Palazzo Fiano al Corso

Via del Corso, 410 Roma

Nella seconda metà del XIII secolo il cardinale inglese Ugone Atratus di Eversham fece costruire il primo nucleo del palazzo, che divenne dalla metà del Quattrocento residenza del cardinale titolare della chiesa di San Lorenzo in Lucina. L’edificio era addossato ad un antico arco che superava la vicina via Lata, oggi via del Corso. L’arco era detto di Portogallo dal cardinale portoghese Giorgio de Costa, che abitò nel palazzo tra il 1488 e il 1508. Acquisito dai Peretti nel 1624, fu completamente rinnovato e ampliato in direzione di via in Lucina dove si apriva l’ingresso principale. Il prospetto conserva i caratteri della facciata seicentesca con ampio portale, con tre grandi finestre architravate e un ampio cornicione che reca i simboli araldici dei Peretti: il leone rampante, i rami con pere e le stelle.Dopo l’acquisto da parte di Marco Ottoboni, duca di Fiano, passò ai Boncompagni-Ludovisi-Ottoboni che nel 1888 trasformarono radicalmente il palazzo su progetto di Francesco Settimi. Dal 1898 divenne proprietà Almagià.Il palazzo Fiano sorgeva sul luogo dell’Ara Pacis di Augusto, rinvenuta nell’angolo verso via del Corso e ricomposta nei pressi del Mausoleo di Augusto negli anni Trenta del Novecento. I primi frammenti marmorei del monumento furono portati alla luce casualmente nel XVI secolo. Nei lavori di consolidamento dell’edificio del 1859 furono messi in luce altre parti dell’Ara Pacis, recuperata interamente dopo gli scavi sistematici eseguiti a partire dal 1903.

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Nella seconda metà del XIII secolo il cardinale inglese Ugone Atratus di Eversham fece costruire il primo nucleo del palazzo, che divenne dalla metà del Quattrocento residenza del cardinale titolare della chiesa di San Lorenzo in Lucina. L’edificio era addossato ad un antico arco che superava la vicina via Lata, oggi via del Corso. L’arco era detto di Portogallo dal cardinale portoghese Giorgio de Costa, che abitò nel palazzo tra il 1488 e il 1508. Acquisito dai Peretti nel 1624, fu completamente rinnovato e ampliato in direzione di via in Lucina dove si apriva l’ingresso principale. Il prospetto conserva i caratteri della facciata seicentesca con ampio portale, con tre grandi finestre architravate e un ampio cornicione che reca i simboli araldici dei Peretti: il leone rampante, i rami con pere e le stelle.Dopo l’acquisto da parte di Marco Ottoboni, duca di Fiano, passò ai Boncompagni-Ludovisi-Ottoboni che nel 1888 trasformarono radicalmente il palazzo su progetto di Francesco Settimi. Dal 1898 divenne proprietà Almagià.Il palazzo Fiano sorgeva sul luogo dell’Ara Pacis di Augusto, rinvenuta nell’angolo verso via del Corso e ricomposta nei pressi del Mausoleo di Augusto negli anni Trenta del Novecento. I primi frammenti marmorei del monumento furono portati alla luce casualmente nel XVI secolo. Nei lavori di consolidamento dell’edificio del 1859 furono messi in luce altre parti dell’Ara Pacis, recuperata interamente dopo gli scavi sistematici eseguiti a partire dal 1903.

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Nella seconda metà del XIII secolo il cardinale inglese Ugone Atratus di Eversham fece costruire il primo nucleo del palazzo, che divenne dalla metà del Quattrocento residenza del cardinale titolare della chiesa di San Lorenzo in Lucina. L’edificio era addossato ad un antico arco che superava la vicina via Lata, oggi via del Corso. L’arco era detto di Portogallo dal cardinale portoghese Giorgio de Costa, che abitò nel palazzo tra il 1488 e il 1508. Acquisito dai Peretti nel 1624, fu completamente rinnovato e ampliato in direzione di via in Lucina dove si apriva l’ingresso principale. Il prospetto conserva i caratteri della facciata seicentesca con ampio portale, con tre grandi finestre architravate e un ampio cornicione che reca i simboli araldici dei Peretti: il leone rampante, i rami con pere e le stelle.Dopo l’acquisto da parte di Marco Ottoboni, duca di Fiano, passò ai Boncompagni-Ludovisi-Ottoboni che nel 1888 trasformarono radicalmente il palazzo su progetto di Francesco Settimi. Dal 1898 divenne proprietà Almagià.Il palazzo Fiano sorgeva sul luogo dell’Ara Pacis di Augusto, rinvenuta nell’angolo verso via del Corso e ricomposta nei pressi del Mausoleo di Augusto negli anni Trenta del Novecento. I primi frammenti marmorei del monumento furono portati alla luce casualmente nel XVI secolo. Nei lavori di consolidamento dell’edificio del 1859 furono messi in luce altre parti dell’Ara Pacis, recuperata interamente dopo gli scavi sistematici eseguiti a partire dal 1903.

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