Piazza del Popolo

Piazza del Popolo, Roma

L’accesso alla piazza da nord avviene attraverso Porta del Popolo, l’antica porta Flaminia, posta lungo le Mura Aureliane in corrispondenza della via Flaminia. Con il prospetto rinascimentale e barocco della porta, piazza del Popolo costituisce lo scenografico impatto visivo alla città storica da nord, enfatizzato dal raccordo della prospettiva offerta dai tre principali assi del quartiere rinascimentale, il cosiddetto tridente, formato dalle direttrici di via di Ripetta, del Corso e di via del Babuino, aperto sulla piazza agli inizi del XVI secolo e segnato dalle chiese “gemelle” di Santa Maria dei Miracoli (ad ovest) e Santa Maria di Monte Santo (ad est), su progetto di Carlo Rainaldi e Carlo Fontana (1662-1681). Fino al Rinascimento la piazza era costituita da uno spazio trapezoidale delimitato ad est dagli edifici del convento degli Agostiniani e dalla chiesa di Santa Maria del Popolo, costruita nell’XI secolo a spese del popolo romano, che diede il nome alla piazza.Al centro nel 1589 Sisto V (Felice Peretti 1585-1590) fece erigere l’Obelisco Flaminio, trasportatovi dal Circo Massimo, intorno al quale Giacomo della Porta progettò la fontana detta del Trullo (oggi in piazza Nicosia), poi sostituita dalle quattro vasche con leoni egizi nella sistemazione ottocentesca dell’architetto neoclassico Giuseppe Valadier. Alessandro VII (Fabio Chigi 1655-1667) volle enfatizzare il ruolo di accesso scenografico alla città, in occasione della venuta a Roma nel 1655 della Regina Cristina di Svezia, da poco convertitasi al cattolicesimo, con la realizzazione della Porta del Popolo di Gian Lorenzo Bernini in forma di arco di trionfo.

La sistemazione attuale della piazza come spazio aperto ellittico racchiuso da due emicicli risale a Giuseppe Valadier che utilizzò il Pincio come grande fondale scenografico, regolato da terrazze a giardino. L’architetto realizzò tra il 1811 e il 1824 i due emicicli sul versante orientale e occidentale, ornati da sfingi e dalle rappresentazioni delle stagioni, con esedre al centro delle quali furono collocate due fontane: quella ad ovest con la raffigurazione di Nettuno tra due tritoni, quella ad est, Roma tra Tevere e Aniene. Piazza del Popolo fin dal Rinascimento fu teatro dei festeggiamenti per il Carnevale Romano, ospitando le tribune e i palchi per la mossa (la partenza) della corsa dei cavalli barberi, dal 1466 fino all’abolizione della pericolosa manifestazione, avvenuta definitivamente dopo il 1882.

Autore: Valadier Giuseppe

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La piazza

L’accesso alla piazza da nord avviene attraverso Porta del Popolo, l’antica porta Flaminia, posta lungo le Mura Aureliane in corrispondenza della via Flaminia. Con il prospetto rinascimentale e barocco della porta, piazza del Popolo costituisce lo scenografico impatto visivo alla città storica da nord, enfatizzato dal raccordo della prospettiva offerta dai tre principali assi del quartiere rinascimentale, il cosiddetto tridente, formato dalle direttrici di via di Ripetta, del Corso e di via del Babuino, aperto sulla piazza agli inizi del XVI secolo e segnato dalle chiese “gemelle” di Santa Maria dei Miracoli (ad ovest) e Santa Maria di Monte Santo (ad est), su progetto di Carlo Rainaldi e Carlo Fontana (1662-1681). Fino al Rinascimento la piazza era costituita da uno spazio trapezoidale delimitato ad est dagli edifici del convento degli Agostiniani e dalla chiesa di Santa Maria del Popolo, costruita nell’XI secolo a spese del popolo romano, che diede il nome alla piazza.Al centro nel 1589 Sisto V (Felice Peretti 1585-1590) fece erigere l’Obelisco Flaminio, trasportatovi dal Circo Massimo, intorno al quale Giacomo della Porta progettò la fontana detta del Trullo (oggi in piazza Nicosia), poi sostituita dalle quattro vasche con leoni egizi nella sistemazione ottocentesca dell’architetto neoclassico Giuseppe Valadier. Alessandro VII (Fabio Chigi 1655-1667) volle enfatizzare il ruolo di accesso scenografico alla città, in occasione della venuta a Roma nel 1655 della Regina Cristina di Svezia, da poco convertitasi al cattolicesimo, con la realizzazione della Porta del Popolo di Gian Lorenzo Bernini in forma di arco di trionfo.

