Rione VIII – Sant’Eustachio

Piazza dei Caprettari, 53 Roma

Stemma del gonfalone: testa di cervo in oro con volto di Cristo tra le corna, in campo rosso, che rimanda alla leggenda di Sant’Eustachio. Il rione prende il nome dalla chiesa di Sant’Eustachio, sorta sulla casa del martire.

Si estendeva nell’ambito della IX regione augustea, dove sorgevano lo stagno di Agrippa e le terme Neroniane, ad ovest del Pantheon. A partire dal Rinascimento l’area fu occupata da residenze di nobili famiglie come i Della Valle, i Cenci, gli Aldobrandini e i Medici. Allo stesso tempo vi si installarono laboratori artigiani di sediari, staderari, chiavari i cui mestieri sono rievocati dai nomi delle vie. Uno dei complessi più significativi del rione fu quello dell’Università della Sapienza, che acquistò rilevanza a partire da Niccolo V (Tommaso Parentucelli 1447-1455), accogliendo celebri umanisti. Accanto ad esso fu realizzata la chiesa di Sant’Ivo opera barocca dell’architetto Francesco Borromini. Nel rione sorge la chiesa di San Luigi dei Francesi, riferimento della comunità francese a Roma dal Rinascimento. Sant’Eustachio ospita uno degli edifici più prestigiosi della capitale, il cinquecentesco Palazzo Madama, sede del Senato della Repubblica.

La realizzazione di Corso Rinascimento degli anni Trenta del Novecento portò alla demolizione di palazzi storici, come le case dei Crescenzi.

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Stemma del gonfalone: testa di cervo in oro con volto di Cristo tra le corna, in campo rosso, che rimanda alla leggenda di Sant’Eustachio. Il rione prende il nome dalla chiesa di Sant’Eustachio, sorta sulla casa del martire.

Si estendeva nell’ambito della IX regione augustea, dove sorgevano lo stagno di Agrippa e le terme Neroniane, ad ovest del Pantheon. A partire dal Rinascimento l’area fu occupata da residenze di nobili famiglie come i Della Valle, i Cenci, gli Aldobrandini e i Medici. Allo stesso tempo vi si installarono laboratori artigiani di sediari, staderari, chiavari i cui mestieri sono rievocati dai nomi delle vie. Uno dei complessi più significativi del rione fu quello dell’Università della Sapienza, che acquistò rilevanza a partire da Niccolo V (Tommaso Parentucelli 1447-1455), accogliendo celebri umanisti. Accanto ad esso fu realizzata la chiesa di Sant’Ivo opera barocca dell’architetto Francesco Borromini. Nel rione sorge la chiesa di San Luigi dei Francesi, riferimento della comunità francese a Roma dal Rinascimento. Sant’Eustachio ospita uno degli edifici più prestigiosi della capitale, il cinquecentesco Palazzo Madama, sede del Senato della Repubblica.

La realizzazione di Corso Rinascimento degli anni Trenta del Novecento portò alla demolizione di palazzi storici, come le case dei Crescenzi.

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Stemma del gonfalone: testa di cervo in oro con volto di Cristo tra le corna, in campo rosso, che rimanda alla leggenda di Sant’Eustachio. Il rione prende il nome dalla chiesa di Sant’Eustachio, sorta sulla casa del martire.

Si estendeva nell’ambito della IX regione augustea, dove sorgevano lo stagno di Agrippa e le terme Neroniane, ad ovest del Pantheon. A partire dal Rinascimento l’area fu occupata da residenze di nobili famiglie come i Della Valle, i Cenci, gli Aldobrandini e i Medici. Allo stesso tempo vi si installarono laboratori artigiani di sediari, staderari, chiavari i cui mestieri sono rievocati dai nomi delle vie. Uno dei complessi più significativi del rione fu quello dell’Università della Sapienza, che acquistò rilevanza a partire da Niccolo V (Tommaso Parentucelli 1447-1455), accogliendo celebri umanisti. Accanto ad esso fu realizzata la chiesa di Sant’Ivo opera barocca dell’architetto Francesco Borromini. Nel rione sorge la chiesa di San Luigi dei Francesi, riferimento della comunità francese a Roma dal Rinascimento. Sant’Eustachio ospita uno degli edifici più prestigiosi della capitale, il cinquecentesco Palazzo Madama, sede del Senato della Repubblica.

La realizzazione di Corso Rinascimento degli anni Trenta del Novecento portò alla demolizione di palazzi storici, come le case dei Crescenzi.

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