò poi ai Della Rovere per essere acquistato nel 1601 dal cardinale Pietro Aldobrandini. Con le nozze di Olimpia Aldobrandini con Camillo Pamphilj, nipote di Innocenzo X (Giovambattista Pamphilj 1644-1655) il palazzo divenne residenza dei Pamphilj che affidarono ad Antonio del Grande il progetto per la nuova ala su piazza del Collegio Romano, tra il 1659 e il 1675. Il complesso si affaccia su via del Corso con una elegante prospetto opera di Gabriele Valvassori, con cinque fasce bugnate verticali e portale a colonne sormontato da una movimentata balconata. Le altre facciate sono opera di Paolo Ameli (1743) su via del Plebiscito e di Andrea Busiri Vici (1877) su via della Gatta.All’interno, Gabriele Valvassori tra il 1731 e 1734 trasformò il loggiato cinquecentesco nella Galleria, destinata all’esposizione delle opere d’arte, con il Braccio degli Specchi ornato da una sfarzosa decorazione di gusto rococò.Residenza della famiglia Pamphilj, dal 1671 unita ai Doria, ospita oggi una delle galleria storiche più importanti di Roma con opere di Velasquez, Raffello, Tiziano, Caravaggio, Annibale Carracci.

Autori: Del Grande Antonio (1625-1671), Valvassori Gabriele (1638-1761).

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ORARI:

Il Palazzo è aperto tutti i giorni dalle 9:00 alle 19:00.

Ultimo ingresso ore 18:00.

Chiusura: 25 dicembre, 1° gennaio, Pasqua.

Aperto anche il 1° novembre, Lunedì dell’Angelo, 25 aprile e 1° Maggio.

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