Palazzo Madama

Piazza Madama, Roma

Ubicato vicino piazza Navona, in parte sul luogo delle terme Alessandrine o Neroniane, prende il nome da Madama Margherita d’Austria, figlia di Carlo V e vedova di Alessandro de’ Medici, che vi dimorò dal 1540. L’edificio, che prospettava sulla piazza dei Lombardi (in parte corrispondente all’attuale piazza Madama) era stato acquistato dal cardinale Giovanni de’ Medici (futuro papa Leone X 1513-1521) nel 1505 e ristrutturato da Giuliano da Sangallo.Nel 1513, dopo l’elezione al soglio pontificio, Leone X incaricò il Sangallo del progetto di un palazzo grandioso, mai realizzato, con accesso principale sulla piazza Navona, esteso fino a Sant’Eustachio. Il complesso, il cui disegno è conservato agli Uffizi di Firenze, doveva costituire il perno di una sorta di “polo mediceo”, che comprendeva anche le proprietà e le attività che la potente famiglia fiorentina aveva nell’area: Palazzo Medici, poi Lante, la Dogana ,di cui erano concessionari, oltre alla Sapienza e alla chiesa di Sant’Eustachio, sul terminale della nuova direttrice della via Leonina (oggi via di Ripetta).

Il palazzo dei Medici ebbe una significativa ristrutturazione nel 1642 ad opera di Paolo Marucelli che ne realizzò la facciata barocca. Passato nel 1737 ai Lorena, a partire dal 1755, il palazzo venne acquisito da Benedetto XIV (Prospero Lambertini 1740-1758) alle proprietà dello Stato Pontificio e divenne sede del Governatorato. Il complesso fu poi ristrutturato con l’apertura di un secondo cortile (dove è oggi l’Aula del Senato), con la ridefinizione della facciata, opera dell’architetto Luigi Hostini, e della piazza antistante.

Con Pio IX (Giovanni Maria Mastai Ferretti 1846-1878) il palazzo fu sede del Ministero delle Finanze e del Debito Pubblico e poi delle Poste Pontificie. A partire dal 1871, dopo i lavori di adattamento affidati al Gabet, divenne sede del Senato e vi furono trasferite alcune opere provenienti dalla vicina chiesa di San Salvatore in Thermis, demolita per motivi di sicurezza. È un palazzo a pianta irregolare, riconducibile ad un pentagono. La sontuosa facciata, realizzata nel 1642 da Paolo Marucelli, è decorata con un fregio di putti che giocano. All’interno, tra gli altri si conservano il soffitto in legno dorato con il fregio dello struzzo simboleggiante le origini di Madama Margherita, nell’assonanza tra le parole francesi “Autriche” (Austria) e “autuche” (struzzo), gli affreschi di Cesare Maccari nella omonima sala, la sala d’Italia e la sala della buvette con i fregi e le figure in stucco chiaro del 1931. Allo stesso periodo risale il collegamento con l’adiacente Palazzo Carpegna.

Giuliano da Sangallo (ca. 1445-1516) - Marucelli Paolo (1594-1649).

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Ubicato vicino piazza Navona, in parte sul luogo delle terme Alessandrine o Neroniane, prende il nome da Madama Margherita d’Austria, figlia di Carlo V e vedova di Alessandro de’ Medici, che vi dimorò dal 1540. L’edificio, che prospettava sulla piazza dei Lombardi (in parte corrispondente all’attuale piazza Madama) era stato acquistato dal cardinale Giovanni de’ Medici (futuro papa Leone X 1513-1521) nel 1505 e ristrutturato da Giuliano da Sangallo.Nel 1513, dopo l’elezione al soglio pontificio, Leone X incaricò il Sangallo del progetto di un palazzo grandioso, mai realizzato, con accesso principale sulla piazza Navona, esteso fino a Sant’Eustachio. Il complesso, il cui disegno è conservato agli Uffizi di Firenze, doveva costituire il perno di una sorta di “polo mediceo”, che comprendeva anche le proprietà e le attività che la potente famiglia fiorentina aveva nell’area: Palazzo Medici, poi Lante, la Dogana ,di cui erano concessionari, oltre alla Sapienza e alla chiesa di Sant’Eustachio, sul terminale della nuova direttrice della via Leonina (oggi via di Ripetta).

