Rione XI – Sant’Angelo

Via del Portico D'Ottavia, 23 Roma

Stemma del gonfalone: pesce d’argento in campo rosso, che allude al mercato del pesce al Portico d’Ottavia, presso l’antica chiesa di Sant’Angelo in Pescheria, che dà il nome al rione. Talvolta compare l’immagine dell’arcangelo Gabriele, con spada e bilancia.

Il rione occupa parte della regione IX augustea e comprendeva il teatro di Marcello con il tempio di Apollo Sosiano, i templi del Foro Olitorio, il portico d’Ottavia e il Circo Flaminio.

Nel 1555 in parte dell’area del rione fu istituito il Ghetto per gli Ebrei. Il rione ha ospitato a partire dal Medioevo il maggiore mercato ittico della città e diverse botteghe e attività artigianali che hanno caratterizzato la fisionomia del rione fino alla fine dell’Ottocento.

Accanto ad essi sorsero importanti palazzi patrizi come il palazzo dei Savelli poi Orsini sul teatro di Marcello, i palazzi dei Mattei, dei Costaguti, dei Margani.

Con Roma Capitale, dopo l’abolizione del Ghetto, fu predisposto un piano per il risanamento del quartiere che sacrificò interi isolati medievali, cambiando l’aspetto che il rione aveva mantenuto per secoli.

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Stemma del gonfalone: pesce d’argento in campo rosso, che allude al mercato del pesce al Portico d’Ottavia, presso l’antica chiesa di Sant’Angelo in Pescheria, che dà il nome al rione. Talvolta compare l’immagine dell’arcangelo Gabriele, con spada e bilancia.

Il rione occupa parte della regione IX augustea e comprendeva il teatro di Marcello con il tempio di Apollo Sosiano, i templi del Foro Olitorio, il portico d’Ottavia e il Circo Flaminio.

Nel 1555 in parte dell’area del rione fu istituito il Ghetto per gli Ebrei. Il rione ha ospitato a partire dal Medioevo il maggiore mercato ittico della città e diverse botteghe e attività artigianali che hanno caratterizzato la fisionomia del rione fino alla fine dell’Ottocento.

Accanto ad essi sorsero importanti palazzi patrizi come il palazzo dei Savelli poi Orsini sul teatro di Marcello, i palazzi dei Mattei, dei Costaguti, dei Margani.

Con Roma Capitale, dopo l’abolizione del Ghetto, fu predisposto un piano per il risanamento del quartiere che sacrificò interi isolati medievali, cambiando l’aspetto che il rione aveva mantenuto per secoli.

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Stemma del gonfalone: pesce d’argento in campo rosso, che allude al mercato del pesce al Portico d’Ottavia, presso l’antica chiesa di Sant’Angelo in Pescheria, che dà il nome al rione. Talvolta compare l’immagine dell’arcangelo Gabriele, con spada e bilancia.

Il rione occupa parte della regione IX augustea e comprendeva il teatro di Marcello con il tempio di Apollo Sosiano, i templi del Foro Olitorio, il portico d’Ottavia e il Circo Flaminio.

Nel 1555 in parte dell’area del rione fu istituito il Ghetto per gli Ebrei. Il rione ha ospitato a partire dal Medioevo il maggiore mercato ittico della città e diverse botteghe e attività artigianali che hanno caratterizzato la fisionomia del rione fino alla fine dell’Ottocento.

Accanto ad essi sorsero importanti palazzi patrizi come il palazzo dei Savelli poi Orsini sul teatro di Marcello, i palazzi dei Mattei, dei Costaguti, dei Margani.

Con Roma Capitale, dopo l’abolizione del Ghetto, fu predisposto un piano per il risanamento del quartiere che sacrificò interi isolati medievali, cambiando l’aspetto che il rione aveva mantenuto per secoli.

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