Piazza di Pasquino

Via di San Maria Dell'anima, 29 Roma

Piazza Pasquino, nel Rione Parione, si trova tra via di Santa Maria dell’Anima e via del Governo Vecchio. Posta lungo la via papalis, deve il suo nome alla presenza della statua di Pasquino, forse la più famosa tra le “statue parlanti” di Roma. Nel 1501 il cardinale Oliviero Carafa dopo l’acquisto, dagli Orsini, diede inizio ai lavori di sistemazione della piazzetta retrostante il palazzo Orsini (poi Braschi). Durante i lavori affiorò un gruppo marmoreo che fu posizionato su un angolo esterno dell’edificio. Ebbe dunque inizio l’usanza di appendere di nascosto sulla statua le “pasquinate” (motti e prese in giro). Fino al 1870 queste erano espressione della classe clericale e nobile esclusa dal potere pontificio, in seguito divennero espressione popolare contro il governo. Sulla piazza si affaccia la chiesa della Natività di Gesù, risalente al 1692 e rinnovata nel 1862. Al n. 71 è visibile una casa risalente al XVI secolo, con due finestre per piano; una lapide ne ricorda il proprietario e i lavori di ristrutturazione. In angolo con la piazza, il palazzo Montalto. Al n. 7 è il retro di palazzo Pamphilj, dove prima della grandiosa sistemazione dell’isolato sorgeva il vecchio palazzo di famiglia. La piazza denominata in passato piazza dei Librari, era sede di numerose tipografie, fu luogo di incontro di editori, scrittori e giornalisti.

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Piazza Pasquino, nel Rione Parione, si trova tra via di Santa Maria dell’Anima e via del Governo Vecchio. Posta lungo la via papalis, deve il suo nome alla presenza della statua di Pasquino, forse la più famosa tra le “statue parlanti” di Roma. Nel 1501 il cardinale Oliviero Carafa dopo l’acquisto, dagli Orsini, diede inizio ai lavori di sistemazione della piazzetta retrostante il palazzo Orsini (poi Braschi). Durante i lavori affiorò un gruppo marmoreo che fu posizionato su un angolo esterno dell’edificio. Ebbe dunque inizio l’usanza di appendere di nascosto sulla statua le “pasquinate” (motti e prese in giro). Fino al 1870 queste erano espressione della classe clericale e nobile esclusa dal potere pontificio, in seguito divennero espressione popolare contro il governo. Sulla piazza si affaccia la chiesa della Natività di Gesù, risalente al 1692 e rinnovata nel 1862. Al n. 71 è visibile una casa risalente al XVI secolo, con due finestre per piano; una lapide ne ricorda il proprietario e i lavori di ristrutturazione. In angolo con la piazza, il palazzo Montalto. Al n. 7 è il retro di palazzo Pamphilj, dove prima della grandiosa sistemazione dell’isolato sorgeva il vecchio palazzo di famiglia. La piazza denominata in passato piazza dei Librari, era sede di numerose tipografie, fu luogo di incontro di editori, scrittori e giornalisti.

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Piazza Pasquino, nel Rione Parione, si trova tra via di Santa Maria dell’Anima e via del Governo Vecchio. Posta lungo la via papalis, deve il suo nome alla presenza della statua di Pasquino, forse la più famosa tra le “statue parlanti” di Roma. Nel 1501 il cardinale Oliviero Carafa dopo l’acquisto, dagli Orsini, diede inizio ai lavori di sistemazione della piazzetta retrostante il palazzo Orsini (poi Braschi). Durante i lavori affiorò un gruppo marmoreo che fu posizionato su un angolo esterno dell’edificio. Ebbe dunque inizio l’usanza di appendere di nascosto sulla statua le “pasquinate” (motti e prese in giro). Fino al 1870 queste erano espressione della classe clericale e nobile esclusa dal potere pontificio, in seguito divennero espressione popolare contro il governo. Sulla piazza si affaccia la chiesa della Natività di Gesù, risalente al 1692 e rinnovata nel 1862. Al n. 71 è visibile una casa risalente al XVI secolo, con due finestre per piano; una lapide ne ricorda il proprietario e i lavori di ristrutturazione. In angolo con la piazza, il palazzo Montalto. Al n. 7 è il retro di palazzo Pamphilj, dove prima della grandiosa sistemazione dell’isolato sorgeva il vecchio palazzo di famiglia. La piazza denominata in passato piazza dei Librari, era sede di numerose tipografie, fu luogo di incontro di editori, scrittori e giornalisti.

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