Santa Maria in Campo Marzio

Piazza in Campo Marzio, 15 Roma

Sebbene secondo una tradizione tarda le origini della chiesa di Santa Maria della Concezione in Campo Marzio risalgano al tempo in cui nell'Impero d'Oriente infuriavano le lotte iconoclaste (nell'VIII secolo, quando alcune monache sarebbero fuggite da Costantinopoli portando con se alcune reliquie e immagini sacre), la prima attestazione documentaria della chiesa risale alla fine dell'XI secolo, mentre nella prima metà del X secolo esistono attestazioni circa l'esistenza del monastero benedettino di Santa Maria e San Gregorio in Campo Marzio cui la chiesa era annessa insieme all'oratorio di San Gregorio Nazianzeno (citato dalle fonti già nell'VIII secolo). La chiesa attuale, di cui da Piazza in Campo Marzio si intravedono la cupola sormontata dal lanternino al di sopra delle fabbriche dell'ex-convento, fu ricostruita in forme barocche nel 1668-1685 da Giovanni Antonio De Rossi (1616-1695) che si occupò anche della sistemazione del monastero e della facciata della chiesa sulla piazza, un prospetto piuttosto semplice, a due ordini, in cui si apre, al piano terra, un ampio portale affiancato da due colonne con capitelli ionici che sorreggono un ampio architrave e una lunetta che un tempo ospitava un'immagine della Vergine con i Santi tradizionali dell'ordine benedettino. La chiesa si affaccia su un piccolo cortile interno, anch'esso sistemato dal De Rossi ed è preceduta da un portico a tre arcate di ampiezza diversa (quella centrale è più ampia), sorrette da alte colonne con capitelli ionici.Il restauro di età barocca fu condotto sulla chiesa rinascimentale, voluta nel 1563 da Chiarina Colonna, badessa del monastero, per evitare che la folla di fedeli diretta alle due chiese all'epoca inglobate all'interno del complesso monastico attraversasse ogni volta le aree di clausura del monastero.

Autore: Giovanni Antonio de Rossi (1616-1695).

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Sebbene secondo una tradizione tarda le origini della chiesa di Santa Maria della Concezione in Campo Marzio risalgano al tempo in cui nell'Impero d'Oriente infuriavano le lotte iconoclaste (nell'VIII secolo, quando alcune monache sarebbero fuggite da Costantinopoli portando con se alcune reliquie e immagini sacre), la prima attestazione documentaria della chiesa risale alla fine dell'XI secolo, mentre nella prima metà del X secolo esistono attestazioni circa l'esistenza del monastero benedettino di Santa Maria e San Gregorio in Campo Marzio cui la chiesa era annessa insieme all'oratorio di San Gregorio Nazianzeno (citato dalle fonti già nell'VIII secolo). La chiesa attuale, di cui da Piazza in Campo Marzio si intravedono la cupola sormontata dal lanternino al di sopra delle fabbriche dell'ex-convento, fu ricostruita in forme barocche nel 1668-1685 da Giovanni Antonio De Rossi (1616-1695) che si occupò anche della sistemazione del monastero e della facciata della chiesa sulla piazza, un prospetto piuttosto semplice, a due ordini, in cui si apre, al piano terra, un ampio portale affiancato da due colonne con capitelli ionici che sorreggono un ampio architrave e una lunetta che un tempo ospitava un'immagine della Vergine con i Santi tradizionali dell'ordine benedettino. La chiesa si affaccia su un piccolo cortile interno, anch'esso sistemato dal De Rossi ed è preceduta da un portico a tre arcate di ampiezza diversa (quella centrale è più ampia), sorrette da alte colonne con capitelli ionici.Il restauro di età barocca fu condotto sulla chiesa rinascimentale, voluta nel 1563 da Chiarina Colonna, badessa del monastero, per evitare che la folla di fedeli diretta alle due chiese all'epoca inglobate all'interno del complesso monastico attraversasse ogni volta le aree di clausura del monastero.

Autore: Giovanni Antonio de Rossi (1616-1695).

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Sebbene secondo una tradizione tarda le origini della chiesa di Santa Maria della Concezione in Campo Marzio risalgano al tempo in cui nell'Impero d'Oriente infuriavano le lotte iconoclaste (nell'VIII secolo, quando alcune monache sarebbero fuggite da Costantinopoli portando con se alcune reliquie e immagini sacre), la prima attestazione documentaria della chiesa risale alla fine dell'XI secolo, mentre nella prima metà del X secolo esistono attestazioni circa l'esistenza del monastero benedettino di Santa Maria e San Gregorio in Campo Marzio cui la chiesa era annessa insieme all'oratorio di San Gregorio Nazianzeno (citato dalle fonti già nell'VIII secolo). La chiesa attuale, di cui da Piazza in Campo Marzio si intravedono la cupola sormontata dal lanternino al di sopra delle fabbriche dell'ex-convento, fu ricostruita in forme barocche nel 1668-1685 da Giovanni Antonio De Rossi (1616-1695) che si occupò anche della sistemazione del monastero e della facciata della chiesa sulla piazza, un prospetto piuttosto semplice, a due ordini, in cui si apre, al piano terra, un ampio portale affiancato da due colonne con capitelli ionici che sorreggono un ampio architrave e una lunetta che un tempo ospitava un'immagine della Vergine con i Santi tradizionali dell'ordine benedettino. La chiesa si affaccia su un piccolo cortile interno, anch'esso sistemato dal De Rossi ed è preceduta da un portico a tre arcate di ampiezza diversa (quella centrale è più ampia), sorrette da alte colonne con capitelli ionici.Il restauro di età barocca fu condotto sulla chiesa rinascimentale, voluta nel 1563 da Chiarina Colonna, badessa del monastero, per evitare che la folla di fedeli diretta alle due chiese all'epoca inglobate all'interno del complesso monastico attraversasse ogni volta le aree di clausura del monastero.

Autore: Giovanni Antonio de Rossi (1616-1695).

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