Sant’Apollinare

Piazza di Sant'Apollinare, 49 Roma

Secondo la tradizione Sant’Apollinare venne consacrato vescovo da San Pietro ed inviato ad evangelizzare la zona di Ravenna. A Roma la chiesa a lui dedicata, fondata tra il VII e l’VIII secolo sui resti di un edificio romano, era suddivisa in tre navate e decorata da mosaici nell’abside e da un pavimento cosmatesco. L’edificio venne interamente ricostruito da Benedetto XIV (Prospero Lambertini, 1740-58), su progetto di Ferdinando Fuga (1741-48), in uno stile che segna il passaggio tra il barocco e il neoclassico. La facciata è divisa in due registri e termina con un timpano. L’interno è a navata unica con abside rettangolare e tre cappelle laterali per lato. Nell’atrio, con funzione di cappella, è custodita un’immagine del ‘400 raffigurante la Vergine Maria a cui è collegato un episodio della storia di Roma: nel 1494, all’arrivo dei soldati di Carlo VIII, la figura fu coperta da intonaco per proteggerla, finché, nel 1647, a seguito di un terremoto, l’intonacò si staccò rivelando nuovamente l’effige. La chiesa, già legata al vicino Collegio Germanico (poi Collegio Germanico-Ungarico) e sede dal 1825 del Pontificio Seminario Romano, dal 1990 è cappella della Pontificia Università della Santa Croce. Presso la chiesa, sulla piazza, si apre il rinascimentale palazzo Altemps.

Autore: Fuga Ferdinando (1699-1781).

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Secondo la tradizione Sant’Apollinare venne consacrato vescovo da San Pietro ed inviato ad evangelizzare la zona di Ravenna. A Roma la chiesa a lui dedicata, fondata tra il VII e l’VIII secolo sui resti di un edificio romano, era suddivisa in tre navate e decorata da mosaici nell’abside e da un pavimento cosmatesco. L’edificio venne interamente ricostruito da Benedetto XIV (Prospero Lambertini, 1740-58), su progetto di Ferdinando Fuga (1741-48), in uno stile che segna il passaggio tra il barocco e il neoclassico. La facciata è divisa in due registri e termina con un timpano. L’interno è a navata unica con abside rettangolare e tre cappelle laterali per lato. Nell’atrio, con funzione di cappella, è custodita un’immagine del ‘400 raffigurante la Vergine Maria a cui è collegato un episodio della storia di Roma: nel 1494, all’arrivo dei soldati di Carlo VIII, la figura fu coperta da intonaco per proteggerla, finché, nel 1647, a seguito di un terremoto, l’intonacò si staccò rivelando nuovamente l’effige. La chiesa, già legata al vicino Collegio Germanico (poi Collegio Germanico-Ungarico) e sede dal 1825 del Pontificio Seminario Romano, dal 1990 è cappella della Pontificia Università della Santa Croce. Presso la chiesa, sulla piazza, si apre il rinascimentale palazzo Altemps.

Autore: Fuga Ferdinando (1699-1781).

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Secondo la tradizione Sant’Apollinare venne consacrato vescovo da San Pietro ed inviato ad evangelizzare la zona di Ravenna. A Roma la chiesa a lui dedicata, fondata tra il VII e l’VIII secolo sui resti di un edificio romano, era suddivisa in tre navate e decorata da mosaici nell’abside e da un pavimento cosmatesco. L’edificio venne interamente ricostruito da Benedetto XIV (Prospero Lambertini, 1740-58), su progetto di Ferdinando Fuga (1741-48), in uno stile che segna il passaggio tra il barocco e il neoclassico. La facciata è divisa in due registri e termina con un timpano. L’interno è a navata unica con abside rettangolare e tre cappelle laterali per lato. Nell’atrio, con funzione di cappella, è custodita un’immagine del ‘400 raffigurante la Vergine Maria a cui è collegato un episodio della storia di Roma: nel 1494, all’arrivo dei soldati di Carlo VIII, la figura fu coperta da intonaco per proteggerla, finché, nel 1647, a seguito di un terremoto, l’intonacò si staccò rivelando nuovamente l’effige. La chiesa, già legata al vicino Collegio Germanico (poi Collegio Germanico-Ungarico) e sede dal 1825 del Pontificio Seminario Romano, dal 1990 è cappella della Pontificia Università della Santa Croce. Presso la chiesa, sulla piazza, si apre il rinascimentale palazzo Altemps.

Autore: Fuga Ferdinando (1699-1781).

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