San Marco iuxta Pallacinis

Piazza di San Marco, 47 Roma

Secondo la tradizione, l'antica basilica di San Marco fu fondata da papa Marco, che regnò nell'anno 336. Durante la sua lunga vita subì numerosi e importanti restauri tra i quali quelli voluti da papa Adriano I (772-795) dopo decenni di saccheggi e abbandono e quelli effettuati durante il pontificato di Gregorio IV (827-844), al quale si deve il mosaico absidale che lo raffigura nell'atto di offrire a Cristo il modellino della basilica restaurata. L'elegante portico in travertino che precede la chiesa si deve invece all'intervento di Pietro Barbo (cardinale presbitero di San Marco tra il 1451 e il 1464), eletto papa col nome di Paolo II, che, risiedendo nell'adiacente Palazzo San Marco, volle includere la basilica nei lavori di ampliamento e abbellimento della sua residenza.

Il portico che precede la chiesa è a tre arcate sorrette da semicolonne con capitelli compositi, ed è sormontato da una loggia a tre arcate con paraste con capitelli corinzi, la arcate del portico sono chiuse da una cancellata, dono di papa Alessandro VIII (Pietro Ottoboni 1689-1691), che ne era stato cardinale presbitero (1660-1677).

Nel portico, che conserva numerosi frammenti architettonici di iscrizioni funerarie paleocristiane, si apre il portale che permette l'accesso alla chiesa è sormontato da un architrave a ghirlande con lo stemma di Paolo II e nella lunetta presenta un bassorilievo quattrocentesco raffigurante San Marco Evangelista.

L'interno della basilica si presenta oggi prevalentemente in forme barocche, frutto di numerosi interventi che si sono susseguiti tra il XVII e il XVIII, ma che hanno risparmiato sia il prezioso mosaico absidale sia il soffitto ligneo risalente all'intervento quattrocentesco di papa Paolo II.

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Secondo la tradizione, l'antica basilica di San Marco fu fondata da papa Marco, che regnò nell'anno 336. Durante la sua lunga vita subì numerosi e importanti restauri tra i quali quelli voluti da papa Adriano I (772-795) dopo decenni di saccheggi e abbandono e quelli effettuati durante il pontificato di Gregorio IV (827-844), al quale si deve il mosaico absidale che lo raffigura nell'atto di offrire a Cristo il modellino della basilica restaurata. L'elegante portico in travertino che precede la chiesa si deve invece all'intervento di Pietro Barbo (cardinale presbitero di San Marco tra il 1451 e il 1464), eletto papa col nome di Paolo II, che, risiedendo nell'adiacente Palazzo San Marco, volle includere la basilica nei lavori di ampliamento e abbellimento della sua residenza.

Il portico che precede la chiesa è a tre arcate sorrette da semicolonne con capitelli compositi, ed è sormontato da una loggia a tre arcate con paraste con capitelli corinzi, la arcate del portico sono chiuse da una cancellata, dono di papa Alessandro VIII (Pietro Ottoboni 1689-1691), che ne era stato cardinale presbitero (1660-1677).

Nel portico, che conserva numerosi frammenti architettonici di iscrizioni funerarie paleocristiane, si apre il portale che permette l'accesso alla chiesa è sormontato da un architrave a ghirlande con lo stemma di Paolo II e nella lunetta presenta un bassorilievo quattrocentesco raffigurante San Marco Evangelista.

L'interno della basilica si presenta oggi prevalentemente in forme barocche, frutto di numerosi interventi che si sono susseguiti tra il XVII e il XVIII, ma che hanno risparmiato sia il prezioso mosaico absidale sia il soffitto ligneo risalente all'intervento quattrocentesco di papa Paolo II.

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Secondo la tradizione, l'antica basilica di San Marco fu fondata da papa Marco, che regnò nell'anno 336. Durante la sua lunga vita subì numerosi e importanti restauri tra i quali quelli voluti da papa Adriano I (772-795) dopo decenni di saccheggi e abbandono e quelli effettuati durante il pontificato di Gregorio IV (827-844), al quale si deve il mosaico absidale che lo raffigura nell'atto di offrire a Cristo il modellino della basilica restaurata. L'elegante portico in travertino che precede la chiesa si deve invece all'intervento di Pietro Barbo (cardinale presbitero di San Marco tra il 1451 e il 1464), eletto papa col nome di Paolo II, che, risiedendo nell'adiacente Palazzo San Marco, volle includere la basilica nei lavori di ampliamento e abbellimento della sua residenza.

Il portico che precede la chiesa è a tre arcate sorrette da semicolonne con capitelli compositi, ed è sormontato da una loggia a tre arcate con paraste con capitelli corinzi, la arcate del portico sono chiuse da una cancellata, dono di papa Alessandro VIII (Pietro Ottoboni 1689-1691), che ne era stato cardinale presbitero (1660-1677).

Nel portico, che conserva numerosi frammenti architettonici di iscrizioni funerarie paleocristiane, si apre il portale che permette l'accesso alla chiesa è sormontato da un architrave a ghirlande con lo stemma di Paolo II e nella lunetta presenta un bassorilievo quattrocentesco raffigurante San Marco Evangelista.

L'interno della basilica si presenta oggi prevalentemente in forme barocche, frutto di numerosi interventi che si sono susseguiti tra il XVII e il XVIII, ma che hanno risparmiato sia il prezioso mosaico absidale sia il soffitto ligneo risalente all'intervento quattrocentesco di papa Paolo II.

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