Porta Angelica

Via di Porta Angelica, Roma

La Porta Angelica, realizzata nel 1563 e oggi scomparsa, faceva parte del complesso difensivo delle mura Leonine, e fu aperta in un punto che poteva essere facilmente raggiunto dalle artiglierie del Belvedere. Si trovava tra viale dei Bastioni di Michelangelo, Piazza Risorgimento e via di Porta Angelica: quest’ultima metteva in comunicazione la porta con il Ponte Milvio. Essa rappresentava l’entrata alla città per i pellegrini che provenivano da nord attraverso le vie Flaminia e Cassia. L’ingresso monumentale, ad unico fornice e in bugnato, prese il nome da Giovan Angelo de’ Medici, papa Pio IV (1559-65), che la fece ricostruire e vi pose un’iscrizione, il suo stemma e due angeli ancora visibili lungo il muro in via Bastioni di Michelangelo, dove sono incastonati alcuni resti. La ricostruzione della porta fu completata con la creazione del nuovo asse di via Angelica in direzione di ponte Milvio.

La porta fu concessa in appalto a privati, per la maggior parte imparentati con le famiglie dei papi, che avevano il compito di riscuotere il pedaggio per il transito. Nel XVIII secolo sulla sommità venivano esposte le teste dei condannati racchiuse in gabbie di ferro: tale usanza fu interrotta per volere del Papa nel 1840. La porta e il tratto di mura leonine fino a Castel Sant’Angelo furono abbattute nel 1888 durante i lavori di ammodernamento del Rione Borgo.

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La Porta Angelica, realizzata nel 1563 e oggi scomparsa, faceva parte del complesso difensivo delle mura Leonine, e fu aperta in un punto che poteva essere facilmente raggiunto dalle artiglierie del Belvedere. Si trovava tra viale dei Bastioni di Michelangelo, Piazza Risorgimento e via di Porta Angelica: quest’ultima metteva in comunicazione la porta con il Ponte Milvio. Essa rappresentava l’entrata alla città per i pellegrini che provenivano da nord attraverso le vie Flaminia e Cassia. L’ingresso monumentale, ad unico fornice e in bugnato, prese il nome da Giovan Angelo de’ Medici, papa Pio IV (1559-65), che la fece ricostruire e vi pose un’iscrizione, il suo stemma e due angeli ancora visibili lungo il muro in via Bastioni di Michelangelo, dove sono incastonati alcuni resti. La ricostruzione della porta fu completata con la creazione del nuovo asse di via Angelica in direzione di ponte Milvio.

La porta fu concessa in appalto a privati, per la maggior parte imparentati con le famiglie dei papi, che avevano il compito di riscuotere il pedaggio per il transito. Nel XVIII secolo sulla sommità venivano esposte le teste dei condannati racchiuse in gabbie di ferro: tale usanza fu interrotta per volere del Papa nel 1840. La porta e il tratto di mura leonine fino a Castel Sant’Angelo furono abbattute nel 1888 durante i lavori di ammodernamento del Rione Borgo.

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La Porta Angelica, realizzata nel 1563 e oggi scomparsa, faceva parte del complesso difensivo delle mura Leonine, e fu aperta in un punto che poteva essere facilmente raggiunto dalle artiglierie del Belvedere. Si trovava tra viale dei Bastioni di Michelangelo, Piazza Risorgimento e via di Porta Angelica: quest’ultima metteva in comunicazione la porta con il Ponte Milvio. Essa rappresentava l’entrata alla città per i pellegrini che provenivano da nord attraverso le vie Flaminia e Cassia. L’ingresso monumentale, ad unico fornice e in bugnato, prese il nome da Giovan Angelo de’ Medici, papa Pio IV (1559-65), che la fece ricostruire e vi pose un’iscrizione, il suo stemma e due angeli ancora visibili lungo il muro in via Bastioni di Michelangelo, dove sono incastonati alcuni resti. La ricostruzione della porta fu completata con la creazione del nuovo asse di via Angelica in direzione di ponte Milvio.

La porta fu concessa in appalto a privati, per la maggior parte imparentati con le famiglie dei papi, che avevano il compito di riscuotere il pedaggio per il transito. Nel XVIII secolo sulla sommità venivano esposte le teste dei condannati racchiuse in gabbie di ferro: tale usanza fu interrotta per volere del Papa nel 1840. La porta e il tratto di mura leonine fino a Castel Sant’Angelo furono abbattute nel 1888 durante i lavori di ammodernamento del Rione Borgo.

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