Rione V – Ponte

Ponte Sant'Angelo, Roma

Stemma del gonfalone: ponte d’argento in campo rosso, in riferimento al ponte Elio, poi ponte Sant’Angelo.

Si estendeva all’interno della IX regione augustea. Il tessuto medievale, caratterizzato dal passaggio della strada Papalis, fu modificato con Niccolò V (Tommaso Parentucelli 1447-1455) a partire dalla metà del Quattrocento nel nuovo assetto urbanistico che privilegiava il risanamento delle aree vicine al fiume. Con la realizzazione della via Recta da parte di Sisto IV (Francesco della Rovere 1471-1484) e via Giulia con Giulio II (Giuliano della Rovere 1503-1513), il rione acquista la sua fisionomia con la realizzazione del piccolo tridente costituito dalle vie di Panico, dei Banchi (oggi in parte via Banco di Santo Spirito) e via Paola, in corrispondenza della testata del ponte Sant’Angelo presso la piazza di Ponte.

Tra le residenze delle famiglie nobili romane, spicca quella degli Orsini che nel medioevo vi costruirono la loro fortezza, sul luogo oggi occupato da palazzo Taverna.

Nel Rinascimento nel rione si insediarono le comunità dei Fiorentini, dei Bresciani e dei Fiamminghi che facevano riferimento a chiese e strutture assistenziali, collegate all’afflusso di pellegrini in occasione dei giubilei, lungo la via per la tomba di Pietro.

Il tessuto medievale e rinascimentale del quartiere è stato lacerato dagli interventi ottocenteschi e novecenteschi, con le demolizioni per l’attuazione dei Piani Regolatori con il nuovo asse di corso Vittorio Emanuele II, i nuovi argini sul Tevere e via Zanardelli.

Futouring Lazio

Stemma del gonfalone: ponte d’argento in campo rosso, in riferimento al ponte Elio, poi ponte Sant’Angelo.

Si estendeva all’interno della IX regione augustea. Il tessuto medievale, caratterizzato dal passaggio della strada Papalis, fu modificato con Niccolò V (Tommaso Parentucelli 1447-1455) a partire dalla metà del Quattrocento nel nuovo assetto urbanistico che privilegiava il risanamento delle aree vicine al fiume. Con la realizzazione della via Recta da parte di Sisto IV (Francesco della Rovere 1471-1484) e via Giulia con Giulio II (Giuliano della Rovere 1503-1513), il rione acquista la sua fisionomia con la realizzazione del piccolo tridente costituito dalle vie di Panico, dei Banchi (oggi in parte via Banco di Santo Spirito) e via Paola, in corrispondenza della testata del ponte Sant’Angelo presso la piazza di Ponte.

Tra le residenze delle famiglie nobili romane, spicca quella degli Orsini che nel medioevo vi costruirono la loro fortezza, sul luogo oggi occupato da palazzo Taverna.

Nel Rinascimento nel rione si insediarono le comunità dei Fiorentini, dei Bresciani e dei Fiamminghi che facevano riferimento a chiese e strutture assistenziali, collegate all’afflusso di pellegrini in occasione dei giubilei, lungo la via per la tomba di Pietro.

Il tessuto medievale e rinascimentale del quartiere è stato lacerato dagli interventi ottocenteschi e novecenteschi, con le demolizioni per l’attuazione dei Piani Regolatori con il nuovo asse di corso Vittorio Emanuele II, i nuovi argini sul Tevere e via Zanardelli.

Futouring Lazio

41.90129,12.46658,17

Stemma del gonfalone: ponte d’argento in campo rosso, in riferimento al ponte Elio, poi ponte Sant’Angelo.

Si estendeva all’interno della IX regione augustea. Il tessuto medievale, caratterizzato dal passaggio della strada Papalis, fu modificato con Niccolò V (Tommaso Parentucelli 1447-1455) a partire dalla metà del Quattrocento nel nuovo assetto urbanistico che privilegiava il risanamento delle aree vicine al fiume. Con la realizzazione della via Recta da parte di Sisto IV (Francesco della Rovere 1471-1484) e via Giulia con Giulio II (Giuliano della Rovere 1503-1513), il rione acquista la sua fisionomia con la realizzazione del piccolo tridente costituito dalle vie di Panico, dei Banchi (oggi in parte via Banco di Santo Spirito) e via Paola, in corrispondenza della testata del ponte Sant’Angelo presso la piazza di Ponte.

Tra le residenze delle famiglie nobili romane, spicca quella degli Orsini che nel medioevo vi costruirono la loro fortezza, sul luogo oggi occupato da palazzo Taverna.

Nel Rinascimento nel rione si insediarono le comunità dei Fiorentini, dei Bresciani e dei Fiamminghi che facevano riferimento a chiese e strutture assistenziali, collegate all’afflusso di pellegrini in occasione dei giubilei, lungo la via per la tomba di Pietro.

Il tessuto medievale e rinascimentale del quartiere è stato lacerato dagli interventi ottocenteschi e novecenteschi, con le demolizioni per l’attuazione dei Piani Regolatori con il nuovo asse di corso Vittorio Emanuele II, i nuovi argini sul Tevere e via Zanardelli.

Futouring Lazio

itinerari che contengono questo punto di interesse

Nei pressi

  • Caffè

    Caffè Castroni

    Via Cola di Rienzo, 196/198