Pasquino

Piazza di Pasquino, 68 Roma

La statua nota come Pasquino fu trovata negli scavi per la ristrutturazione del Palazzo Orsini nel 1501 e qui collocata dal Cardinale Oliviero Carafa, forse dopo un restauro del Bramante. La scultura, mutila in più punti, è una copia marmorea del I secolo d.C. di un originale greco del 240-230 a.C. che rappresentava Menelao in atto di raccogliere il corpo senza vita di Patroclo nella guerra di Troia. Il gruppo scultoreo, apprezzato da Michelangelo e da Bernini, apparteneva probabilmente alle decorazioni dello Stadio di Domiziano, che qui aveva il suo lato corto rettilineo. Pasquino è la più celebre delle statue parlanti di Roma e trae forse il nome da un maestro di scuola o da un sarto che viveva nella zona. In occasione del 25 aprile, festa di San Marco, la statua era travestita da divinità (nel 1512 Marte, nel 1513 Apollo, nel 1514 Mercurio...). Sfruttando la sua posizione lungo la via papale percorsa dal corteo del pontefice in occasione della Cavalcata per il Possesso, Pasquino ospitava epigrammi satirici attraverso i quali il popolo esprimeva il malcontento. Noti inizialmente come pasquilli (prima edizione nel 1509) poi pasquinate, erano a volte opera di letterati celebri come Pietro Aretino e Giovamattista Marino, che raccontavano le vicende della città in un arco di tempo ininterrotto dal 1500 al Risorgimento e alla presa di Roma del 1870.

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La statua nota come Pasquino fu trovata negli scavi per la ristrutturazione del Palazzo Orsini nel 1501 e qui collocata dal Cardinale Oliviero Carafa, forse dopo un restauro del Bramante. La scultura, mutila in più punti, è una copia marmorea del I secolo d.C. di un originale greco del 240-230 a.C. che rappresentava Menelao in atto di raccogliere il corpo senza vita di Patroclo nella guerra di Troia. Il gruppo scultoreo, apprezzato da Michelangelo e da Bernini, apparteneva probabilmente alle decorazioni dello Stadio di Domiziano, che qui aveva il suo lato corto rettilineo. Pasquino è la più celebre delle statue parlanti di Roma e trae forse il nome da un maestro di scuola o da un sarto che viveva nella zona. In occasione del 25 aprile, festa di San Marco, la statua era travestita da divinità (nel 1512 Marte, nel 1513 Apollo, nel 1514 Mercurio...). Sfruttando la sua posizione lungo la via papale percorsa dal corteo del pontefice in occasione della Cavalcata per il Possesso, Pasquino ospitava epigrammi satirici attraverso i quali il popolo esprimeva il malcontento. Noti inizialmente come pasquilli (prima edizione nel 1509) poi pasquinate, erano a volte opera di letterati celebri come Pietro Aretino e Giovamattista Marino, che raccontavano le vicende della città in un arco di tempo ininterrotto dal 1500 al Risorgimento e alla presa di Roma del 1870.

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La statua nota come Pasquino fu trovata negli scavi per la ristrutturazione del Palazzo Orsini nel 1501 e qui collocata dal Cardinale Oliviero Carafa, forse dopo un restauro del Bramante. La scultura, mutila in più punti, è una copia marmorea del I secolo d.C. di un originale greco del 240-230 a.C. che rappresentava Menelao in atto di raccogliere il corpo senza vita di Patroclo nella guerra di Troia. Il gruppo scultoreo, apprezzato da Michelangelo e da Bernini, apparteneva probabilmente alle decorazioni dello Stadio di Domiziano, che qui aveva il suo lato corto rettilineo. Pasquino è la più celebre delle statue parlanti di Roma e trae forse il nome da un maestro di scuola o da un sarto che viveva nella zona. In occasione del 25 aprile, festa di San Marco, la statua era travestita da divinità (nel 1512 Marte, nel 1513 Apollo, nel 1514 Mercurio...). Sfruttando la sua posizione lungo la via papale percorsa dal corteo del pontefice in occasione della Cavalcata per il Possesso, Pasquino ospitava epigrammi satirici attraverso i quali il popolo esprimeva il malcontento. Noti inizialmente come pasquilli (prima edizione nel 1509) poi pasquinate, erano a volte opera di letterati celebri come Pietro Aretino e Giovamattista Marino, che raccontavano le vicende della città in un arco di tempo ininterrotto dal 1500 al Risorgimento e alla presa di Roma del 1870.

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