Palazzo Lancellotti de Torres

Piazza Navona, Roma

Il settore meridionale della piazza, noto come “piede d’agone”, dove sorgerà l’attuale palazzo Lancellotti de Torres, fu modificato nel 1554 dagli interventi di Giulio III (Giovanni Maria Ciocchi del Monte 1550-1555) che ampliò la strada che portava da piazza Navona a piazza di Pasquino, abbattendo o riducendo alcune proprietà, come quella di Pamphilio Pamphilj e di Donna Ersilia Cortese, sorella di Giulio III.

Nel 1542 il palazzo di Donna Rita de Bussis de Viterbo fu acquistato da don Ludovico Torres. Vi si stabilì poi Ferdinando de Torres, incaricato da Filippo II di Spagna di portare al papa Pio IV (Giovannagelo Medici 1559-1565) la “chinea”, cavallo o mulo bianco, offerto in segno di vassallaggio al papa, episodio prestigioso che Torres volle fare dipingere nelle proprie stanze. Nel 1560 si concluse la costruzione del palazzo di famiglia su progetto di Pirro Ligorio. L’edificio dalle linee severe, esempio di architettura tardo rinascimentale, è caratterizzato da un ricco cornicione che reca teste di leoni con rosoni e torri, emblema araldico della famiglia Torres.

Nel XVII secolo il palazzo fu ereditato dalla famiglia Lancellotti, a seguito del matrimonio della nipote del cardinale Cosimo de Torres.

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Il settore meridionale della piazza, noto come “piede d’agone”, dove sorgerà l’attuale palazzo Lancellotti de Torres, fu modificato nel 1554 dagli interventi di Giulio III (Giovanni Maria Ciocchi del Monte 1550-1555) che ampliò la strada che portava da piazza Navona a piazza di Pasquino, abbattendo o riducendo alcune proprietà, come quella di Pamphilio Pamphilj e di Donna Ersilia Cortese, sorella di Giulio III.

Nel 1542 il palazzo di Donna Rita de Bussis de Viterbo fu acquistato da don Ludovico Torres. Vi si stabilì poi Ferdinando de Torres, incaricato da Filippo II di Spagna di portare al papa Pio IV (Giovannagelo Medici 1559-1565) la “chinea”, cavallo o mulo bianco, offerto in segno di vassallaggio al papa, episodio prestigioso che Torres volle fare dipingere nelle proprie stanze. Nel 1560 si concluse la costruzione del palazzo di famiglia su progetto di Pirro Ligorio. L’edificio dalle linee severe, esempio di architettura tardo rinascimentale, è caratterizzato da un ricco cornicione che reca teste di leoni con rosoni e torri, emblema araldico della famiglia Torres.

Nel XVII secolo il palazzo fu ereditato dalla famiglia Lancellotti, a seguito del matrimonio della nipote del cardinale Cosimo de Torres.

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Il settore meridionale della piazza, noto come “piede d’agone”, dove sorgerà l’attuale palazzo Lancellotti de Torres, fu modificato nel 1554 dagli interventi di Giulio III (Giovanni Maria Ciocchi del Monte 1550-1555) che ampliò la strada che portava da piazza Navona a piazza di Pasquino, abbattendo o riducendo alcune proprietà, come quella di Pamphilio Pamphilj e di Donna Ersilia Cortese, sorella di Giulio III.

Nel 1542 il palazzo di Donna Rita de Bussis de Viterbo fu acquistato da don Ludovico Torres. Vi si stabilì poi Ferdinando de Torres, incaricato da Filippo II di Spagna di portare al papa Pio IV (Giovannagelo Medici 1559-1565) la “chinea”, cavallo o mulo bianco, offerto in segno di vassallaggio al papa, episodio prestigioso che Torres volle fare dipingere nelle proprie stanze. Nel 1560 si concluse la costruzione del palazzo di famiglia su progetto di Pirro Ligorio. L’edificio dalle linee severe, esempio di architettura tardo rinascimentale, è caratterizzato da un ricco cornicione che reca teste di leoni con rosoni e torri, emblema araldico della famiglia Torres.

Nel XVII secolo il palazzo fu ereditato dalla famiglia Lancellotti, a seguito del matrimonio della nipote del cardinale Cosimo de Torres.

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