Santa Maria in Monticelli

Via Santa Maria in Monticelli, 28 Roma

Non si conoscono le origini di questa chiesa che trae la sua denominazione dall’altura su cui essa fu costruita e che in origine sovrastava la sponda sinistra del Tevere. Ricordata anche come Santa Maria in Monticellis Arenulae de Urbe e come Santa Maria in Arenula, fu restaurata nel corso del XII secolo dai papi Pasquale II (1099-1118) e Innocenzo II (1130-43). Agli inizi del XVIII secolo, papa Clemente XI (Giovanni Francesco Albani, 1700-21) affidò il rifacimento dell’edificio a Matteo Sassi. In quell’occasione venne ricostruita la facciata e, all’interno, le colonne di suddivisione delle navate furono murate dentro pilastri. Il prospetto esterno, fiancheggiato sul lato destro dal campanile romanico, è a due ordini di colonne e lesene ed è ripartito in tre settori. Il corpo centrale, a profilo convesso, è sormontato da un timpano ad arco. L’interno, a tre navate, presenta tre cappelle per lato; l’abside conserva tracce di decorazione a mosaico del XII secolo (Testa del Redentore).

Autore: Sassi Matteo (1646-1723).

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Non si conoscono le origini di questa chiesa che trae la sua denominazione dall’altura su cui essa fu costruita e che in origine sovrastava la sponda sinistra del Tevere. Ricordata anche come Santa Maria in Monticellis Arenulae de Urbe e come Santa Maria in Arenula, fu restaurata nel corso del XII secolo dai papi Pasquale II (1099-1118) e Innocenzo II (1130-43). Agli inizi del XVIII secolo, papa Clemente XI (Giovanni Francesco Albani, 1700-21) affidò il rifacimento dell’edificio a Matteo Sassi. In quell’occasione venne ricostruita la facciata e, all’interno, le colonne di suddivisione delle navate furono murate dentro pilastri. Il prospetto esterno, fiancheggiato sul lato destro dal campanile romanico, è a due ordini di colonne e lesene ed è ripartito in tre settori. Il corpo centrale, a profilo convesso, è sormontato da un timpano ad arco. L’interno, a tre navate, presenta tre cappelle per lato; l’abside conserva tracce di decorazione a mosaico del XII secolo (Testa del Redentore).

Autore: Sassi Matteo (1646-1723).

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Non si conoscono le origini di questa chiesa che trae la sua denominazione dall’altura su cui essa fu costruita e che in origine sovrastava la sponda sinistra del Tevere. Ricordata anche come Santa Maria in Monticellis Arenulae de Urbe e come Santa Maria in Arenula, fu restaurata nel corso del XII secolo dai papi Pasquale II (1099-1118) e Innocenzo II (1130-43). Agli inizi del XVIII secolo, papa Clemente XI (Giovanni Francesco Albani, 1700-21) affidò il rifacimento dell’edificio a Matteo Sassi. In quell’occasione venne ricostruita la facciata e, all’interno, le colonne di suddivisione delle navate furono murate dentro pilastri. Il prospetto esterno, fiancheggiato sul lato destro dal campanile romanico, è a due ordini di colonne e lesene ed è ripartito in tre settori. Il corpo centrale, a profilo convesso, è sormontato da un timpano ad arco. L’interno, a tre navate, presenta tre cappelle per lato; l’abside conserva tracce di decorazione a mosaico del XII secolo (Testa del Redentore).

Autore: Sassi Matteo (1646-1723).

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