Rione III - Colonna

Piazza Colonna, 366 Roma

Stemma del gonfalone: colonna d’argento in campo rosso, riferimento alla colonna Antonina.

Si sovrappone alle regioni VI e IX di Augusto. Nella ridefinizione dei rioni di Roma dopo il 1870, perse parte dell’area settentrionale, inserita nel nuovo rione Ludovisi (XIV).

Il rione Colonna è caratterizzato da una vasta area pianeggiante alle pendici del Pincio e lungo la direttrice dell’antica via Lata, oggi via del Corso. Includeva numerosi monumenti antichi tra i più famosi il tempio di Adriano in piazza di Pietra, la colonna Antonina e l’Ara Pacis (oggi rimontata presso il Mausoleo di Augusto). Dopo l’età antica, con la contrazione delle aree abitate, si spopolò. Ne resta il ricordo in alcuni toponimi, come via della Vite, via della Vignaccia, Sant’Andrea delle Fratte. La via Capolecase segnava fino all’Ottocento la fine del tratto più urbanizzato. Lo sviluppo del rione ebbe forte impulso nel XV secolo quando Paolo II (Pietro Barbo 1464-1471), da cardinale, fece costruire ai piedi del Campidoglio il suo palazzo, poi noto come Palazzo Venezia. Con le aree adiacenti, diviene teatro di feste carnevalesche e corse dei cavalli barberi, trasferite dal Testaccio. Nel corso del rinascimento e del barocco sorsero numerosi palazzi nobiliari, tra i quali quelli degli Aldobrandini, dei Chigi, dei Crescenzi, dei Ludovisi in piazza Montecitorio. Nell’assetto barocco, le chiese già sorte nel medioevo, acquistarono nuova fisionomia, come nel caso di San Silvestro in capite e San Lorenzo in Lucina. Accanto alle dimore nobili nel XVIII secolo aumentano le residenze borghesi, come le palazzine rococò realizzate in piazza Sant’Ignazio da Filippo Raguzzini nel tardo settecento. Il rione ospita due dei luoghi più simbolici del potere politico: il palazzo di Montecitorio, oggi sede del Camera dei Deputati e Palazzo Chigi, oggi sede della presidenza del Consiglio in piazza Colonna.

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Stemma del gonfalone: colonna d’argento in campo rosso, riferimento alla colonna Antonina.

Si sovrappone alle regioni VI e IX di Augusto. Nella ridefinizione dei rioni di Roma dopo il 1870, perse parte dell’area settentrionale, inserita nel nuovo rione Ludovisi (XIV).

Il rione Colonna è caratterizzato da una vasta area pianeggiante alle pendici del Pincio e lungo la direttrice dell’antica via Lata, oggi via del Corso. Includeva numerosi monumenti antichi tra i più famosi il tempio di Adriano in piazza di Pietra, la colonna Antonina e l’Ara Pacis (oggi rimontata presso il Mausoleo di Augusto). Dopo l’età antica, con la contrazione delle aree abitate, si spopolò. Ne resta il ricordo in alcuni toponimi, come via della Vite, via della Vignaccia, Sant’Andrea delle Fratte. La via Capolecase segnava fino all’Ottocento la fine del tratto più urbanizzato. Lo sviluppo del rione ebbe forte impulso nel XV secolo quando Paolo II (Pietro Barbo 1464-1471), da cardinale, fece costruire ai piedi del Campidoglio il suo palazzo, poi noto come Palazzo Venezia. Con le aree adiacenti, diviene teatro di feste carnevalesche e corse dei cavalli barberi, trasferite dal Testaccio. Nel corso del rinascimento e del barocco sorsero numerosi palazzi nobiliari, tra i quali quelli degli Aldobrandini, dei Chigi, dei Crescenzi, dei Ludovisi in piazza Montecitorio. Nell’assetto barocco, le chiese già sorte nel medioevo, acquistarono nuova fisionomia, come nel caso di San Silvestro in capite e San Lorenzo in Lucina. Accanto alle dimore nobili nel XVIII secolo aumentano le residenze borghesi, come le palazzine rococò realizzate in piazza Sant’Ignazio da Filippo Raguzzini nel tardo settecento. Il rione ospita due dei luoghi più simbolici del potere politico: il palazzo di Montecitorio, oggi sede del Camera dei Deputati e Palazzo Chigi, oggi sede della presidenza del Consiglio in piazza Colonna.

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Stemma del gonfalone: colonna d’argento in campo rosso, riferimento alla colonna Antonina.

Si sovrappone alle regioni VI e IX di Augusto. Nella ridefinizione dei rioni di Roma dopo il 1870, perse parte dell’area settentrionale, inserita nel nuovo rione Ludovisi (XIV).

Il rione Colonna è caratterizzato da una vasta area pianeggiante alle pendici del Pincio e lungo la direttrice dell’antica via Lata, oggi via del Corso. Includeva numerosi monumenti antichi tra i più famosi il tempio di Adriano in piazza di Pietra, la colonna Antonina e l’Ara Pacis (oggi rimontata presso il Mausoleo di Augusto). Dopo l’età antica, con la contrazione delle aree abitate, si spopolò. Ne resta il ricordo in alcuni toponimi, come via della Vite, via della Vignaccia, Sant’Andrea delle Fratte. La via Capolecase segnava fino all’Ottocento la fine del tratto più urbanizzato. Lo sviluppo del rione ebbe forte impulso nel XV secolo quando Paolo II (Pietro Barbo 1464-1471), da cardinale, fece costruire ai piedi del Campidoglio il suo palazzo, poi noto come Palazzo Venezia. Con le aree adiacenti, diviene teatro di feste carnevalesche e corse dei cavalli barberi, trasferite dal Testaccio. Nel corso del rinascimento e del barocco sorsero numerosi palazzi nobiliari, tra i quali quelli degli Aldobrandini, dei Chigi, dei Crescenzi, dei Ludovisi in piazza Montecitorio. Nell’assetto barocco, le chiese già sorte nel medioevo, acquistarono nuova fisionomia, come nel caso di San Silvestro in capite e San Lorenzo in Lucina. Accanto alle dimore nobili nel XVIII secolo aumentano le residenze borghesi, come le palazzine rococò realizzate in piazza Sant’Ignazio da Filippo Raguzzini nel tardo settecento. Il rione ospita due dei luoghi più simbolici del potere politico: il palazzo di Montecitorio, oggi sede del Camera dei Deputati e Palazzo Chigi, oggi sede della presidenza del Consiglio in piazza Colonna.

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