Porta Cornelia

Lungotevere Castello, Roma

La porta Cornelia, oggi non più conservata, doveva essere collocata sulla riva destra del Tevere, presso l’angolo sud-orientale del mausoleo di Adriano e protetta da uno dei suoi torrioni. L’accesso era in corrispondenza dell’antica via Cornelia (ricalcata in parte dall’odierna via della Conciliazione), proveniente dalla testata del ponte Elio (oggi ponte Sant’Angelo). Non si hanno notizie certe sulla porta, forse secondaria già nelle fortificazioni Aureliane e collocata all’interno di una delle ali che collegavano il mausoleo di Adriano al ponte Elio. Doveva essere compresa nelle sistemazioni onoriane degli inizi del V secolo che inglobarono nel circuito delle mura il Vaticano, originariamente escluso dalle mura Aureliane del III secolo.

Talvolta ricordata anche come porta Aurelia, perché qui si innestava la via Aurelia nova, va distinta dalla vera porta Aurelia sul Gianicolo (l’attuale porta San Pancrazio) presso la via Aurelia vetus. Con l’età tardoantica assunse il nome di porta Sancti Petri, perché passaggio privilegiato per raggiungere la tomba di Pietro e la basilica, cui era collegata da un lungo portico, ricordato nel VI secolo da Procopio di Cesarea, storico e consigliere di Belisario.

Non ci sono elementi certi sulla fisionomia della porta originaria. Una rappresentazione anteriore all’intervento di sistemazione di Alessandro VI (Rodrigo Borgia 1492-1503) mostra un passaggio architravato, con una croce ed immagini sacre, ma dopo le modifiche della fine del XV secolo è rappresentata nel 1493 come passaggio ad arco con merli e bugnato.

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La porta Cornelia, oggi non più conservata, doveva essere collocata sulla riva destra del Tevere, presso l’angolo sud-orientale del mausoleo di Adriano e protetta da uno dei suoi torrioni. L’accesso era in corrispondenza dell’antica via Cornelia (ricalcata in parte dall’odierna via della Conciliazione), proveniente dalla testata del ponte Elio (oggi ponte Sant’Angelo). Non si hanno notizie certe sulla porta, forse secondaria già nelle fortificazioni Aureliane e collocata all’interno di una delle ali che collegavano il mausoleo di Adriano al ponte Elio. Doveva essere compresa nelle sistemazioni onoriane degli inizi del V secolo che inglobarono nel circuito delle mura il Vaticano, originariamente escluso dalle mura Aureliane del III secolo.

Talvolta ricordata anche come porta Aurelia, perché qui si innestava la via Aurelia nova, va distinta dalla vera porta Aurelia sul Gianicolo (l’attuale porta San Pancrazio) presso la via Aurelia vetus. Con l’età tardoantica assunse il nome di porta Sancti Petri, perché passaggio privilegiato per raggiungere la tomba di Pietro e la basilica, cui era collegata da un lungo portico, ricordato nel VI secolo da Procopio di Cesarea, storico e consigliere di Belisario.

Non ci sono elementi certi sulla fisionomia della porta originaria. Una rappresentazione anteriore all’intervento di sistemazione di Alessandro VI (Rodrigo Borgia 1492-1503) mostra un passaggio architravato, con una croce ed immagini sacre, ma dopo le modifiche della fine del XV secolo è rappresentata nel 1493 come passaggio ad arco con merli e bugnato.

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La porta Cornelia, oggi non più conservata, doveva essere collocata sulla riva destra del Tevere, presso l’angolo sud-orientale del mausoleo di Adriano e protetta da uno dei suoi torrioni. L’accesso era in corrispondenza dell’antica via Cornelia (ricalcata in parte dall’odierna via della Conciliazione), proveniente dalla testata del ponte Elio (oggi ponte Sant’Angelo). Non si hanno notizie certe sulla porta, forse secondaria già nelle fortificazioni Aureliane e collocata all’interno di una delle ali che collegavano il mausoleo di Adriano al ponte Elio. Doveva essere compresa nelle sistemazioni onoriane degli inizi del V secolo che inglobarono nel circuito delle mura il Vaticano, originariamente escluso dalle mura Aureliane del III secolo.

Talvolta ricordata anche come porta Aurelia, perché qui si innestava la via Aurelia nova, va distinta dalla vera porta Aurelia sul Gianicolo (l’attuale porta San Pancrazio) presso la via Aurelia vetus. Con l’età tardoantica assunse il nome di porta Sancti Petri, perché passaggio privilegiato per raggiungere la tomba di Pietro e la basilica, cui era collegata da un lungo portico, ricordato nel VI secolo da Procopio di Cesarea, storico e consigliere di Belisario.

Non ci sono elementi certi sulla fisionomia della porta originaria. Una rappresentazione anteriore all’intervento di sistemazione di Alessandro VI (Rodrigo Borgia 1492-1503) mostra un passaggio architravato, con una croce ed immagini sacre, ma dopo le modifiche della fine del XV secolo è rappresentata nel 1493 come passaggio ad arco con merli e bugnato.

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