Ponte Neroniano o Trionfale

Ponte Neroniano o Trionfale, Roma

Gli scarsi resti che affiorano, quando il Tevere è in secca, al di sotto del ponte Vittorio Emanuele II appartengono all’antico ponte trionfale o neroniano che la tradizione vuole attribuire all’imperatore per il collegamento tra la città e i possedimenti di famiglia sulla riva destra, tra i quali la villa della madre Agrippina. Alcuni riferiscono la costruzione del ponte a Caligola, mettendolo in relazione con le opere pubbliche che l’imperatore progettò nell’Ager Vaticanus, come il celebre Circo poi completato da Nerone in corrispondenza della basilica di San Pietro. La denominazione erudita di ponte trionfale, per la prossimità con la via Trionfale che correva a nord, risale forse al XVI secolo.

Il ponte doveva attraversare il Tevere in corrispondenza dell’attuale ponte Vittorio Emanuele II, ma con una inclinazione lievemente divergente. Poco si sa della vita del monumento, presto danneggiato dalle piene del fiume, tanto non essere più utilizzabile nel VI secolo ai tempi della Guerra Gotica. Papa Giulio II (Giuliano della Rovere 1503-1513) pensò di restaurarlo e di collegarlo a via Giulia in costruzione, ma il progetto non venne mai realizzato.

Soggetto a volte rappresentato nelle vedute seicentesche e settecentesche, nel XIX secolo fu parzialmente demolito perché gli avanzi dei piloni costituivano un ostacolo alla navigazione fluviale.

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Gli scarsi resti che affiorano, quando il Tevere è in secca, al di sotto del ponte Vittorio Emanuele II appartengono all’antico ponte trionfale o neroniano che la tradizione vuole attribuire all’imperatore per il collegamento tra la città e i possedimenti di famiglia sulla riva destra, tra i quali la villa della madre Agrippina. Alcuni riferiscono la costruzione del ponte a Caligola, mettendolo in relazione con le opere pubbliche che l’imperatore progettò nell’Ager Vaticanus, come il celebre Circo poi completato da Nerone in corrispondenza della basilica di San Pietro. La denominazione erudita di ponte trionfale, per la prossimità con la via Trionfale che correva a nord, risale forse al XVI secolo.

Il ponte doveva attraversare il Tevere in corrispondenza dell’attuale ponte Vittorio Emanuele II, ma con una inclinazione lievemente divergente. Poco si sa della vita del monumento, presto danneggiato dalle piene del fiume, tanto non essere più utilizzabile nel VI secolo ai tempi della Guerra Gotica. Papa Giulio II (Giuliano della Rovere 1503-1513) pensò di restaurarlo e di collegarlo a via Giulia in costruzione, ma il progetto non venne mai realizzato.

Soggetto a volte rappresentato nelle vedute seicentesche e settecentesche, nel XIX secolo fu parzialmente demolito perché gli avanzi dei piloni costituivano un ostacolo alla navigazione fluviale.

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Gli scarsi resti che affiorano, quando il Tevere è in secca, al di sotto del ponte Vittorio Emanuele II appartengono all’antico ponte trionfale o neroniano che la tradizione vuole attribuire all’imperatore per il collegamento tra la città e i possedimenti di famiglia sulla riva destra, tra i quali la villa della madre Agrippina. Alcuni riferiscono la costruzione del ponte a Caligola, mettendolo in relazione con le opere pubbliche che l’imperatore progettò nell’Ager Vaticanus, come il celebre Circo poi completato da Nerone in corrispondenza della basilica di San Pietro. La denominazione erudita di ponte trionfale, per la prossimità con la via Trionfale che correva a nord, risale forse al XVI secolo.

Il ponte doveva attraversare il Tevere in corrispondenza dell’attuale ponte Vittorio Emanuele II, ma con una inclinazione lievemente divergente. Poco si sa della vita del monumento, presto danneggiato dalle piene del fiume, tanto non essere più utilizzabile nel VI secolo ai tempi della Guerra Gotica. Papa Giulio II (Giuliano della Rovere 1503-1513) pensò di restaurarlo e di collegarlo a via Giulia in costruzione, ma il progetto non venne mai realizzato.

Soggetto a volte rappresentato nelle vedute seicentesche e settecentesche, nel XIX secolo fu parzialmente demolito perché gli avanzi dei piloni costituivano un ostacolo alla navigazione fluviale.

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