Porta Fontinalis

Costruite da Servio Tullio alla metà del VI secolo a.C., le mura serviane subirono ampliamenti e risistemazioni sostanziali nel IV secolo a.C. quando la cinta più antica in cappellaccio fu sostituita con quella in opera quadrata di blocchi di tufo giallo, della quale sono conservati alcuni tratti. Resta ancora incerta la collocazione della antica porta Fontinalis, appartenente al circuito delle mura serviane, il cui nome sarebbe legato al tempio di Fons situato all’esterno della porta. Presso il Museo del Risorgimento, sul lato orientale, fu messa in luce agli inizi del Novecento, in occasione dei lavori per il Vittoriano, una struttura in blocchi squadrati di tufo di Grotta Oscura, che è stata collegata ai resti della porta Fontinalis. Secondo alcune ipotesi la porta sarebbe forse identificabile il sito dove nell’Ottocento era localizzata la più antica Ratumena. La porta Fontinalis, dalla quale aveva origine il tratto urbano della via Flaminia (via Lata, corrispondente all’attuale via del Corso), si aprirebbe al termine del clivus Lautumiarum (più tardi noto come clivus Argentarius) proveniente dal Foro romano. Altre ipotesi collocano la porta sul lato opposto dell’Altare della Patria. Lo storico Tito Livio menziona il portico, costruito nel 193 a.C., che collegava la porta Fontinalis all’Ara Martis nel Campo Marzio e Tacito la ricorda molto vicina al Foro.

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Costruite da Servio Tullio alla metà del VI secolo a.C., le mura serviane subirono ampliamenti e risistemazioni sostanziali nel IV secolo a.C. quando la cinta più antica in cappellaccio fu sostituita con quella in opera quadrata di blocchi di tufo giallo, della quale sono conservati alcuni tratti. Resta ancora incerta la collocazione della antica porta Fontinalis, appartenente al circuito delle mura serviane, il cui nome sarebbe legato al tempio di Fons situato all’esterno della porta. Presso il Museo del Risorgimento, sul lato orientale, fu messa in luce agli inizi del Novecento, in occasione dei lavori per il Vittoriano, una struttura in blocchi squadrati di tufo di Grotta Oscura, che è stata collegata ai resti della porta Fontinalis. Secondo alcune ipotesi la porta sarebbe forse identificabile il sito dove nell’Ottocento era localizzata la più antica Ratumena. La porta Fontinalis, dalla quale aveva origine il tratto urbano della via Flaminia (via Lata, corrispondente all’attuale via del Corso), si aprirebbe al termine del clivus Lautumiarum (più tardi noto come clivus Argentarius) proveniente dal Foro romano. Altre ipotesi collocano la porta sul lato opposto dell’Altare della Patria. Lo storico Tito Livio menziona il portico, costruito nel 193 a.C., che collegava la porta Fontinalis all’Ara Martis nel Campo Marzio e Tacito la ricorda molto vicina al Foro.

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Costruite da Servio Tullio alla metà del VI secolo a.C., le mura serviane subirono ampliamenti e risistemazioni sostanziali nel IV secolo a.C. quando la cinta più antica in cappellaccio fu sostituita con quella in opera quadrata di blocchi di tufo giallo, della quale sono conservati alcuni tratti. Resta ancora incerta la collocazione della antica porta Fontinalis, appartenente al circuito delle mura serviane, il cui nome sarebbe legato al tempio di Fons situato all’esterno della porta. Presso il Museo del Risorgimento, sul lato orientale, fu messa in luce agli inizi del Novecento, in occasione dei lavori per il Vittoriano, una struttura in blocchi squadrati di tufo di Grotta Oscura, che è stata collegata ai resti della porta Fontinalis. Secondo alcune ipotesi la porta sarebbe forse identificabile il sito dove nell’Ottocento era localizzata la più antica Ratumena. La porta Fontinalis, dalla quale aveva origine il tratto urbano della via Flaminia (via Lata, corrispondente all’attuale via del Corso), si aprirebbe al termine del clivus Lautumiarum (più tardi noto come clivus Argentarius) proveniente dal Foro romano. Altre ipotesi collocano la porta sul lato opposto dell’Altare della Patria. Lo storico Tito Livio menziona il portico, costruito nel 193 a.C., che collegava la porta Fontinalis all’Ara Martis nel Campo Marzio e Tacito la ricorda molto vicina al Foro.

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