La sistemazione attuale della piazza come spazio aperto ellittico racchiuso da due emicicli risale a Giuseppe Valadier che utilizzò il Pincio come grande fondale scenografico, regolato da terrazze a giardino. L’architetto realizzò tra il 1811 e il 1824 i due emicicli sul versante orientale e occidentale, ornati da sfingi e dalle rappresentazioni delle stagioni, con esedre al centro delle quali furono collocate due fontane: quella ad ovest con la raffigurazione di Nettuno tra due tritoni, quella ad est, Roma tra Tevere e Aniene. Piazza del Popolo fin dal Rinascimento fu teatro dei festeggiamenti per il Carnevale Romano, ospitando le tribune e i palchi per la mossa (la partenza) della corsa dei cavalli barberi, dal 1466 fino all’abolizione della pericolosa manifestazione, avvenuta definitivamente dopo il 1882.

Autore: Valadier Giuseppe

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L’accesso alla piazza da nord avviene attraverso Porta del Popolo, l’antica porta Flaminia, posta lungo le Mura Aureliane in corrispondenza della via Flaminia. Con il prospetto rinascimentale e barocco della porta, piazza del Popolo costituisce lo scenografico impatto visivo alla città storica da nord, enfatizzato dal raccordo della prospettiva offerta dai tre principali assi del quartiere rinascimentale, il cosiddetto tridente, formato dalle direttrici di via di Ripetta, del Corso e di via del Babuino, aperto sulla piazza agli inizi del XVI secolo e segnato dalle chiese “gemelle” di Santa Maria dei Miracoli (ad ovest) e Santa Maria di Monte Santo (ad est), su progetto di Carlo Rainaldi e Carlo Fontana (1662-1681). Fino al Rinascimento la piazza era costituita da uno spazio trapezoidale delimitato ad est dagli edifici del convento degli Agostiniani e dalla chiesa di Santa Maria del Popolo, costruita nell’XI secolo a spese del popolo romano, che diede il nome alla piazza.Al centro nel 1589 Sisto V (Felice Peretti 1585-1590) fece erigere l’Obelisco Flaminio, trasportatovi dal Circo Massimo, intorno al quale Giacomo della Porta progettò la fontana detta del Trullo (oggi in piazza Nicosia), poi sostituita dalle quattro vasche con leoni egizi nella sistemazione ottocentesca dell’architetto neoclassico Giuseppe Valadier. Alessandro VII (Fabio Chigi 1655-1667) volle enfatizzare il ruolo di accesso scenografico alla città, in occasione della venuta a Roma nel 1655 della Regina Cristina di Svezia, da poco convertitasi al cattolicesimo, con la realizzazione della Porta del Popolo di Gian Lorenzo Bernini in forma di arco di trionfo.

La sistemazione attuale della piazza come spazio aperto ellittico racchiuso da due emicicli risale a Giuseppe Valadier che utilizzò il Pincio come grande fondale scenografico, regolato da terrazze a giardino. L’architetto realizzò tra il 1811 e il 1824 i due emicicli sul versante orientale e occidentale, ornati da sfingi e dalle rappresentazioni delle stagioni, con esedre al centro delle quali furono collocate due fontane: quella ad ovest con la raffigurazione di Nettuno tra due tritoni, quella ad est, Roma tra Tevere e Aniene. Piazza del Popolo fin dal Rinascimento fu teatro dei festeggiamenti per il Carnevale Romano, ospitando le tribune e i palchi per la mossa (la partenza) della corsa dei cavalli barberi, dal 1466 fino all’abolizione della pericolosa manifestazione, avvenuta definitivamente dopo il 1882.

Autore: Valadier Giuseppe

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