Saepta Iulia e Diribitorium

Via della Minerva, 20 Roma

Il complesso dei Saepta Iulia, localizzati sul lato orientale del Pantheon nell’area compresa tra le vie del Seminario, del Gesù e via dei Cestari, è conosciuto nel suo aspetto monumentale di epoca imperiale. Il complesso risale però all’epoca repubblicana, come luogo destinato alle elezioni dove si svolgevano i comizi centuriati ed elettorali. La costruzione dell’edificio attribuita a Cesare, fu portata a termine da Agrippa; nel tempo, persa la funzione originaria, vennero variamente restaurati mantenendo l’aspetto di piazza porticata. La presenza di numerose opere d’arte presenti nei portici determinò il nome di porticus Argonautarum per quello posto sul lato occidentale, mentre ad est era la porticus Meleagri. Al primo di questi appartiene il grande muro in opera laterizia presente lungo il fianco sinistro del Pantheon.

La costruzione stabile del Diribitorium, annesso ai Saepta e destinato allo scrutinio dei voti, fu promossa da Agrippa nel 25 a.C. e conclusa da Augusto nel 7 a.C. La grande aula a pianta rettangolare allungata, pavimentata in lastre di travertino, era articolata internamente con nicchie e colonne. Poderosi contrafforti esterni erano funzionali alla mole del grande tetto in un’unica falda considerato come una meraviglia dell’edilizia romana. Distrutto durante l’incendio dell’80 d.C., l’edificio non venne più restaurato, forse in seguito alla perdita delle sue funzioni. Resti di murature sono state viste in passato nell’area tra piazza del Gesù, via dei Ginnasi, vie Cesarini e via dei Cestari.

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Il complesso dei Saepta Iulia, localizzati sul lato orientale del Pantheon nell’area compresa tra le vie del Seminario, del Gesù e via dei Cestari, è conosciuto nel suo aspetto monumentale di epoca imperiale. Il complesso risale però all’epoca repubblicana, come luogo destinato alle elezioni dove si svolgevano i comizi centuriati ed elettorali. La costruzione dell’edificio attribuita a Cesare, fu portata a termine da Agrippa; nel tempo, persa la funzione originaria, vennero variamente restaurati mantenendo l’aspetto di piazza porticata. La presenza di numerose opere d’arte presenti nei portici determinò il nome di porticus Argonautarum per quello posto sul lato occidentale, mentre ad est era la porticus Meleagri. Al primo di questi appartiene il grande muro in opera laterizia presente lungo il fianco sinistro del Pantheon.

La costruzione stabile del Diribitorium, annesso ai Saepta e destinato allo scrutinio dei voti, fu promossa da Agrippa nel 25 a.C. e conclusa da Augusto nel 7 a.C. La grande aula a pianta rettangolare allungata, pavimentata in lastre di travertino, era articolata internamente con nicchie e colonne. Poderosi contrafforti esterni erano funzionali alla mole del grande tetto in un’unica falda considerato come una meraviglia dell’edilizia romana. Distrutto durante l’incendio dell’80 d.C., l’edificio non venne più restaurato, forse in seguito alla perdita delle sue funzioni. Resti di murature sono state viste in passato nell’area tra piazza del Gesù, via dei Ginnasi, vie Cesarini e via dei Cestari.

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Il complesso dei Saepta Iulia, localizzati sul lato orientale del Pantheon nell’area compresa tra le vie del Seminario, del Gesù e via dei Cestari, è conosciuto nel suo aspetto monumentale di epoca imperiale. Il complesso risale però all’epoca repubblicana, come luogo destinato alle elezioni dove si svolgevano i comizi centuriati ed elettorali. La costruzione dell’edificio attribuita a Cesare, fu portata a termine da Agrippa; nel tempo, persa la funzione originaria, vennero variamente restaurati mantenendo l’aspetto di piazza porticata. La presenza di numerose opere d’arte presenti nei portici determinò il nome di porticus Argonautarum per quello posto sul lato occidentale, mentre ad est era la porticus Meleagri. Al primo di questi appartiene il grande muro in opera laterizia presente lungo il fianco sinistro del Pantheon.

La costruzione stabile del Diribitorium, annesso ai Saepta e destinato allo scrutinio dei voti, fu promossa da Agrippa nel 25 a.C. e conclusa da Augusto nel 7 a.C. La grande aula a pianta rettangolare allungata, pavimentata in lastre di travertino, era articolata internamente con nicchie e colonne. Poderosi contrafforti esterni erano funzionali alla mole del grande tetto in un’unica falda considerato come una meraviglia dell’edilizia romana. Distrutto durante l’incendio dell’80 d.C., l’edificio non venne più restaurato, forse in seguito alla perdita delle sue funzioni. Resti di murature sono state viste in passato nell’area tra piazza del Gesù, via dei Ginnasi, vie Cesarini e via dei Cestari.

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