Porticus Minucia Frumentaria

Via delle Botteghe Oscure, 26 Roma

I resti venuti in luce con i lavori del 1938 per l’ampliamento di via delle Botteghe Oscure, portarono alla scoperta dei resti monumentali di un tempio che gli studi specialistici hanno potuto in seguito riconoscere nel Tempio delle Ninfe. La sua ubicazione era al centro di un ampio quadriportico, identificato nella Porticus Minucia Frumentaria. Delle due Porticus Minuciae dell’antica Roma, la Frumentaria venne costruita da Domiziano per le distribuzioni di grano alla plebe e ad integrazione della Porticus Minucia Vetus (identificata presso l’Area Sacra di largo Argentina) che assolveva la stessa funzione in precedenza. Il complesso risalente ad epoca repubblicana, fu quindi ricostruito da Domiziano dopo l’incendio che nell’80 d.C. devastò questo settore del Campo Marzio. Resti della piazza pavimentata in lastre di travertino sono visibili nella piccola area archeologica su via delle Botteghe Oscure, dove fanno da quinta due delle colonne, in rocchi di peperino ricoperti da intonaco, relativi alla peristasi meridionale del tempio (ricostruite negli anni 1950). Nelle cantine di uno stabile su via Celsa si conservano anche parte della cella, con muri in opera laterizia, dove sul fondo è un alto basamento per i simulacri del culto.Le fasi più tarde di frequentazione del monumento sono da assegnare all’inizio del V secolo, epoca in cui l’edificio venne abbandonato, forse anche in seguito al terremoto del 408 d.C., e usato in parte come cava di materiali. Già a partire dal secolo successivo alcuni settori del monumento furono recuperati per l’impianto di nuovi edifici, tra i quali è lo Xenodochium Aniciorum, complesso con funzioni di ricovero e assistenziali destinato ad accogliere i pellegrini in visita alla città.

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I resti venuti in luce con i lavori del 1938 per l’ampliamento di via delle Botteghe Oscure, portarono alla scoperta dei resti monumentali di un tempio che gli studi specialistici hanno potuto in seguito riconoscere nel Tempio delle Ninfe. La sua ubicazione era al centro di un ampio quadriportico, identificato nella Porticus Minucia Frumentaria. Delle due Porticus Minuciae dell’antica Roma, la Frumentaria venne costruita da Domiziano per le distribuzioni di grano alla plebe e ad integrazione della Porticus Minucia Vetus (identificata presso l’Area Sacra di largo Argentina) che assolveva la stessa funzione in precedenza. Il complesso risalente ad epoca repubblicana, fu quindi ricostruito da Domiziano dopo l’incendio che nell’80 d.C. devastò questo settore del Campo Marzio. Resti della piazza pavimentata in lastre di travertino sono visibili nella piccola area archeologica su via delle Botteghe Oscure, dove fanno da quinta due delle colonne, in rocchi di peperino ricoperti da intonaco, relativi alla peristasi meridionale del tempio (ricostruite negli anni 1950). Nelle cantine di uno stabile su via Celsa si conservano anche parte della cella, con muri in opera laterizia, dove sul fondo è un alto basamento per i simulacri del culto.Le fasi più tarde di frequentazione del monumento sono da assegnare all’inizio del V secolo, epoca in cui l’edificio venne abbandonato, forse anche in seguito al terremoto del 408 d.C., e usato in parte come cava di materiali. Già a partire dal secolo successivo alcuni settori del monumento furono recuperati per l’impianto di nuovi edifici, tra i quali è lo Xenodochium Aniciorum, complesso con funzioni di ricovero e assistenziali destinato ad accogliere i pellegrini in visita alla città.

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I resti venuti in luce con i lavori del 1938 per l’ampliamento di via delle Botteghe Oscure, portarono alla scoperta dei resti monumentali di un tempio che gli studi specialistici hanno potuto in seguito riconoscere nel Tempio delle Ninfe. La sua ubicazione era al centro di un ampio quadriportico, identificato nella Porticus Minucia Frumentaria. Delle due Porticus Minuciae dell’antica Roma, la Frumentaria venne costruita da Domiziano per le distribuzioni di grano alla plebe e ad integrazione della Porticus Minucia Vetus (identificata presso l’Area Sacra di largo Argentina) che assolveva la stessa funzione in precedenza. Il complesso risalente ad epoca repubblicana, fu quindi ricostruito da Domiziano dopo l’incendio che nell’80 d.C. devastò questo settore del Campo Marzio. Resti della piazza pavimentata in lastre di travertino sono visibili nella piccola area archeologica su via delle Botteghe Oscure, dove fanno da quinta due delle colonne, in rocchi di peperino ricoperti da intonaco, relativi alla peristasi meridionale del tempio (ricostruite negli anni 1950). Nelle cantine di uno stabile su via Celsa si conservano anche parte della cella, con muri in opera laterizia, dove sul fondo è un alto basamento per i simulacri del culto.Le fasi più tarde di frequentazione del monumento sono da assegnare all’inizio del V secolo, epoca in cui l’edificio venne abbandonato, forse anche in seguito al terremoto del 408 d.C., e usato in parte come cava di materiali. Già a partire dal secolo successivo alcuni settori del monumento furono recuperati per l’impianto di nuovi edifici, tra i quali è lo Xenodochium Aniciorum, complesso con funzioni di ricovero e assistenziali destinato ad accogliere i pellegrini in visita alla città.

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