Ponte Sant'Angelo

Ponte S.Angelo, Roma

Ponte Sant’Angelo, costruito in peperino e rivestito di travertino, aveva tre arcate di cui una chiamata testicolare, a cui si accedeva mediante rampe dalla riva. Le rampe erano a loro volta sostenute da tre arcate minori sulla riva sinistra e da due sulla riva destra, verso il mausoleo di Adriano; le rampe furono distrutte nel 1893 per adattare il ponte alla distanza obbligata dai muraglioni. Nel VI secolo durante il papato di Gregorio Magno, prese il nome di "ponte Sant'Angelo" dal Castel Sant'Angelo, ma era altresì noto come “ponte di San Pietro” perché luogo di transito per i pellegrini diretti alla Basilica del Santo. Nel 1448 circa assunse un aspetto piuttosto lugubre per via dell'esposizione dei corpi dei condannati a morte, ciondolanti dalle forche issate sul ponte stesso, a simbolo di giustizia. Durante il giubileo del 1450 le balaustre del ponte cedettero per la gran calca dei pellegrini, provocando la morte di molte persone. L’episodio fu all’origine dei lavori che portarono all’abbattimento di alcune case alla testata del ponte per consentire un maggiore spazio per il deflusso delle persone. Nel 1535 papa Clemente VII fece collocare all'ingresso del ponte le statue di San Pietro e San Paolo a cui furono successivamente aggiunte altre statue raffiguranti i quattro evangelisti e i patriarchi Adamo, Noè, Abramo e Mosè. Nel 1669 papa Clemente IX fece realizzare un nuovo parapetto, disegnato dal Bernini, sopra il quale furono collocate dieci statue raffiguranti Angeli che portano gli strumenti della Passione. L'Angelo con il Cartiglio e l'Angelo con la Corona di Spine sono copie degli originali, trasportati nel 1700 dal Cardinale Rospigliosi nella basilica di Sant’Andrea delle Fratte.

Il ponte

Ponte Sant’Angelo, costruito in peperino e rivestito di travertino, aveva tre arcate di cui una chiamata testicolare, a cui si accedeva mediante rampe dalla riva. Le rampe erano a loro volta sostenute da tre arcate minori sulla riva sinistra e da due sulla riva destra, verso il mausoleo di Adriano; le rampe furono distrutte nel 1893 per adattare il ponte alla distanza obbligata dai muraglioni. Nel VI secolo durante il papato di Gregorio Magno, prese il nome di "ponte Sant'Angelo" dal Castel Sant'Angelo, ma era altresì noto come “ponte di San Pietro” perché luogo di transito per i pellegrini diretti alla Basilica del Santo. Nel 1448 circa assunse un aspetto piuttosto lugubre per via dell'esposizione dei corpi dei condannati a morte, ciondolanti dalle forche issate sul ponte stesso, a simbolo di giustizia. Durante il giubileo del 1450 le balaustre del ponte cedettero per la gran calca dei pellegrini, provocando la morte di molte persone. L’episodio fu all’origine dei lavori che portarono all’abbattimento di alcune case alla testata del ponte per consentire un maggiore spazio per il deflusso delle persone. Nel 1535 papa Clemente VII fece collocare all'ingresso del ponte le statue di San Pietro e San Paolo a cui furono successivamente aggiunte altre statue raffiguranti i quattro evangelisti e i patriarchi Adamo, Noè, Abramo e Mosè. Nel 1669 papa Clemente IX fece realizzare un nuovo parapetto, disegnato dal Bernini, sopra il quale furono collocate dieci statue raffiguranti Angeli che portano gli strumenti della Passione. L'Angelo con il Cartiglio e l'Angelo con la Corona di Spine sono copie degli originali, trasportati nel 1700 dal Cardinale Rospigliosi nella basilica di Sant’Andrea delle Fratte.

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Ponte Sant’Angelo, costruito in peperino e rivestito di travertino, aveva tre arcate di cui una chiamata testicolare, a cui si accedeva mediante rampe dalla riva. Le rampe erano a loro volta sostenute da tre arcate minori sulla riva sinistra e da due sulla riva destra, verso il mausoleo di Adriano; le rampe furono distrutte nel 1893 per adattare il ponte alla distanza obbligata dai muraglioni. Nel VI secolo durante il papato di Gregorio Magno, prese il nome di "ponte Sant'Angelo" dal Castel Sant'Angelo, ma era altresì noto come “ponte di San Pietro” perché luogo di transito per i pellegrini diretti alla Basilica del Santo. Nel 1448 circa assunse un aspetto piuttosto lugubre per via dell'esposizione dei corpi dei condannati a morte, ciondolanti dalle forche issate sul ponte stesso, a simbolo di giustizia. Durante il giubileo del 1450 le balaustre del ponte cedettero per la gran calca dei pellegrini, provocando la morte di molte persone. L’episodio fu all’origine dei lavori che portarono all’abbattimento di alcune case alla testata del ponte per consentire un maggiore spazio per il deflusso delle persone. Nel 1535 papa Clemente VII fece collocare all'ingresso del ponte le statue di San Pietro e San Paolo a cui furono successivamente aggiunte altre statue raffiguranti i quattro evangelisti e i patriarchi Adamo, Noè, Abramo e Mosè. Nel 1669 papa Clemente IX fece realizzare un nuovo parapetto, disegnato dal Bernini, sopra il quale furono collocate dieci statue raffiguranti Angeli che portano gli strumenti della Passione. L'Angelo con il Cartiglio e l'Angelo con la Corona di Spine sono copie degli originali, trasportati nel 1700 dal Cardinale Rospigliosi nella basilica di Sant’Andrea delle Fratte.

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