Porticus Vipsania

Via Minghetti Marco, 10 Roma

Lungo il lato orientale della via Lata (odierna via del Corso), circa all’altezza dell’attuale piazza Colonna, si estendeva il grandioso porticato noto come Porticus Vipsania. L’edificio fu iniziato da Vipsania Polla, sorella di Agrippa, genero di Augusto, e terminata nel 7 a.C. dallo stesso Augusto. L’edificio, un duplice portico colonnato, era collocato alle pendici del Pincio, addossato in parte alle arcate dell’Aqua Virgo, come ricorda il poeta latino Marziale. Resti del portico furono visti nel 1885 durante i lavori per la costruzione della Galleria Sciarra.

Il portico, che ospitava statue e opere d’arte, era noto nell’antichità per la monumentale carta del mondo (Orbis Pictus) che vi era esposta, eseguita per volontà di Agrippa che aveva raccolto i dati per la sua realizzazione, ma completata solo dopo la sua morte del 12 a.C. da Augusto. L’edificio restò in uso almeno fino alla tarda età imperiale. Nel IV secolo il nome del monumento, ricordato dalle fonti documentarie, fu corrotto in Porticus Gypsiani.

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Lungo il lato orientale della via Lata (odierna via del Corso), circa all’altezza dell’attuale piazza Colonna, si estendeva il grandioso porticato noto come Porticus Vipsania. L’edificio fu iniziato da Vipsania Polla, sorella di Agrippa, genero di Augusto, e terminata nel 7 a.C. dallo stesso Augusto. L’edificio, un duplice portico colonnato, era collocato alle pendici del Pincio, addossato in parte alle arcate dell’Aqua Virgo, come ricorda il poeta latino Marziale. Resti del portico furono visti nel 1885 durante i lavori per la costruzione della Galleria Sciarra.

Il portico, che ospitava statue e opere d’arte, era noto nell’antichità per la monumentale carta del mondo (Orbis Pictus) che vi era esposta, eseguita per volontà di Agrippa che aveva raccolto i dati per la sua realizzazione, ma completata solo dopo la sua morte del 12 a.C. da Augusto. L’edificio restò in uso almeno fino alla tarda età imperiale. Nel IV secolo il nome del monumento, ricordato dalle fonti documentarie, fu corrotto in Porticus Gypsiani.

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Lungo il lato orientale della via Lata (odierna via del Corso), circa all’altezza dell’attuale piazza Colonna, si estendeva il grandioso porticato noto come Porticus Vipsania. L’edificio fu iniziato da Vipsania Polla, sorella di Agrippa, genero di Augusto, e terminata nel 7 a.C. dallo stesso Augusto. L’edificio, un duplice portico colonnato, era collocato alle pendici del Pincio, addossato in parte alle arcate dell’Aqua Virgo, come ricorda il poeta latino Marziale. Resti del portico furono visti nel 1885 durante i lavori per la costruzione della Galleria Sciarra.

Il portico, che ospitava statue e opere d’arte, era noto nell’antichità per la monumentale carta del mondo (Orbis Pictus) che vi era esposta, eseguita per volontà di Agrippa che aveva raccolto i dati per la sua realizzazione, ma completata solo dopo la sua morte del 12 a.C. da Augusto. L’edificio restò in uso almeno fino alla tarda età imperiale. Nel IV secolo il nome del monumento, ricordato dalle fonti documentarie, fu corrotto in Porticus Gypsiani.

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