Sant’Eustachio

Via della Palombella, 44 Roma

La basilica di Sant’Eustachio sorge, secondo la tradizione, sul luogo del martirio del santo dove in seguito Costantino fece costruire un oratorio. Alla fine dell’VIII secolo si ha notizia della presenza di uno xenodochio (struttura assistenziale per i poveri). Nel 1196, dopo una lunga serie di restauri, l’edificio fu completamente ricostruito e ingrandito e fu aggiunto il campanile romanico. Tra il 1650 e il 1700 la fabbrica medievale fu rasa al suolo, fatta eccezione per il campanile, e la struttura venne ricostruita completamente secondo i canoni dell’epoca. La facciata, opera di Cesare Crovara, è a due ordini, con quello superiore rientrante, terminante con timpano. L’interno, opera di Crovara e Antonio Canevari, presenta un’unica navata con tre cappelle per lato comunicanti tra loro: la volta è riccamente decorata con motivi vegetali. L’altare maggiore, disegnato da Nicola Salvi, ospita una tela con il martirio di Sant’Eustachio. La mensa dell’altare poggia su un’urna di porfido in cui sono custoditi i corpi di Sant’Eustachio, della moglie e dei figli. All’esterno, la particolare decorazione della croce sulla sommità della chiesa con la testa di cervo richiama la leggenda della conversione di Sant’Eustachio dopo aver visto un cervo con una croce sulla testa.

Autori: Crovara Cesare, Canevari Antonio (1681-1759).

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La basilica di Sant’Eustachio sorge, secondo la tradizione, sul luogo del martirio del santo dove in seguito Costantino fece costruire un oratorio. Alla fine dell’VIII secolo si ha notizia della presenza di uno xenodochio (struttura assistenziale per i poveri). Nel 1196, dopo una lunga serie di restauri, l’edificio fu completamente ricostruito e ingrandito e fu aggiunto il campanile romanico. Tra il 1650 e il 1700 la fabbrica medievale fu rasa al suolo, fatta eccezione per il campanile, e la struttura venne ricostruita completamente secondo i canoni dell’epoca. La facciata, opera di Cesare Crovara, è a due ordini, con quello superiore rientrante, terminante con timpano. L’interno, opera di Crovara e Antonio Canevari, presenta un’unica navata con tre cappelle per lato comunicanti tra loro: la volta è riccamente decorata con motivi vegetali. L’altare maggiore, disegnato da Nicola Salvi, ospita una tela con il martirio di Sant’Eustachio. La mensa dell’altare poggia su un’urna di porfido in cui sono custoditi i corpi di Sant’Eustachio, della moglie e dei figli. All’esterno, la particolare decorazione della croce sulla sommità della chiesa con la testa di cervo richiama la leggenda della conversione di Sant’Eustachio dopo aver visto un cervo con una croce sulla testa.

Autori: Crovara Cesare, Canevari Antonio (1681-1759).

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La basilica di Sant’Eustachio sorge, secondo la tradizione, sul luogo del martirio del santo dove in seguito Costantino fece costruire un oratorio. Alla fine dell’VIII secolo si ha notizia della presenza di uno xenodochio (struttura assistenziale per i poveri). Nel 1196, dopo una lunga serie di restauri, l’edificio fu completamente ricostruito e ingrandito e fu aggiunto il campanile romanico. Tra il 1650 e il 1700 la fabbrica medievale fu rasa al suolo, fatta eccezione per il campanile, e la struttura venne ricostruita completamente secondo i canoni dell’epoca. La facciata, opera di Cesare Crovara, è a due ordini, con quello superiore rientrante, terminante con timpano. L’interno, opera di Crovara e Antonio Canevari, presenta un’unica navata con tre cappelle per lato comunicanti tra loro: la volta è riccamente decorata con motivi vegetali. L’altare maggiore, disegnato da Nicola Salvi, ospita una tela con il martirio di Sant’Eustachio. La mensa dell’altare poggia su un’urna di porfido in cui sono custoditi i corpi di Sant’Eustachio, della moglie e dei figli. All’esterno, la particolare decorazione della croce sulla sommità della chiesa con la testa di cervo richiama la leggenda della conversione di Sant’Eustachio dopo aver visto un cervo con una croce sulla testa.

Autori: Crovara Cesare, Canevari Antonio (1681-1759).

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