San Salvatore de Caccabariis (oggi Santa Maria del Pianto)

Via di Santa Maria Dè Calderari, 28 Roma

La chiesa di Santa Maria del Pianto, che sorge all'angolo tra Santa Maria dei Calderari e Piazza delle Cinque Scole, è nota dalle fonti sin dal XII secolo col nome di San Salvatore de Caccabariis (cioé i calderari, i lavoratori dei cacabi ossia i catini di rame, che avevano la loro sede non lontano, presso il Monte Cenci). L'attuale titolo si deve al ricordo di un evento miracoloso avvenuto nel 1546 quando, dopo una violenta rissa, fu vista piangere una madonna affrescata su un muro del Portico d'Ottavia: l'immagine miracolosa fu fatta rimuovere e fu trasportata nella chiesa che ne porta ancora oggi il nome.

L'edificio attuale risale all'inizio del XVII secolo quando fu demolita la chiesa preesistente che aveva accolto l'immagine miracolosa. I lavori per il nuovo edificio iniziarono nel 1612 ma la nuova chiesa rimase incompiuta, priva della facciata. Si accede all'interno della chiesa, a croce greca con cupola emisferica che all'esterno è inglobata in un tiburio ottagonale, tramite un semplice portale marmoreo ottocentesco che si affaccia su via di Santa Maria dei Calderari, aprendosi di fatto al pianterreno di uno degli edifici adiacenti alla chiesa. Gravemente danneggiata da un fulmine caduto alla fine dell'ottocento, la chiesa rimase chiusa al culto diversi decenni per i lavori di restauro.

Futouring Lazio

 

ORARI:

Tutti i giorni: 12:00 - 13:00

Domenica e festivi: 10:00 - 12:00

La chiesa di Santa Maria del Pianto, che sorge all'angolo tra Santa Maria dei Calderari e Piazza delle Cinque Scole, è nota dalle fonti sin dal XII secolo col nome di San Salvatore de Caccabariis (cioé i calderari, i lavoratori dei cacabi ossia i catini di rame, che avevano la loro sede non lontano, presso il Monte Cenci). L'attuale titolo si deve al ricordo di un evento miracoloso avvenuto nel 1546 quando, dopo una violenta rissa, fu vista piangere una madonna affrescata su un muro del Portico d'Ottavia: l'immagine miracolosa fu fatta rimuovere e fu trasportata nella chiesa che ne porta ancora oggi il nome.

L'edificio attuale risale all'inizio del XVII secolo quando fu demolita la chiesa preesistente che aveva accolto l'immagine miracolosa. I lavori per il nuovo edificio iniziarono nel 1612 ma la nuova chiesa rimase incompiuta, priva della facciata. Si accede all'interno della chiesa, a croce greca con cupola emisferica che all'esterno è inglobata in un tiburio ottagonale, tramite un semplice portale marmoreo ottocentesco che si affaccia su via di Santa Maria dei Calderari, aprendosi di fatto al pianterreno di uno degli edifici adiacenti alla chiesa. Gravemente danneggiata da un fulmine caduto alla fine dell'ottocento, la chiesa rimase chiusa al culto diversi decenni per i lavori di restauro.

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41.89305,12.476434,17

La chiesa di Santa Maria del Pianto, che sorge all'angolo tra Santa Maria dei Calderari e Piazza delle Cinque Scole, è nota dalle fonti sin dal XII secolo col nome di San Salvatore de Caccabariis (cioé i calderari, i lavoratori dei cacabi ossia i catini di rame, che avevano la loro sede non lontano, presso il Monte Cenci). L'attuale titolo si deve al ricordo di un evento miracoloso avvenuto nel 1546 quando, dopo una violenta rissa, fu vista piangere una madonna affrescata su un muro del Portico d'Ottavia: l'immagine miracolosa fu fatta rimuovere e fu trasportata nella chiesa che ne porta ancora oggi il nome.

L'edificio attuale risale all'inizio del XVII secolo quando fu demolita la chiesa preesistente che aveva accolto l'immagine miracolosa. I lavori per il nuovo edificio iniziarono nel 1612 ma la nuova chiesa rimase incompiuta, priva della facciata. Si accede all'interno della chiesa, a croce greca con cupola emisferica che all'esterno è inglobata in un tiburio ottagonale, tramite un semplice portale marmoreo ottocentesco che si affaccia su via di Santa Maria dei Calderari, aprendosi di fatto al pianterreno di uno degli edifici adiacenti alla chiesa. Gravemente danneggiata da un fulmine caduto alla fine dell'ottocento, la chiesa rimase chiusa al culto diversi decenni per i lavori di restauro.

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