Palazzo Massimo alle Colonne

Vicolo Dè Bovari, 16 Roma

Il palazzo è inserito nell’isolato composto dai corpi di fabbrica delle residenze cinquecentesche dell’antica famiglia dei Massimo.Capolavoro del rinascimento attribuito a Baldassarre Peruzzi, il cosiddetto palazzo Massimo alle Colonne nasce dopo le devastazioni del sacco di Roma del 1527, sul luogo delle quattrocentesche case dei Massimo, lungo la strada papale.

L’edificio, costruito sui resti dell’Odeon di Domiziano, ne ricalca il caratteristico andamento curvilineo nella facciata. Il prospetto a bugnato piano, che ricerca elementi coloristici, è caratterizzato al centro da un portico con colonne tuscaniche. Ai lati, una serie di lesene delimitano finestre. Sul piano nobile si aprono una fila di balconcini con finestre architravate, che poggiano su una cornice aggettante. A coronamento dell’edificio, un cornicione con mensole e rosoni. Agli inizi del XIX l’edificio fu collegato al cinquecentesco palazzo dei Massimo di Pirro, così denominato per il ritrovamento durante la sua costruzione di una antica statua di Marte, oggi ai Musei Capitolini, erroneamente creduta Pirro per la corazza ornata di elefanti. L’edificio, progettato dall’architetto Giovanni Mangone (sembra ispirasi ai caratteri stilisti dei palazzi di Antonio da Sangallo il Giovane).

Nello stesso isolato, ma opposto al palazzo Massimo alle Colonne, sorge il Palazzo Massimo Istoriato, uno tra i maggiori esempi conservati a Roma di edificio a facciata con decorazione a monocromo, secondo la moda Rinascimentale, dipinto nel 1523 in occasione delle nozze di Angelo Massimo. Le pitture, eseguite forse da un Nicolò Furlano (di cui è conservata la firma) e attribuite alla scuola di Daniele da Volterra, trattano episodi dell’Antico e Nuovo testamento. Nel 1467 ospitò la prima stamperia romana.Sulla piazzetta partivano i corrieri della posta pontificia, di cui i Massimo erano sovraintendenti. La colonna oggi visibile, proveniente dall’Odeon di Domiziano, fu collocata nel 1950.

Autori: Baldassarre Peruzzi (1481-1536), Nicolò Furlano.

Futouring Lazio

Il palazzo è inserito nell’isolato composto dai corpi di fabbrica delle residenze cinquecentesche dell’antica famiglia dei Massimo.Capolavoro del rinascimento attribuito a Baldassarre Peruzzi, il cosiddetto palazzo Massimo alle Colonne nasce dopo le devastazioni del sacco di Roma del 1527, sul luogo delle quattrocentesche case dei Massimo, lungo la strada papale.

L’edificio, costruito sui resti dell’Odeon di Domiziano, ne ricalca il caratteristico andamento curvilineo nella facciata. Il prospetto a bugnato piano, che ricerca elementi coloristici, è caratterizzato al centro da un portico con colonne tuscaniche. Ai lati, una serie di lesene delimitano finestre. Sul piano nobile si aprono una fila di balconcini con finestre architravate, che poggiano su una cornice aggettante. A coronamento dell’edificio, un cornicione con mensole e rosoni. Agli inizi del XIX l’edificio fu collegato al cinquecentesco palazzo dei Massimo di Pirro, così denominato per il ritrovamento durante la sua costruzione di una antica statua di Marte, oggi ai Musei Capitolini, erroneamente creduta Pirro per la corazza ornata di elefanti. L’edificio, progettato dall’architetto Giovanni Mangone (sembra ispirasi ai caratteri stilisti dei palazzi di Antonio da Sangallo il Giovane).

Nello stesso isolato, ma opposto al palazzo Massimo alle Colonne, sorge il Palazzo Massimo Istoriato, uno tra i maggiori esempi conservati a Roma di edificio a facciata con decorazione a monocromo, secondo la moda Rinascimentale, dipinto nel 1523 in occasione delle nozze di Angelo Massimo. Le pitture, eseguite forse da un Nicolò Furlano (di cui è conservata la firma) e attribuite alla scuola di Daniele da Volterra, trattano episodi dell’Antico e Nuovo testamento. Nel 1467 ospitò la prima stamperia romana.Sulla piazzetta partivano i corrieri della posta pontificia, di cui i Massimo erano sovraintendenti. La colonna oggi visibile, proveniente dall’Odeon di Domiziano, fu collocata nel 1950.

Autori: Baldassarre Peruzzi (1481-1536), Nicolò Furlano.

Futouring Lazio

41.89672,12.47361,17

Il palazzo è inserito nell’isolato composto dai corpi di fabbrica delle residenze cinquecentesche dell’antica famiglia dei Massimo.Capolavoro del rinascimento attribuito a Baldassarre Peruzzi, il cosiddetto palazzo Massimo alle Colonne nasce dopo le devastazioni del sacco di Roma del 1527, sul luogo delle quattrocentesche case dei Massimo, lungo la strada papale.

L’edificio, costruito sui resti dell’Odeon di Domiziano, ne ricalca il caratteristico andamento curvilineo nella facciata. Il prospetto a bugnato piano, che ricerca elementi coloristici, è caratterizzato al centro da un portico con colonne tuscaniche. Ai lati, una serie di lesene delimitano finestre. Sul piano nobile si aprono una fila di balconcini con finestre architravate, che poggiano su una cornice aggettante. A coronamento dell’edificio, un cornicione con mensole e rosoni. Agli inizi del XIX l’edificio fu collegato al cinquecentesco palazzo dei Massimo di Pirro, così denominato per il ritrovamento durante la sua costruzione di una antica statua di Marte, oggi ai Musei Capitolini, erroneamente creduta Pirro per la corazza ornata di elefanti. L’edificio, progettato dall’architetto Giovanni Mangone (sembra ispirasi ai caratteri stilisti dei palazzi di Antonio da Sangallo il Giovane).

Nello stesso isolato, ma opposto al palazzo Massimo alle Colonne, sorge il Palazzo Massimo Istoriato, uno tra i maggiori esempi conservati a Roma di edificio a facciata con decorazione a monocromo, secondo la moda Rinascimentale, dipinto nel 1523 in occasione delle nozze di Angelo Massimo. Le pitture, eseguite forse da un Nicolò Furlano (di cui è conservata la firma) e attribuite alla scuola di Daniele da Volterra, trattano episodi dell’Antico e Nuovo testamento. Nel 1467 ospitò la prima stamperia romana.Sulla piazzetta partivano i corrieri della posta pontificia, di cui i Massimo erano sovraintendenti. La colonna oggi visibile, proveniente dall’Odeon di Domiziano, fu collocata nel 1950.

Autori: Baldassarre Peruzzi (1481-1536), Nicolò Furlano.

Futouring Lazio

itinerari che contengono questo punto di interesse

Nei pressi

  • Bistrot

    I vicini bistrot

    Via di Torre Argentina, 70, Roma