Santa Maria in Campitelli

Piazza di Campitelli, 9-10 Roma

La chiesa venne eretta, su un precedente edificio, tra il 1662 ed il 1667 da Carlo Rainaldi su incarico di papa Alessandro VII (Fabio Chigi, 1655-1667), come ex voto alla Vergine per aver liberato la città dalla peste nel 1656. La sacra immagine della Madonna custodita nella vicina chiesa di Santa Maria in Portico, grazie alla cui intercessione la pestilenza era stata debellata, fu trasferita insieme al titolo cardinalizio nel nuovo edificio che da allora prese la doppia denominazione di Santa Maria in Portico in Campitelli, mentre la vecchia chiesa di Santa Maria in Portico venne intitolata a Santa Galla. La facciata, articolata in due ordini ripartiti da fasci di colonne e separati da un’alta cornice, presenta un coronamento a timpano triangolare. Il settore centrale è evidenziato in entrambi gli ordini tramite edicole: nell’ordine inferiore le colonne sostengono un timpano triangolare che invade lo spazio dell’ordine soprastante. Un effetto di grande slancio è dato all’insieme dagli alti plinti su cui svettano le colonne di entrambi gli ordini. L’interno vede la successione di due diversi schemi planimetrici che danno vita ad una pianta a sviluppo longitudinale complesso. Il primo tratto è a croce greca ed è seguito da un corpo di fabbrica quadrangolare con cupola e abside. Sull’altare maggiore, all’interno di un grandioso tabernacolo disegnato da Carlo Rainaldi, è custodita l’icona di Santa Maria in Portico Campitelli, opera in lamina e smalti dell’XI secolo. Nella chiesa si conservano, tra le altre opere, lavori di Luca Giordano (Sant’Anna, San Gioacchino e Maria) e del Baciccia (Nascita del Battista).

Autore: Rainaldi Carlo (1611-1691).

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La chiesa venne eretta, su un precedente edificio, tra il 1662 ed il 1667 da Carlo Rainaldi su incarico di papa Alessandro VII (Fabio Chigi, 1655-1667), come ex voto alla Vergine per aver liberato la città dalla peste nel 1656. La sacra immagine della Madonna custodita nella vicina chiesa di Santa Maria in Portico, grazie alla cui intercessione la pestilenza era stata debellata, fu trasferita insieme al titolo cardinalizio nel nuovo edificio che da allora prese la doppia denominazione di Santa Maria in Portico in Campitelli, mentre la vecchia chiesa di Santa Maria in Portico venne intitolata a Santa Galla. La facciata, articolata in due ordini ripartiti da fasci di colonne e separati da un’alta cornice, presenta un coronamento a timpano triangolare. Il settore centrale è evidenziato in entrambi gli ordini tramite edicole: nell’ordine inferiore le colonne sostengono un timpano triangolare che invade lo spazio dell’ordine soprastante. Un effetto di grande slancio è dato all’insieme dagli alti plinti su cui svettano le colonne di entrambi gli ordini. L’interno vede la successione di due diversi schemi planimetrici che danno vita ad una pianta a sviluppo longitudinale complesso. Il primo tratto è a croce greca ed è seguito da un corpo di fabbrica quadrangolare con cupola e abside. Sull’altare maggiore, all’interno di un grandioso tabernacolo disegnato da Carlo Rainaldi, è custodita l’icona di Santa Maria in Portico Campitelli, opera in lamina e smalti dell’XI secolo. Nella chiesa si conservano, tra le altre opere, lavori di Luca Giordano (Sant’Anna, San Gioacchino e Maria) e del Baciccia (Nascita del Battista).

Autore: Rainaldi Carlo (1611-1691).

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La chiesa venne eretta, su un precedente edificio, tra il 1662 ed il 1667 da Carlo Rainaldi su incarico di papa Alessandro VII (Fabio Chigi, 1655-1667), come ex voto alla Vergine per aver liberato la città dalla peste nel 1656. La sacra immagine della Madonna custodita nella vicina chiesa di Santa Maria in Portico, grazie alla cui intercessione la pestilenza era stata debellata, fu trasferita insieme al titolo cardinalizio nel nuovo edificio che da allora prese la doppia denominazione di Santa Maria in Portico in Campitelli, mentre la vecchia chiesa di Santa Maria in Portico venne intitolata a Santa Galla. La facciata, articolata in due ordini ripartiti da fasci di colonne e separati da un’alta cornice, presenta un coronamento a timpano triangolare. Il settore centrale è evidenziato in entrambi gli ordini tramite edicole: nell’ordine inferiore le colonne sostengono un timpano triangolare che invade lo spazio dell’ordine soprastante. Un effetto di grande slancio è dato all’insieme dagli alti plinti su cui svettano le colonne di entrambi gli ordini. L’interno vede la successione di due diversi schemi planimetrici che danno vita ad una pianta a sviluppo longitudinale complesso. Il primo tratto è a croce greca ed è seguito da un corpo di fabbrica quadrangolare con cupola e abside. Sull’altare maggiore, all’interno di un grandioso tabernacolo disegnato da Carlo Rainaldi, è custodita l’icona di Santa Maria in Portico Campitelli, opera in lamina e smalti dell’XI secolo. Nella chiesa si conservano, tra le altre opere, lavori di Luca Giordano (Sant’Anna, San Gioacchino e Maria) e del Baciccia (Nascita del Battista).

Autore: Rainaldi Carlo (1611-1691).

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