Il palazzo dei Medici ebbe una significativa ristrutturazione nel 1642 ad opera di Paolo Marucelli che ne realizzò la facciata barocca. Passato nel 1737 ai Lorena, a partire dal 1755, il palazzo venne acquisito da Benedetto XIV (Prospero Lambertini 1740-1758) alle proprietà dello Stato Pontificio e divenne sede del Governatorato. Il complesso fu poi ristrutturato con l’apertura di un secondo cortile (dove è oggi l’Aula del Senato), con la ridefinizione della facciata, opera dell’architetto Luigi Hostini, e della piazza antistante.

Con Pio IX (Giovanni Maria Mastai Ferretti 1846-1878) il palazzo fu sede del Ministero delle Finanze e del Debito Pubblico e poi delle Poste Pontificie. A partire dal 1871, dopo i lavori di adattamento affidati al Gabet, divenne sede del Senato e vi furono trasferite alcune opere provenienti dalla vicina chiesa di San Salvatore in Thermis, demolita per motivi di sicurezza. È un palazzo a pianta irregolare, riconducibile ad un pentagono. La sontuosa facciata, realizzata nel 1642 da Paolo Marucelli, è decorata con un fregio di putti che giocano. All’interno, tra gli altri si conservano il soffitto in legno dorato con il fregio dello struzzo simboleggiante le origini di Madama Margherita, nell’assonanza tra le parole francesi “Autriche” (Austria) e “autuche” (struzzo), gli affreschi di Cesare Maccari nella omonima sala, la sala d’Italia e la sala della buvette con i fregi e le figure in stucco chiaro del 1931. Allo stesso periodo risale il collegamento con l’adiacente Palazzo Carpegna.

Giuliano da Sangallo (ca. 1445-1516) - Marucelli Paolo (1594-1649).

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Ubicato vicino piazza Navona, in parte sul luogo delle terme Alessandrine o Neroniane, prende il nome da Madama Margherita d’Austria, figlia di Carlo V e vedova di Alessandro de’ Medici, che vi dimorò dal 1540. L’edificio, che prospettava sulla piazza dei Lombardi (in parte corrispondente all’attuale piazza Madama) era stato acquistato dal cardinale Giovanni de’ Medici (futuro papa Leone X 1513-1521) nel 1505 e ristrutturato da Giuliano da Sangallo.Nel 1513, dopo l’elezione al soglio pontificio, Leone X incaricò il Sangallo del progetto di un palazzo grandioso, mai realizzato, con accesso principale sulla piazza Navona, esteso fino a Sant’Eustachio. Il complesso, il cui disegno è conservato agli Uffizi di Firenze, doveva costituire il perno di una sorta di “polo mediceo”, che comprendeva anche le proprietà e le attività che la potente famiglia fiorentina aveva nell’area: Palazzo Medici, poi Lante, la Dogana ,di cui erano concessionari, oltre alla Sapienza e alla chiesa di Sant’Eustachio, sul terminale della nuova direttrice della via Leonina (oggi via di Ripetta).

Il palazzo dei Medici ebbe una significativa ristrutturazione nel 1642 ad opera di Paolo Marucelli che ne realizzò la facciata barocca. Passato nel 1737 ai Lorena, a partire dal 1755, il palazzo venne acquisito da Benedetto XIV (Prospero Lambertini 1740-1758) alle proprietà dello Stato Pontificio e divenne sede del Governatorato. Il complesso fu poi ristrutturato con l’apertura di un secondo cortile (dove è oggi l’Aula del Senato), con la ridefinizione della facciata, opera dell’architetto Luigi Hostini, e della piazza antistante.

Con Pio IX (Giovanni Maria Mastai Ferretti 1846-1878) il palazzo fu sede del Ministero delle Finanze e del Debito Pubblico e poi delle Poste Pontificie. A partire dal 1871, dopo i lavori di adattamento affidati al Gabet, divenne sede del Senato e vi furono trasferite alcune opere provenienti dalla vicina chiesa di San Salvatore in Thermis, demolita per motivi di sicurezza. È un palazzo a pianta irregolare, riconducibile ad un pentagono. La sontuosa facciata, realizzata nel 1642 da Paolo Marucelli, è decorata con un fregio di putti che giocano. All’interno, tra gli altri si conservano il soffitto in legno dorato con il fregio dello struzzo simboleggiante le origini di Madama Margherita, nell’assonanza tra le parole francesi “Autriche” (Austria) e “autuche” (struzzo), gli affreschi di Cesare Maccari nella omonima sala, la sala d’Italia e la sala della buvette con i fregi e le figure in stucco chiaro del 1931. Allo stesso periodo risale il collegamento con l’adiacente Palazzo Carpegna.

Giuliano da Sangallo (ca. 1445-1516) - Marucelli Paolo (1594-1649).

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