Palazzo Spada

Vicolo del Polverone, 9 Roma

Nato per volontà del Cardinale Girolamo Capodiferro tra il 1548 e il 1550, il progetto del palazzo è attribuito all’architetto Bartolomeo Baronino, che operò nel vicino cantiere di palazzo Farnese. La facciata ripete lo schema dell’alto basamento bugnato, già utilizzato nel palazzo Baldassini e in quello di Angelo Massimo. La fascia mediana, opera di Giulio Mazzoni (1525-1618) come la ricca ornamentazione del cortile interno, mostrano invece il gusto manierista per l’elemento decorativo, ospitando una serie di nicchie con statue di uomini illustri della storia romana e tondi con l’ impresa del cardinale Capodiferro, legati da festoni e cariatidi.

Sopra le arcate del cortile interno, i fregi e le dodici nicchie con le divinità olimpiche alludono all’ascesa dell’anima nella concezione neoplatonica e richiamano la cultura umanistica del cardinale e la volontà di collegamento tra mondo pagano e cristiano.

Nel piano nobile una ricca decorazione ad affresco, ispirata a temi del mondo classico, opera di Giulio Mazzoni e della sua bottega. Celebre la Galleria degli Stucchi che si ispira a quella di Fontainbleau di Francesco I di Francia.

Il palazzo fu acquisito nel 1632 dal cardinale Bernardino Spada, nunzio apostolico in Francia, cui si devono gli interventi seicenteschi di rinnovamento, ad opera di Francesco Borromini, come la celebre Galleria Prospettica (1652-1653) realizzata in collaborazione con il matematico padre Giovanni Maria da Bitonto. Il passaggio di solo nove metri, progettato per suscitare meraviglia, componente essenziale dell’arte barocca, crea un effetto visivo di una lunghezza di trentasette metri, con una falsa prospettiva creata dal restringimento progressivo delle mura, della volta e del pavimento. Il palazzo ospita oggi il Consiglio di Stato e la Galleria Spada.

Baronino Bartolomeo (1511-1554).

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Nato per volontà del Cardinale Girolamo Capodiferro tra il 1548 e il 1550, il progetto del palazzo è attribuito all’architetto Bartolomeo Baronino, che operò nel vicino cantiere di palazzo Farnese. La facciata ripete lo schema dell’alto basamento bugnato, già utilizzato nel palazzo Baldassini e in quello di Angelo Massimo. La fascia mediana, opera di Giulio Mazzoni (1525-1618) come la ricca ornamentazione del cortile interno, mostrano invece il gusto manierista per l’elemento decorativo, ospitando una serie di nicchie con statue di uomini illustri della storia romana e tondi con l’ impresa del cardinale Capodiferro, legati da festoni e cariatidi.

Sopra le arcate del cortile interno, i fregi e le dodici nicchie con le divinità olimpiche alludono all’ascesa dell’anima nella concezione neoplatonica e richiamano la cultura umanistica del cardinale e la volontà di collegamento tra mondo pagano e cristiano.

Nel piano nobile una ricca decorazione ad affresco, ispirata a temi del mondo classico, opera di Giulio Mazzoni e della sua bottega. Celebre la Galleria degli Stucchi che si ispira a quella di Fontainbleau di Francesco I di Francia.

Il palazzo fu acquisito nel 1632 dal cardinale Bernardino Spada, nunzio apostolico in Francia, cui si devono gli interventi seicenteschi di rinnovamento, ad opera di Francesco Borromini, come la celebre Galleria Prospettica (1652-1653) realizzata in collaborazione con il matematico padre Giovanni Maria da Bitonto. Il passaggio di solo nove metri, progettato per suscitare meraviglia, componente essenziale dell’arte barocca, crea un effetto visivo di una lunghezza di trentasette metri, con una falsa prospettiva creata dal restringimento progressivo delle mura, della volta e del pavimento. Il palazzo ospita oggi il Consiglio di Stato e la Galleria Spada.

Baronino Bartolomeo (1511-1554).

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Nato per volontà del Cardinale Girolamo Capodiferro tra il 1548 e il 1550, il progetto del palazzo è attribuito all’architetto Bartolomeo Baronino, che operò nel vicino cantiere di palazzo Farnese. La facciata ripete lo schema dell’alto basamento bugnato, già utilizzato nel palazzo Baldassini e in quello di Angelo Massimo. La fascia mediana, opera di Giulio Mazzoni (1525-1618) come la ricca ornamentazione del cortile interno, mostrano invece il gusto manierista per l’elemento decorativo, ospitando una serie di nicchie con statue di uomini illustri della storia romana e tondi con l’ impresa del cardinale Capodiferro, legati da festoni e cariatidi.

Sopra le arcate del cortile interno, i fregi e le dodici nicchie con le divinità olimpiche alludono all’ascesa dell’anima nella concezione neoplatonica e richiamano la cultura umanistica del cardinale e la volontà di collegamento tra mondo pagano e cristiano.

Nel piano nobile una ricca decorazione ad affresco, ispirata a temi del mondo classico, opera di Giulio Mazzoni e della sua bottega. Celebre la Galleria degli Stucchi che si ispira a quella di Fontainbleau di Francesco I di Francia.

Il palazzo fu acquisito nel 1632 dal cardinale Bernardino Spada, nunzio apostolico in Francia, cui si devono gli interventi seicenteschi di rinnovamento, ad opera di Francesco Borromini, come la celebre Galleria Prospettica (1652-1653) realizzata in collaborazione con il matematico padre Giovanni Maria da Bitonto. Il passaggio di solo nove metri, progettato per suscitare meraviglia, componente essenziale dell’arte barocca, crea un effetto visivo di una lunghezza di trentasette metri, con una falsa prospettiva creata dal restringimento progressivo delle mura, della volta e del pavimento. Il palazzo ospita oggi il Consiglio di Stato e la Galleria Spada.

Baronino Bartolomeo (1511-1554).

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