Rione Esquilino

Piazza s. Maria Liberatrice, Roma

Il XV rione Esquilino, separato nel 1921 dal rione Monti, si estende tra viale Castrense, via Marsala, piazza Santa Maria Maggiore, via Merulana e il Laterano e ha come stemma un albero e un monte su fondo argento. In età romana la zona, inclusa nella V regio augustea, era occupata da tenute di aristocratici come gli Horti Tauriani, Lolliani, Liciniani, di Mecenate. Dal III secolo, tra il Laterano e Santa Croce in Gerusalemme, sorsero le strutture di una residenza imperiale in seguito ampliata e scelta come dimora da Elena, madre di Costantino (Palazzo Sessoriano). Tra i resti archeologici sono da ricordare il c.d. tempio di Minerva Medica, i Trofei di Mario, le necropoli in via Statilia, tratti delle Mura Serviane e Aureliane, Porta Maggiore. Nel corso del IV secolo sorsero le chiese di Santa Bibiana, San Giovanni in Laterano e Santa Croce in Gerusalemme. Con l’invasione gotica la zona conoscerà una progressiva decadenza e solo grazie a Sisto V (Felice Peretti,1585-1590), avrà inizio una fase di rinnovamento con la realizzazione di una rete viaria che servirà da impulso per l’impianto di ville aristocratiche che fa perno sulla chiesa di Santa Maria Maggiore. Con la costruzione della nuova stazione Termini, a partire dalla fine degli anni Sessanta dell’Ottocento, si determina la linea di sviluppo urbano individuata nel settore orientale della città, che comprende il rione Esquilino, nel piano Regolatore del 1873 con un progetto unitario di espansione.

Il piano regolatore della città portò alla costruzione di grandi complessi abitativi impiantati su isolati regolari separati da vie intersecantesi ad angolo retto, nello schema della lottizzazione per maglie quadrangolari che fa perno su piazza Vittorio Emanuele II. Tra le principali direttrici, via Merulana, che costituisce uno dei limiti del nuovo Rione.

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Il XV rione Esquilino, separato nel 1921 dal rione Monti, si estende tra viale Castrense, via Marsala, piazza Santa Maria Maggiore, via Merulana e il Laterano e ha come stemma un albero e un monte su fondo argento. In età romana la zona, inclusa nella V regio augustea, era occupata da tenute di aristocratici come gli Horti Tauriani, Lolliani, Liciniani, di Mecenate. Dal III secolo, tra il Laterano e Santa Croce in Gerusalemme, sorsero le strutture di una residenza imperiale in seguito ampliata e scelta come dimora da Elena, madre di Costantino (Palazzo Sessoriano). Tra i resti archeologici sono da ricordare il c.d. tempio di Minerva Medica, i Trofei di Mario, le necropoli in via Statilia, tratti delle Mura Serviane e Aureliane, Porta Maggiore. Nel corso del IV secolo sorsero le chiese di Santa Bibiana, San Giovanni in Laterano e Santa Croce in Gerusalemme. Con l’invasione gotica la zona conoscerà una progressiva decadenza e solo grazie a Sisto V (Felice Peretti,1585-1590), avrà inizio una fase di rinnovamento con la realizzazione di una rete viaria che servirà da impulso per l’impianto di ville aristocratiche che fa perno sulla chiesa di Santa Maria Maggiore. Con la costruzione della nuova stazione Termini, a partire dalla fine degli anni Sessanta dell’Ottocento, si determina la linea di sviluppo urbano individuata nel settore orientale della città, che comprende il rione Esquilino, nel piano Regolatore del 1873 con un progetto unitario di espansione.

Il piano regolatore della città portò alla costruzione di grandi complessi abitativi impiantati su isolati regolari separati da vie intersecantesi ad angolo retto, nello schema della lottizzazione per maglie quadrangolari che fa perno su piazza Vittorio Emanuele II. Tra le principali direttrici, via Merulana, che costituisce uno dei limiti del nuovo Rione.

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Il XV rione Esquilino, separato nel 1921 dal rione Monti, si estende tra viale Castrense, via Marsala, piazza Santa Maria Maggiore, via Merulana e il Laterano e ha come stemma un albero e un monte su fondo argento. In età romana la zona, inclusa nella V regio augustea, era occupata da tenute di aristocratici come gli Horti Tauriani, Lolliani, Liciniani, di Mecenate. Dal III secolo, tra il Laterano e Santa Croce in Gerusalemme, sorsero le strutture di una residenza imperiale in seguito ampliata e scelta come dimora da Elena, madre di Costantino (Palazzo Sessoriano). Tra i resti archeologici sono da ricordare il c.d. tempio di Minerva Medica, i Trofei di Mario, le necropoli in via Statilia, tratti delle Mura Serviane e Aureliane, Porta Maggiore. Nel corso del IV secolo sorsero le chiese di Santa Bibiana, San Giovanni in Laterano e Santa Croce in Gerusalemme. Con l’invasione gotica la zona conoscerà una progressiva decadenza e solo grazie a Sisto V (Felice Peretti,1585-1590), avrà inizio una fase di rinnovamento con la realizzazione di una rete viaria che servirà da impulso per l’impianto di ville aristocratiche che fa perno sulla chiesa di Santa Maria Maggiore. Con la costruzione della nuova stazione Termini, a partire dalla fine degli anni Sessanta dell’Ottocento, si determina la linea di sviluppo urbano individuata nel settore orientale della città, che comprende il rione Esquilino, nel piano Regolatore del 1873 con un progetto unitario di espansione.

Il piano regolatore della città portò alla costruzione di grandi complessi abitativi impiantati su isolati regolari separati da vie intersecantesi ad angolo retto, nello schema della lottizzazione per maglie quadrangolari che fa perno su piazza Vittorio Emanuele II. Tra le principali direttrici, via Merulana, che costituisce uno dei limiti del nuovo Rione.

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