Piazza Venezia

Piazza Venezia, 15 Roma

La piazza, che prende il nome dal palazzo Venezia si trova tra le attuali via del Corso e via dei Fori Imperiali. Nella Roma del Rinascimento quando palazzo Venezia, eretto nel 1455 e donato nel 1564 alla Repubblica della Serenissima, divenne residenza di Paolo II (Pietro Barbo 1464-147) l’area diventa un importante nodo urbano, collegamento tra la via papalis che collegava San Pietro con il Laterano e la via Lata proveniente dalla porta del Popolo, che attraversava il settore settentrionale della città. Con il trasferimento dal Testaccio della corsa dei barberi, l’evento più seguito del Carnevale romano, la piazza diviene la meta della celebre competizione che, partendo da piazza del Popolo, attraversava la via Lata (detta per questo il Corso), per giungere nello spazio antistante il palazzo Venezia, dove la corsa si concludeva con la ripresa dei cavalli. L’aspetto attuale della piazza risale ai lavori successivi al 1885, quando per la costruzione del monumento a Vittorio Emanuele II, venne demolito il tessuto urbano medievale e rinascimentale dell’area: sul Campidoglio furono abbattuti la torre di Paolo III (Alessandro Farnese 1534-1549), il palazzetto e il monastero dell’Aracoeli; sul lato sud della piazza il palazzetto Venezia venne smontato e ricostruito a lato della basilica di San Marco; sul lato est, per permettere la costruzione del palazzo delle Assicurazioni Generali, concepito come una quinta simmetrica a Palazzo Venezia, i palazzi Paracciani-Nepoti, Del Nero-Bolognetti-Torlonia e Frangipane-Vincenzi vennero demoliti. Scomparvero via dei Barberi e via della Pedacchia mentre restarono invariati i lati ovest (Palazzo Venezia) e nord (Via del Corso) della piazza.

Durante il fascismo fu la sede di rappresentanza del capo del governo: il balcone sulla piazza divenne celebre per i discorsi di Mussolini e la piazza stessa utilizzata per le adunate del regime.

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La piazza, che prende il nome dal palazzo Venezia si trova tra le attuali via del Corso e via dei Fori Imperiali. Nella Roma del Rinascimento quando palazzo Venezia, eretto nel 1455 e donato nel 1564 alla Repubblica della Serenissima, divenne residenza di Paolo II (Pietro Barbo 1464-147) l’area diventa un importante nodo urbano, collegamento tra la via papalis che collegava San Pietro con il Laterano e la via Lata proveniente dalla porta del Popolo, che attraversava il settore settentrionale della città. Con il trasferimento dal Testaccio della corsa dei barberi, l’evento più seguito del Carnevale romano, la piazza diviene la meta della celebre competizione che, partendo da piazza del Popolo, attraversava la via Lata (detta per questo il Corso), per giungere nello spazio antistante il palazzo Venezia, dove la corsa si concludeva con la ripresa dei cavalli. L’aspetto attuale della piazza risale ai lavori successivi al 1885, quando per la costruzione del monumento a Vittorio Emanuele II, venne demolito il tessuto urbano medievale e rinascimentale dell’area: sul Campidoglio furono abbattuti la torre di Paolo III (Alessandro Farnese 1534-1549), il palazzetto e il monastero dell’Aracoeli; sul lato sud della piazza il palazzetto Venezia venne smontato e ricostruito a lato della basilica di San Marco; sul lato est, per permettere la costruzione del palazzo delle Assicurazioni Generali, concepito come una quinta simmetrica a Palazzo Venezia, i palazzi Paracciani-Nepoti, Del Nero-Bolognetti-Torlonia e Frangipane-Vincenzi vennero demoliti. Scomparvero via dei Barberi e via della Pedacchia mentre restarono invariati i lati ovest (Palazzo Venezia) e nord (Via del Corso) della piazza.

Durante il fascismo fu la sede di rappresentanza del capo del governo: il balcone sulla piazza divenne celebre per i discorsi di Mussolini e la piazza stessa utilizzata per le adunate del regime.

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La piazza, che prende il nome dal palazzo Venezia si trova tra le attuali via del Corso e via dei Fori Imperiali. Nella Roma del Rinascimento quando palazzo Venezia, eretto nel 1455 e donato nel 1564 alla Repubblica della Serenissima, divenne residenza di Paolo II (Pietro Barbo 1464-147) l’area diventa un importante nodo urbano, collegamento tra la via papalis che collegava San Pietro con il Laterano e la via Lata proveniente dalla porta del Popolo, che attraversava il settore settentrionale della città. Con il trasferimento dal Testaccio della corsa dei barberi, l’evento più seguito del Carnevale romano, la piazza diviene la meta della celebre competizione che, partendo da piazza del Popolo, attraversava la via Lata (detta per questo il Corso), per giungere nello spazio antistante il palazzo Venezia, dove la corsa si concludeva con la ripresa dei cavalli. L’aspetto attuale della piazza risale ai lavori successivi al 1885, quando per la costruzione del monumento a Vittorio Emanuele II, venne demolito il tessuto urbano medievale e rinascimentale dell’area: sul Campidoglio furono abbattuti la torre di Paolo III (Alessandro Farnese 1534-1549), il palazzetto e il monastero dell’Aracoeli; sul lato sud della piazza il palazzetto Venezia venne smontato e ricostruito a lato della basilica di San Marco; sul lato est, per permettere la costruzione del palazzo delle Assicurazioni Generali, concepito come una quinta simmetrica a Palazzo Venezia, i palazzi Paracciani-Nepoti, Del Nero-Bolognetti-Torlonia e Frangipane-Vincenzi vennero demoliti. Scomparvero via dei Barberi e via della Pedacchia mentre restarono invariati i lati ovest (Palazzo Venezia) e nord (Via del Corso) della piazza.

Durante il fascismo fu la sede di rappresentanza del capo del governo: il balcone sulla piazza divenne celebre per i discorsi di Mussolini e la piazza stessa utilizzata per le adunate del regime.

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