Piazza della Minerva

Piazza della Minerva, Roma

Piazza della Minerva deriva il nome dall’errata attribuzione medievale all’antico tempio di Minerva Calcidica (situato invece presso la vicina chiesetta di Santa Marta in piazza del Collegio Romano) dei ruderi della Porticus Divorum, sui quali sorge la chiesa di Santa Maria sopra Minerva. La piazza è dominata dal prospetto della chiesa, ampliata nel XIII secolo e più volte rinnovata che conserva i portali quattrocenteschi. A ricordo delle inondazioni del Tevere, dal 1495 al 1870, numerose lapidi indicano l’altezza raggiunta dalle acque. A sinistra della chiesa, l’ex convento dei dominicani che ospitò il processo a Galileo Galilei, oggi sede del Ministero per la Ricerca scientifica. Nella sistemazione seicentesca della piazza, fu collocato al centro l’obelisco egizio preveniente dall’area dell’Iseo del Campo Marzio nel giardino del convento annesso alla chiesa, sostenuto dall’elefantino in marmo, realizzato su disegno di Gian Lorenzo Bernini (1667). Davanti alla chiesa sorge il palazzo dell’Accademia Ecclesiastica dei primi anni del ‘500, con facciata restaurata nel 1878. Sulla destra della chiesa, il settecentesco palazzo Fonseca, poi sede dell’Albergo della Minerva che ospitò Stendhal. La piazza, a partire dal XV secolo, faceva da cornice alla conclusione del lungo corteo papale che giungeva da San Pietro in occasione della cerimonia della Santissima Annunziata il 25 marzo.

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Piazza della Minerva deriva il nome dall’errata attribuzione medievale all’antico tempio di Minerva Calcidica (situato invece presso la vicina chiesetta di Santa Marta in piazza del Collegio Romano) dei ruderi della Porticus Divorum, sui quali sorge la chiesa di Santa Maria sopra Minerva. La piazza è dominata dal prospetto della chiesa, ampliata nel XIII secolo e più volte rinnovata che conserva i portali quattrocenteschi. A ricordo delle inondazioni del Tevere, dal 1495 al 1870, numerose lapidi indicano l’altezza raggiunta dalle acque. A sinistra della chiesa, l’ex convento dei dominicani che ospitò il processo a Galileo Galilei, oggi sede del Ministero per la Ricerca scientifica. Nella sistemazione seicentesca della piazza, fu collocato al centro l’obelisco egizio preveniente dall’area dell’Iseo del Campo Marzio nel giardino del convento annesso alla chiesa, sostenuto dall’elefantino in marmo, realizzato su disegno di Gian Lorenzo Bernini (1667). Davanti alla chiesa sorge il palazzo dell’Accademia Ecclesiastica dei primi anni del ‘500, con facciata restaurata nel 1878. Sulla destra della chiesa, il settecentesco palazzo Fonseca, poi sede dell’Albergo della Minerva che ospitò Stendhal. La piazza, a partire dal XV secolo, faceva da cornice alla conclusione del lungo corteo papale che giungeva da San Pietro in occasione della cerimonia della Santissima Annunziata il 25 marzo.

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Piazza della Minerva deriva il nome dall’errata attribuzione medievale all’antico tempio di Minerva Calcidica (situato invece presso la vicina chiesetta di Santa Marta in piazza del Collegio Romano) dei ruderi della Porticus Divorum, sui quali sorge la chiesa di Santa Maria sopra Minerva. La piazza è dominata dal prospetto della chiesa, ampliata nel XIII secolo e più volte rinnovata che conserva i portali quattrocenteschi. A ricordo delle inondazioni del Tevere, dal 1495 al 1870, numerose lapidi indicano l’altezza raggiunta dalle acque. A sinistra della chiesa, l’ex convento dei dominicani che ospitò il processo a Galileo Galilei, oggi sede del Ministero per la Ricerca scientifica. Nella sistemazione seicentesca della piazza, fu collocato al centro l’obelisco egizio preveniente dall’area dell’Iseo del Campo Marzio nel giardino del convento annesso alla chiesa, sostenuto dall’elefantino in marmo, realizzato su disegno di Gian Lorenzo Bernini (1667). Davanti alla chiesa sorge il palazzo dell’Accademia Ecclesiastica dei primi anni del ‘500, con facciata restaurata nel 1878. Sulla destra della chiesa, il settecentesco palazzo Fonseca, poi sede dell’Albergo della Minerva che ospitò Stendhal. La piazza, a partire dal XV secolo, faceva da cornice alla conclusione del lungo corteo papale che giungeva da San Pietro in occasione della cerimonia della Santissima Annunziata il 25 marzo.

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