San Nicola in Carcere

Via del Teatro di Marcello, 46 Roma

L’antica diaconia di San Nicola di Mira, riferimento della comunità bizantina dell’area, nacque nel VII secolo all’interno delle strutture di uno dei templi che sorgevano nel Foro Olitorio, quello mediano, dedicato a Giunone Sospita (sorto nel 197 -194 a.C.), del quale occupò la cella e il pronao e i cui resti sono visibili sui fianchi dell’edificio. Ricostruita nell’XI secolo, la chiesa deve il nome ad un presunto carcere che sorgeva nell’area.

Rinnovata da Alessandro VI (Rodrigo Borgia 1492-1503) e poi nel 1599 per volere del cardinale Pietro Aldobrandini quando Giacomo della Porta (1532-1602) ne progettò la facciata attuale, sulla quale è ripetuto il motivo araldico della stella. La chiesa, dopo un intervento di restauro ottocentesco, venne isolata dalle strutture adiacenti nell’intervento di realizzazione della via del Mare negli anni Trenta del Novecento. All’interno della chiesa, a pianta basilicale con tre navate, furono riutilizzato le colonne di spoglio dei templi adiacenti. Il campanile, ricostruito utilizzando le strutture di una torre medievale, conserva le campane duecentesche donate da Pandolfo Savelli nel 1286, opera di Guidotto Pisano.

Autore: Giacomo della Porta (1532-1602).

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L’antica diaconia di San Nicola di Mira, riferimento della comunità bizantina dell’area, nacque nel VII secolo all’interno delle strutture di uno dei templi che sorgevano nel Foro Olitorio, quello mediano, dedicato a Giunone Sospita (sorto nel 197 -194 a.C.), del quale occupò la cella e il pronao e i cui resti sono visibili sui fianchi dell’edificio. Ricostruita nell’XI secolo, la chiesa deve il nome ad un presunto carcere che sorgeva nell’area.

Rinnovata da Alessandro VI (Rodrigo Borgia 1492-1503) e poi nel 1599 per volere del cardinale Pietro Aldobrandini quando Giacomo della Porta (1532-1602) ne progettò la facciata attuale, sulla quale è ripetuto il motivo araldico della stella. La chiesa, dopo un intervento di restauro ottocentesco, venne isolata dalle strutture adiacenti nell’intervento di realizzazione della via del Mare negli anni Trenta del Novecento. All’interno della chiesa, a pianta basilicale con tre navate, furono riutilizzato le colonne di spoglio dei templi adiacenti. Il campanile, ricostruito utilizzando le strutture di una torre medievale, conserva le campane duecentesche donate da Pandolfo Savelli nel 1286, opera di Guidotto Pisano.

Autore: Giacomo della Porta (1532-1602).

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L’antica diaconia di San Nicola di Mira, riferimento della comunità bizantina dell’area, nacque nel VII secolo all’interno delle strutture di uno dei templi che sorgevano nel Foro Olitorio, quello mediano, dedicato a Giunone Sospita (sorto nel 197 -194 a.C.), del quale occupò la cella e il pronao e i cui resti sono visibili sui fianchi dell’edificio. Ricostruita nell’XI secolo, la chiesa deve il nome ad un presunto carcere che sorgeva nell’area.

Rinnovata da Alessandro VI (Rodrigo Borgia 1492-1503) e poi nel 1599 per volere del cardinale Pietro Aldobrandini quando Giacomo della Porta (1532-1602) ne progettò la facciata attuale, sulla quale è ripetuto il motivo araldico della stella. La chiesa, dopo un intervento di restauro ottocentesco, venne isolata dalle strutture adiacenti nell’intervento di realizzazione della via del Mare negli anni Trenta del Novecento. All’interno della chiesa, a pianta basilicale con tre navate, furono riutilizzato le colonne di spoglio dei templi adiacenti. Il campanile, ricostruito utilizzando le strutture di una torre medievale, conserva le campane duecentesche donate da Pandolfo Savelli nel 1286, opera di Guidotto Pisano.

Autore: Giacomo della Porta (1532-1602).

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