Sant’Ivo alla Sapienza

Dopo l’intervento di Giacomo Della Porta voluto da Gregorio XIII (Ugo Boncompagni 1572-1585), l’architetto Francesco Borromini realizza la chiesa di S. Ivo (tra il 1642 e il1662) presso l’antica università del palazzo della Sapienza dedicata al nobile bretone Yves Helory, su incarico di Urbano VIII (Maffeo Barberini 1623-1644). La facciata concava dell’edificio, inserito nel preesistente palazzo, occupa con il prospetto il lato corto del porticato. La chiesa è un capolavoro del Borromini e del barocco in genere, nel quale l’artista utilizza un complesso simbolismo di temi sapienziali e teologici, a partire dagli schemi geometrici della struttura fino ai singoli apparati decorativi, come i cherubini, simbolo della sapienza divina. L’interno, a pianta centrale, con dodici nicchie, è l’innovativo risultato della sovrapposizione di due triangoli equilateri con curve alternate concave e convesse. La pala d’altare è opera di Pietro da Cortona. All’esterno, su un tamburo polilobato coperto da una calotta a gradini, svetta l’elegante lanterna a pareti convesse con cuspide elicoidale che doveva richiamare il faro di Alessandria evocando l’antica biblioteca alessandrina, riferimento alla Biblioteca voluta da Alessandro VII (Fabio Chigi 1655-1667) e ospitata nell’adiacente università.

Autori: Della Porta Giacomo (1532-1602), Borromini Francesco (1599-1667).

Futouring Lazio

ORARI:

Cortile aperto da Lun-Ven 8:00-20:00 sab 9:00-12:30
Chiesa visitabile solo la domenica dalle 9:00 alle 12:00. e il mercoledi alle 14:00

Chiusa i mesi di luglio e agosto

La chiesa

Dopo l’intervento di Giacomo Della Porta voluto da Gregorio XIII (Ugo Boncompagni 1572-1585), l’architetto Francesco Borromini realizza la chiesa di S. Ivo (tra il 1642 e il1662) presso l’antica università del palazzo della Sapienza dedicata al nobile bretone Yves Helory, su incarico di Urbano VIII (Maffeo Barberini 1623-1644). La facciata concava dell’edificio, inserito nel preesistente palazzo, occupa con il prospetto il lato corto del porticato. La chiesa è un capolavoro del Borromini e del barocco in genere, nel quale l’artista utilizza un complesso simbolismo di temi sapienziali e teologici, a partire dagli schemi geometrici della struttura fino ai singoli apparati decorativi, come i cherubini, simbolo della sapienza divina. L’interno, a pianta centrale, con dodici nicchie, è l’innovativo risultato della sovrapposizione di due triangoli equilateri con curve alternate concave e convesse. La pala d’altare è opera di Pietro da Cortona. All’esterno, su un tamburo polilobato coperto da una calotta a gradini, svetta l’elegante lanterna a pareti convesse con cuspide elicoidale che doveva richiamare il faro di Alessandria evocando l’antica biblioteca alessandrina, riferimento alla Biblioteca voluta da Alessandro VII (Fabio Chigi 1655-1667) e ospitata nell’adiacente università.

Autori: Della Porta Giacomo (1532-1602), Borromini Francesco (1599-1667).

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ORARI:

Cortile aperto da Lun-Ven 8:00-20:00 sab 9:00-12:30
Chiesa visitabile solo la domenica dalle 9:00 alle 12:00. e il mercoledi alle 14:00

Chiusa i mesi di luglio e agosto

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Dopo l’intervento di Giacomo Della Porta voluto da Gregorio XIII (Ugo Boncompagni 1572-1585), l’architetto Francesco Borromini realizza la chiesa di S. Ivo (tra il 1642 e il1662) presso l’antica università del palazzo della Sapienza dedicata al nobile bretone Yves Helory, su incarico di Urbano VIII (Maffeo Barberini 1623-1644). La facciata concava dell’edificio, inserito nel preesistente palazzo, occupa con il prospetto il lato corto del porticato. La chiesa è un capolavoro del Borromini e del barocco in genere, nel quale l’artista utilizza un complesso simbolismo di temi sapienziali e teologici, a partire dagli schemi geometrici della struttura fino ai singoli apparati decorativi, come i cherubini, simbolo della sapienza divina. L’interno, a pianta centrale, con dodici nicchie, è l’innovativo risultato della sovrapposizione di due triangoli equilateri con curve alternate concave e convesse. La pala d’altare è opera di Pietro da Cortona. All’esterno, su un tamburo polilobato coperto da una calotta a gradini, svetta l’elegante lanterna a pareti convesse con cuspide elicoidale che doveva richiamare il faro di Alessandria evocando l’antica biblioteca alessandrina, riferimento alla Biblioteca voluta da Alessandro VII (Fabio Chigi 1655-1667) e ospitata nell’adiacente università.

Autori: Della Porta Giacomo (1532-1602), Borromini Francesco (1599-1667).

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ORARI:

Cortile aperto da Lun-Ven 8:00-20:00 sab 9:00-12:30
Chiesa visitabile solo la domenica dalle 9:00 alle 12:00. e il mercoledi alle 14:00

Chiusa i mesi di luglio e agosto

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