Quartiere degli Spagnoli

Corso Rinascimento, 27 Roma

A partire dall’ascesa di Callisto III (Alonso Borgia 1455-1458), Roma accoglie un numero crescente di Catalani e Valenciani, che rappresentano nel XV secolo il gruppo più consistente degli stranieri a Roma. Si crea così gradualmente un “quartiere spagnolo” che fa perno sul complesso costituito dalla chiesa di San Giacomo degli Spagnoli, chiesa nazionale di Spagna, rinnovata e ampliata per volere di Alessandro VI (Rodrigo Borgia1492-1503) e dall’annesso Ospedale, struttura assistenziale al servizio dei pellegrini spagnoli, che giungevano numerosi nella città per i giubilei. Nelle aree circostanti si moltiplicano i palazzi e le case abitate da prelati, ricchi mercanti e notabili spagnoli, come i de Torres; a palazzo de Cupis soggiorna nel 1503 l’Ambasciatore di Spagna. È a piazza Navona che convergono, dalla metà del 1500 al 1625, le processioni sacre del Santissimo Sacramento nelle quali sfilava tutta la nobiltà spagnola residente a Roma che, a partire da San Giacomo, girava l’intera piazza per poi rientrare in chiesa. Riferimento per la corona Aragonese, la chiesa di Santa Maria di Monserrato, in via Giulia, sorta nel 1518 su un antico Ospizio dei Catalani, sostituirà San Giacomo come chiesa della Nazione Spagnola.

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A partire dall’ascesa di Callisto III (Alonso Borgia 1455-1458), Roma accoglie un numero crescente di Catalani e Valenciani, che rappresentano nel XV secolo il gruppo più consistente degli stranieri a Roma. Si crea così gradualmente un “quartiere spagnolo” che fa perno sul complesso costituito dalla chiesa di San Giacomo degli Spagnoli, chiesa nazionale di Spagna, rinnovata e ampliata per volere di Alessandro VI (Rodrigo Borgia1492-1503) e dall’annesso Ospedale, struttura assistenziale al servizio dei pellegrini spagnoli, che giungevano numerosi nella città per i giubilei. Nelle aree circostanti si moltiplicano i palazzi e le case abitate da prelati, ricchi mercanti e notabili spagnoli, come i de Torres; a palazzo de Cupis soggiorna nel 1503 l’Ambasciatore di Spagna. È a piazza Navona che convergono, dalla metà del 1500 al 1625, le processioni sacre del Santissimo Sacramento nelle quali sfilava tutta la nobiltà spagnola residente a Roma che, a partire da San Giacomo, girava l’intera piazza per poi rientrare in chiesa. Riferimento per la corona Aragonese, la chiesa di Santa Maria di Monserrato, in via Giulia, sorta nel 1518 su un antico Ospizio dei Catalani, sostituirà San Giacomo come chiesa della Nazione Spagnola.

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A partire dall’ascesa di Callisto III (Alonso Borgia 1455-1458), Roma accoglie un numero crescente di Catalani e Valenciani, che rappresentano nel XV secolo il gruppo più consistente degli stranieri a Roma. Si crea così gradualmente un “quartiere spagnolo” che fa perno sul complesso costituito dalla chiesa di San Giacomo degli Spagnoli, chiesa nazionale di Spagna, rinnovata e ampliata per volere di Alessandro VI (Rodrigo Borgia1492-1503) e dall’annesso Ospedale, struttura assistenziale al servizio dei pellegrini spagnoli, che giungevano numerosi nella città per i giubilei. Nelle aree circostanti si moltiplicano i palazzi e le case abitate da prelati, ricchi mercanti e notabili spagnoli, come i de Torres; a palazzo de Cupis soggiorna nel 1503 l’Ambasciatore di Spagna. È a piazza Navona che convergono, dalla metà del 1500 al 1625, le processioni sacre del Santissimo Sacramento nelle quali sfilava tutta la nobiltà spagnola residente a Roma che, a partire da San Giacomo, girava l’intera piazza per poi rientrare in chiesa. Riferimento per la corona Aragonese, la chiesa di Santa Maria di Monserrato, in via Giulia, sorta nel 1518 su un antico Ospizio dei Catalani, sostituirà San Giacomo come chiesa della Nazione Spagnola.

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