Piazza San Marco

Piazza San Marco, Roma

Piazza San Marco, situata tra piazza Venezia e la via omonima, prende il nome dalla basilica di San Marco Evangelista (IV sec.), restaurata e inglobata da Paolo II (Pietro Barbo, 1464-71) in Palazzo Venezia al tempo della costruzione dell’edificio nel 1455. Il largo si apriva in prossimità dell’arrivo della corsa dei cavalli barberi (Ripresa dei Barberi) che animava il Carnevale Romano, il cui percorso fu voluto da Paolo II.

Nel tragitto predisposto da Paolo III (Alessandro Farnese 1534-1549) per l’itinerario trionfale dell’imperatore Carlo V a Roma del 1536, piazza San Marco costituì un elemento importante, per la presenza della residenza pontificia, segnando il punto iniziale del percorso urbano del corteo. Furono eliminati alcuni edifici sporgenti per ampliare lo spazio e migliorare l’allineamento con la via del Corso. In direzione dell’attuale via del Plebiscito, l’imbocco della via fu ampliato e fu costruito un grande arco trionfale effimero progettato da Antonio da Sangallo il Giovane. Il tratto a seguito dei miglioramenti divenne un percorso alternativo in sostituzione di via delle Botteghe oscure della via Papale, l’itinerario che collegava San Pietro con San Giovanni in Laterano.

Nel riassetto urbanistico della città realizzato da Sisto V (Felice Peretti 1585-1590), nel 1586 piazza san Marco fu collegata a Piazza della Colonna Traiana attraverso via del Foro Traiano. La realizzazione del progetto, che costò 4433 scudi, fu affidata a Domenico Fontana e comportò la demolizione di abitazioni fino alla via della Ripresa dei Barberi (oggi non più esistente).

Nel 1911 la piazza subì una consistente trasformazione per fare spazio all’erezione del Vittoriano: via del Foro Traiano scomparve e il palazzetto Venezia, addossato all’angolo sud-est di palazzo Venezia, fu abbattuto e ricostruito sul lato opposto. Sulla sinistra del portico della chiesa di San Marco è visibile il busto antico della cosiddetta Madama Lucrezia, una della “statue parlanti” di Roma. Nei giardini davanti alla basilica è la fontana della Pigna (1927), imitazione di quella nel cortile del Belvedere Vaticano.

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Piazza San Marco, situata tra piazza Venezia e la via omonima, prende il nome dalla basilica di San Marco Evangelista (IV sec.), restaurata e inglobata da Paolo II (Pietro Barbo, 1464-71) in Palazzo Venezia al tempo della costruzione dell’edificio nel 1455. Il largo si apriva in prossimità dell’arrivo della corsa dei cavalli barberi (Ripresa dei Barberi) che animava il Carnevale Romano, il cui percorso fu voluto da Paolo II.

Nel tragitto predisposto da Paolo III (Alessandro Farnese 1534-1549) per l’itinerario trionfale dell’imperatore Carlo V a Roma del 1536, piazza San Marco costituì un elemento importante, per la presenza della residenza pontificia, segnando il punto iniziale del percorso urbano del corteo. Furono eliminati alcuni edifici sporgenti per ampliare lo spazio e migliorare l’allineamento con la via del Corso. In direzione dell’attuale via del Plebiscito, l’imbocco della via fu ampliato e fu costruito un grande arco trionfale effimero progettato da Antonio da Sangallo il Giovane. Il tratto a seguito dei miglioramenti divenne un percorso alternativo in sostituzione di via delle Botteghe oscure della via Papale, l’itinerario che collegava San Pietro con San Giovanni in Laterano.

Nel riassetto urbanistico della città realizzato da Sisto V (Felice Peretti 1585-1590), nel 1586 piazza san Marco fu collegata a Piazza della Colonna Traiana attraverso via del Foro Traiano. La realizzazione del progetto, che costò 4433 scudi, fu affidata a Domenico Fontana e comportò la demolizione di abitazioni fino alla via della Ripresa dei Barberi (oggi non più esistente).

Nel 1911 la piazza subì una consistente trasformazione per fare spazio all’erezione del Vittoriano: via del Foro Traiano scomparve e il palazzetto Venezia, addossato all’angolo sud-est di palazzo Venezia, fu abbattuto e ricostruito sul lato opposto. Sulla sinistra del portico della chiesa di San Marco è visibile il busto antico della cosiddetta Madama Lucrezia, una della “statue parlanti” di Roma. Nei giardini davanti alla basilica è la fontana della Pigna (1927), imitazione di quella nel cortile del Belvedere Vaticano.

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Piazza San Marco, situata tra piazza Venezia e la via omonima, prende il nome dalla basilica di San Marco Evangelista (IV sec.), restaurata e inglobata da Paolo II (Pietro Barbo, 1464-71) in Palazzo Venezia al tempo della costruzione dell’edificio nel 1455. Il largo si apriva in prossimità dell’arrivo della corsa dei cavalli barberi (Ripresa dei Barberi) che animava il Carnevale Romano, il cui percorso fu voluto da Paolo II.

Nel tragitto predisposto da Paolo III (Alessandro Farnese 1534-1549) per l’itinerario trionfale dell’imperatore Carlo V a Roma del 1536, piazza San Marco costituì un elemento importante, per la presenza della residenza pontificia, segnando il punto iniziale del percorso urbano del corteo. Furono eliminati alcuni edifici sporgenti per ampliare lo spazio e migliorare l’allineamento con la via del Corso. In direzione dell’attuale via del Plebiscito, l’imbocco della via fu ampliato e fu costruito un grande arco trionfale effimero progettato da Antonio da Sangallo il Giovane. Il tratto a seguito dei miglioramenti divenne un percorso alternativo in sostituzione di via delle Botteghe oscure della via Papale, l’itinerario che collegava San Pietro con San Giovanni in Laterano.

Nel riassetto urbanistico della città realizzato da Sisto V (Felice Peretti 1585-1590), nel 1586 piazza san Marco fu collegata a Piazza della Colonna Traiana attraverso via del Foro Traiano. La realizzazione del progetto, che costò 4433 scudi, fu affidata a Domenico Fontana e comportò la demolizione di abitazioni fino alla via della Ripresa dei Barberi (oggi non più esistente).

Nel 1911 la piazza subì una consistente trasformazione per fare spazio all’erezione del Vittoriano: via del Foro Traiano scomparve e il palazzetto Venezia, addossato all’angolo sud-est di palazzo Venezia, fu abbattuto e ricostruito sul lato opposto. Sulla sinistra del portico della chiesa di San Marco è visibile il busto antico della cosiddetta Madama Lucrezia, una della “statue parlanti” di Roma. Nei giardini davanti alla basilica è la fontana della Pigna (1927), imitazione di quella nel cortile del Belvedere Vaticano.

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