Ponte Vittorio Emanuele II

Ponte Vittorio Emanuele II, Roma

Il notevole incremento della popolazione di Prati di Castello nella Roma post unitaria aveva reso Ponte Sant’Angelo insufficiente. I lavori per il nuovo ponte, che doveva collegare il nuovo asse di Corso Vittorio Emanuele II con il Rione Borgo e Vaticano, iniziarono nel 1889 ma furono subito interrotti e ripresi nel 1908. La proposta del Vescovali del 1886 di una struttura in ferro fu rifiutata, accogliendo invece quella in muratura di Ennio De Rossi, che prevedeva l’impiego di circa 5000 metri cubi di travertino.

In attesa della nuova realizzazione, si rese necessaria la costruzione di una struttura provvisoria, in ferro, tra Ponte Sant’ Angelo e il futuro Ponte Vittorio Emanuele II, detta Ponte degli Alari, che durò fino al 1912.La struttura in travertino di ponte Vittorio Emanuele II è costituita da tre arcate ribassate. Nel 1909 un concorso pubblico affidò l’esecuzione di quattro Vittorie in bronzo e dei gruppi scultorei delle pile e delle testate che dovevano rappresentare le virtù del re d’Italia: la fedeltà allo Statuto (Giuseppe Romagnoli), il valore militare (Italo Griselli), il trionfo politico (Giovanni Nicolini), il padre della patria (Cesare Reduzzi). Una inaugurazione “provvisoria” nel 1911, per rispettare il cinquantenario, precedette quella definitiva dell’anno successivo, a causa dei ritardi delle decorazioni scultoree.

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Il notevole incremento della popolazione di Prati di Castello nella Roma post unitaria aveva reso Ponte Sant’Angelo insufficiente. I lavori per il nuovo ponte, che doveva collegare il nuovo asse di Corso Vittorio Emanuele II con il Rione Borgo e Vaticano, iniziarono nel 1889 ma furono subito interrotti e ripresi nel 1908. La proposta del Vescovali del 1886 di una struttura in ferro fu rifiutata, accogliendo invece quella in muratura di Ennio De Rossi, che prevedeva l’impiego di circa 5000 metri cubi di travertino.

In attesa della nuova realizzazione, si rese necessaria la costruzione di una struttura provvisoria, in ferro, tra Ponte Sant’ Angelo e il futuro Ponte Vittorio Emanuele II, detta Ponte degli Alari, che durò fino al 1912.La struttura in travertino di ponte Vittorio Emanuele II è costituita da tre arcate ribassate. Nel 1909 un concorso pubblico affidò l’esecuzione di quattro Vittorie in bronzo e dei gruppi scultorei delle pile e delle testate che dovevano rappresentare le virtù del re d’Italia: la fedeltà allo Statuto (Giuseppe Romagnoli), il valore militare (Italo Griselli), il trionfo politico (Giovanni Nicolini), il padre della patria (Cesare Reduzzi). Una inaugurazione “provvisoria” nel 1911, per rispettare il cinquantenario, precedette quella definitiva dell’anno successivo, a causa dei ritardi delle decorazioni scultoree.

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Il notevole incremento della popolazione di Prati di Castello nella Roma post unitaria aveva reso Ponte Sant’Angelo insufficiente. I lavori per il nuovo ponte, che doveva collegare il nuovo asse di Corso Vittorio Emanuele II con il Rione Borgo e Vaticano, iniziarono nel 1889 ma furono subito interrotti e ripresi nel 1908. La proposta del Vescovali del 1886 di una struttura in ferro fu rifiutata, accogliendo invece quella in muratura di Ennio De Rossi, che prevedeva l’impiego di circa 5000 metri cubi di travertino.

In attesa della nuova realizzazione, si rese necessaria la costruzione di una struttura provvisoria, in ferro, tra Ponte Sant’ Angelo e il futuro Ponte Vittorio Emanuele II, detta Ponte degli Alari, che durò fino al 1912.La struttura in travertino di ponte Vittorio Emanuele II è costituita da tre arcate ribassate. Nel 1909 un concorso pubblico affidò l’esecuzione di quattro Vittorie in bronzo e dei gruppi scultorei delle pile e delle testate che dovevano rappresentare le virtù del re d’Italia: la fedeltà allo Statuto (Giuseppe Romagnoli), il valore militare (Italo Griselli), il trionfo politico (Giovanni Nicolini), il padre della patria (Cesare Reduzzi). Una inaugurazione “provvisoria” nel 1911, per rispettare il cinquantenario, precedette quella definitiva dell’anno successivo, a causa dei ritardi delle decorazioni scultoree.

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